Scacco matto al gioco d’azzardo | Le slot hanno le ore contate

    addio gioco d'azzardo

    La ludopatia, in Italia, è ancora un problema estremamente grave e diffuso tra la popolazione. Sono ancora troppe le persone che dilapidano interi patrimoni nel gioco d’azzardo. In generale, la maggior fonte di problemi sono le slot-machine presenti ovunque, sia in apposite sale che in bar abilitati.

    Gli interventi per arginarlo

    Il decreto-legge n. 87 del 2018 (il c.d. Decreto dignità), nel suo testo originario, conteneva al suo interno alcune disposizioni riguardanti il divieto di pubblicità di giochi e scommesse; nel corso dell’iter parlamentare di conversione sono stati approvati alcuni emendamenti che disciplinano altre misure di contrasto del disturbo da gioco d’azzardo (DGA).

    In particolare, si vietava qualunque forma di pubblicità al gioco, comprese lotterie nazionali. Si rinviava poi ad ulteriori disposizioni di legge per misure più severe per contrastare la ludopatia. Ad oggi, purtroppo, sono state solo alcune regioni a prendere provvedimenti seri.

    Misure severe

    Sembrerebbe che il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Filippo Mancuso sia fortemente contrario a questo ritardo nell’intervento e abbia già anticipato misure drastiche.

    Il politico leghista ha dichiarato, nel corso di un’intervista alla sede RAI di Cosenza:“Bisogna chiarire come stanno le cose: l’entrata in vigore delle norme della legge del 2018 è stata finora rinviata, pertanto si è deciso di dire basta alle proroghe. Restando disponibili a ogni proposta di miglioramento e mettendo al primo posto gli interessi generali”.

    Le misure potrebbero essere drastiche. Infatti, continua Mancuso: “Stiamo valutando in queste ore se sia il caso o meno di lasciare ai sindaci l’individuazione degli orari di apertura e chiusura delle sale. Regolamentare, è chiaro, salvaguardano la salute dei cittadini rispetto a ogni dipendenza e introducendo i necessari limiti, in linea con la normativa delle altre Regioni”.

    I sindaci potranno, quindi, intervenire direttamente sulle attività chiudendo le sale gioco a loro discrezione. Questo potere è giustificato e trova fondamento nella facoltà in capo ai primi cittadini di agire direttamente per tutelare l’ordine urbano e la sicurezza dei cittadini.

    Una sfida per tutta la comunità

    Il Presidente ha poi continuato rimarcando l’impegno costante per il contrasto della ludopatia: In Consiglio regionale non c’è’ una proposta per favorire la dipendenza. Né alcun interesse ad eliminare i vincoli minimali al gioco d’azzardo, modificando il testo legislativo n. 107. Nessuna tesi precostituita. Come sempre, il Consiglio è pronto a discutere e a decidere, attraverso un confronto nel merito, nel rispetto del pluralismo delle opinioni e tenendo senz’altro conto delle legittime preoccupazioni della Conferenza Episcopale Calabra, da più associazioni e dalle comunità terapeutiche. Non si vuole fare alcun regalo a chi specula sulla pelle di giovani e famiglie, tutt’altro. Il contrasto a scommesse e slot e alla ludopatia è una sfida per tutta la comunità. La salute, la libertà delle persone e la lotta alle dipendenze non hanno colore politico e non possono essere merce di scambio”.