In cina c’è guerra aperta per l’isolamento covid | La tecnologia ci mostra cosa accade

cinesi in rivolta covid

Ancora proteste dalla Cina, gli scontri tra polizia e manifestanti a Shangai si fanno sempre più duri, tanto da coinvolgere un giornalista della Bbc, che è stato arrestato e percosso dalle forze dell’ordine durante le proteste.

La causa scatenante della manifestazione sono le forti restrizioni anti-Covid imposte dal regime di Xi, volte a ridurre il contagio di SARS-Cov-2. Le proteste si stanno infatti espandendo al di fuori di Shangai, toccando anche Pechino, Chengdu e Wuhan, dove tutto è iniziato.

Libertà soppressa?

È proprio nel fulcro della protesta che un giornalista della Bbc è stato arrestato e percosso dalle autorità. L’uomo stava lavorando in Cina, per l’appunto in quel momento a Shangai, dove stava seguendo le forti proteste mosse dai manifestanti. Fermato dalla polizia, Ed Lawrence è stato prima picchiato, e poi arrestato dalle forze dell’ordine cinesi. L’uomo era un giornalista accreditato nel Paese, quindi ci si chiede se questo non sia stato un gesto di repressione verso la libertà di stampa e di informazione.

La manifestazione si sta facendo sempre più violenta e le forze impiegate per reprimerla si stanno facendo sempre più stringenti. Molte persone, infatti, sembrano costrette a dover ricorrere a canali VPN per le comunicazioni, per capire cosa stia succedendo esattamente e per reperire informazioni sulla manifestazione altrimenti bloccate dalle autorità vigenti.

La politica della tolleranza zero rispetto al Covid sta portando il paese sull’orlo di una crisi. A farne le spese, sono appunto le vie di comunicazione, bloccate dalla polizia e dal governo. Un governo che punta sempre più sulla censura, impossibilitando il popolo ad avere una corretta e vera informazione riguardo gli eventi che stanno accadendo.

Metodi alternativi di comunicazione

Mentre le proteste si fanno sempre più violente, alcune persone, tra cui molti ragazzi, potrebbero cercare vie di comunicazione alternative. Non sappiamo esattamente quanto le chat dei videogiochi siano controllate dalle autorità cinesi, ma potrebbero rappresentare una valida alternativa alle reti VPN.

In sessione di gioco, su diversi videogames, è presente infatti la possibilità di poter comunicare con gli altri giocatori, alleati o nemici, tramite delle chat globali che tutti possono leggere. Questa potrebbe essere una via di comunicazione parallela a quelle attualmente utilizzate in Cina, che potrebbe aggirare la morsa delle autorità riguardo la censura di stampa e della libera informazione.

Nonostante, infatti, il governo abbia dichiarato che le restrizioni anti-Covid saranno allentate in un prossimo futuro, questo non blocca i manifestanti, che sembrano sempre più inferociti con il passare del tempo.