Anche i videogiochi vittime delle Intelligenze Artificiali | Il caso di “Rick and Morty”

    VIDEOGIOCO RICK AND MORTY RIVOLUZIONATO DALL AI

    Le intelligenze artificiali negli ultimi tempi stanno avendo una diffusione importante e anche parecchio discussa, soprattutto nei riguardi dei programmi come Midjourney: in grado di generare immagini sempre più complesse e dai risultati impressionati.

    Chi l’avrebbe mai detto che queste IA sarebbero state sfruttate all’interno di un videogioco, proprio mentre numerosi artisti da tutto il mondo si muovono sul web per denunciare a gran voce questa nuova tecnologia a prova di diritti di autore.

    L’intelligenza artificiale dentro High on Life

    Diversi giocatori hanno notato che High on Life, il nuovo videogioco firmato da Justin Roiland (il creatore di Rick and Morty), ha utilizzato l’intelligenza artificiale Midjourney per realizzare poster di film mai esistiti. Se seguite da un pò il fenomeno Midjourney, è facile notare come le immagini hanno la stranezza tipica delle precedenti versioni del programma, che pur continuando a presentare diverse bizzarrie diventa sempre più accurato, aggiornamento dopo aggiornamento.

    Lo stesso Roiland non ne fa segreto e ne ha parlato con i microfoni di Sky: “Fa sembrare il mondo uno strano universo alternativo al nostro, e noi l’abbiamo usato per elaborare idee strane e divertenti. Non so cosa ci riservi il futuro, ma l’IA sarà uno strumento che ha il potenziale per rendere la creazione di contenuti incredibilmente accessibile“.

    Roiland spiega che l’intenzione dietro i poster era di far sembrare il mondo di gioco una strampalata versione alternativa della nostra realtà, ironico pensare che in questa dichiarazione emerge proprio la motivazione che ha portato a criticare le IA come Midjourney. Queste IA, infatti, generano le proprie creazioni basandosi su un enorme catalogo di immagini raccolte senza il consenso degli autori originali, rendendole di fatto un’imitazione di più opere messe assieme.

    Un IA svilupperà Red Dead Redemption 2?

    Per quanto il papà di Rick and Morty possa avere le sue ragioni, è anche vero che non si tratta solo di giocare con l’IA per divertimento. Degli elementi di gioco sono stati realizzati tramite intelligenza artificiale, evitando così di assumere un artista per creare i poster cinematografici falsi, rendendolo di fatto un precedente piuttosto amaro per i professionisti del settore.

    In molti si chiedono se questo caso farà da apri pista alla potenziale incursione dell’IA nei videogiochi, una paura alimentata dalle controverse dichiarazioni di Jon Lai, un ex dipendente di Riot Games: “Stiamo entrando in una nuova era nella creazione di giochi basati sull’intelligenza artificiale. Finora i giochi AAA come Red Dead Redemption 2 sono costati 500 milioni di dollari e hanno richiesto 8 anni di lavoro a più di 3.000 persone. Grazie alle IA piccoli team possono produrre giochi di qualità quasi AAA, ma a costi e tempi inferiori.

    L’affermazione è costata a Lai diversi aspri commenti che hanno costretto l’ex Riot ad esporre ulteriori chiarimenti, ma, per quanto possano essere dichiarazioni controverse, la verità è che la tecnologia esiste. Non è possibile far finta del contrario e sembra improbabile l’arrivo di una regolamentazione che possa frenare la diffusione di una tecnologia che sta crescendo in modo tanto esponenziale.

    Un mondo strampalato, il nostro e quello di High on Life

    Ovviamente possiamo stare tranquilli (per ora), il prossimo Red Dead Redemption non sarà sviluppato con l’intelligenza artificiale, ma è innegabile che queste IA stiano invadendo il processo di sviluppo, almeno per alcuni elementi, come dimostra il caso High on Life. La strada da percorrere è lunga e traballante, e nel caso delle immagini generate dalle IA come Midjourney viene da chiedersi se non si possa risolvere tutto con una nuova regolamentazione: una legge mirata a tutelare i diritti degli artisti, artisti che secondo molti dovrebbero essere pagati per ogni opera inserita nel databese dell’IA.

    High on Life è uno sparatutto in prima persona biopunk con il taglio fortemente comico tipico di Roiland e Squanch Games. Ambientato in in un mondo fantascientifico, potremmo utilizzare pistole parlanti che interagiranno direttamente con il protagonista. La trama racconta un futuro in cui l’umanità è stata soggiogata da un cartello alieno per essere usata come droga.

    Nei panni di un cacciatore di taglie, il giocatore dovrà attraversare la galassia per salvare gli umani utilizzando le armi chiamate Galatians. Il videogioco presenta una struttura simil open world e un’estetica coloratissima in stile serie animata. Se volete provare il gioco e vedere in prima persona i deformi poster generati da un IA, sappiate che il titolo è disponibile su Xbox Series X/S, PC e ovviamente Game Pass.