Ci sono eventi che a prima vista possono sembrare insignificanti, ma che in realtà hanno un significato estremamente più importante. Questo accade soprattutto in certi contesti in cui a certe cose non ci si pensa più di tanto perché la maggioranza delle persone non dà loro rilevanza.

Un breve preambolo del genere va fatto perché a qualcuno potrebbe sembrare superfluo dare spazio a una pubblicità solo perché questa ha nominato gli eSports. Esatto, di questo parliamo. In questi giorni, in Italia, sta passando soprattutto sul web uno spot che evidenzia le comodità e i benefici di una connessione a banda ultra-larga messa a disposizione da Open Fiber. Tra i vari servizi o le varie possibilità che offre una connessione così moderna e veloce, vengono citati c’è anche gli eSports.

Cosa c’è di straordinario? C’è che è la prima volta, nel nostro paese, che una pubblicità cita in maniera esplicita gli sport elettronici. Non per essere denigrati, non per essere mostrati come una perdita di tempo o per essere ridicolizzati, ma per essere considerati una grande possibilità da cogliere una volta sottoscritto un contratto per avere questa connessione iper veloce.

Qui in basso trovate lo spot che è stato pubblicato su Facebook da uno dei massimi esperti italiani di eSports: Pedriny.

Meglio, però, andare con ordine. In primis, cos’è Open Fiber?

LA PUBBLICITÀ ITALIANA CHE NOMINA GLI ESPORT

LA PRIMA PUBBLICITÀ A NOMINARE ESPLICITAMENTE GLI ESPORTLa pubblicità, soprattutto quella che spinge ad innovarsi per rispondere a determinati bisogni tecnologici, è sempre stata uno specchio della nostra società. In poche parole, se un bisogno compare in una pubblicità, significa che quel bisogno è percepito come reale…o si sta spingendo per renderlo tale. Mi ricordo benissimo i primi spot dell'ADSL: uno dei maggiori selling point era la comodità di avere la linea sempre libera, poi venne la possibilità di vedere video su internet, la bellezza di poter scaricare dati alla velocità del suono, l'alta definizione, il gaming, lo streaming etc etc. Ecco, non è certo la prima volta che il "gaming online" viene nominato in un prodotto legato a internet (qualcuno si ricorda Internet Play di Telecom Italia? Era il 2011 se non sbaglio), ma se la memoria non mi inganna questa è la prima volta in assoluto che un commercial italiano utilizza esplicitamente la parola #esport come veicolo dei tempi che cambiano. Un piccolo dettaglio, piccolissimo, ma anche prodromo importante di un'auspicata rivoluzione culturale-digitale.Lo spot è ovviamente di Open Fiber, società attraverso la quale Enel Group insieme a CDP Equity ha cominciato ad operare nel mercato della fibra ottica italiano, diventando, de facto, il principale competitor nazionale di TIM. E signori miei, non solo se fossi in voi due righe a Enel le scriverei (i più svegli l'hanno già fatto mesi e mesi fa), ma sono a pronto a mangiarmi il cappello se entro la fine del 2018 non vedremo qualche intervento concreto da parte di uno dei due colossi…

Gepostet von Pedriny – The Esport Maestro am Dienstag, 3. April 2018

Open Fiber: cos’è e cosa offre?

Open Fiber è una società che nasce dalla collaborazione tra Enel e CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e che ha come obiettivo quello di portare la banda ultra-larga in tutta Italia.

Quindi, Open Fiber è un nuovo operatore più conveniente e con maggiori possibilità da offrire rispetto agli altri provider? Assolutamente no! Open Fiber non fornisce in maniera diretta la fibra ottica, ma è un operatore wholesale, cioè all’ingrosso. Questa società garantisce agli operatori autorizzati – quelli che tutti noi conosciamo e con cui siamo legati per avere Internet a casa – l’utilizzo delle proprie infrastrutture.

Essendo di proprietà di Enel, Open Fiber può mettere a disposizione le infrastrutture da cui passano attualmente i cavi dell’energia elettrica. Questo implica meno noie e meno disservizi causati dal dover operare scavi per la posa della fibra ottica.

La cosa più importante da capire, però, è come questa funzioni. Open Fiber, in breve, sfrutta la tecnologia Fiber To The Home, che è meglio conosciuta con l’acronimo FTTH. Questa tecnologia garantisce le connessioni più veloci che oggi ci si possano permettere, poiché i cavi sono totalmente in fibra, compreso il tratto del percorso che dalla centralina va verso l’abitazione del cliente.

In soldoni, a che velocità possiamo scaricare? Ebbene, con Open Fiber sia l’upload sia il download possono arrivare a una velocità di 1 Gigabit al secondo.

Uno spot cita gli eSports: perché è importante?

È importante perché per la prima volta uno spot mandato in onda in Italia focalizza la propria attenzione su qualcosa che non sia il banale download di un film in due minuti precisi come un orologio svizzero o di una canzone. La pubblicità di Open Fiber apre all’innovazione, ai bisogni concreti dei una generazione che è profondamente cambiata in questi ultimi anni.

Qualche giorno fa, abbiamo pubblicato un articolo in cui vi rendevamo edotti del fatto che i Millennials, secondo una ricerca effettuata da Limelight Networks, siano più propensi ad assistere ad eventi eSports che non a quelli dedicati a sport tradizionali (cliccando qui potete leggere tutto l’articolo). La prospettiva verso il gaming si è totalmente modificata nell’ultimo decennio. I videogiochi come opportunità di lavoro e di crescita professionale: una volta poteva essere letta come una barzelletta questa affermazione, oggi è il caso di sedersi e ragionarci con molta attenzione.

È importante che lo spot di Open Fiber abbia citato gli eSports, perché è compito anche della pubblicità mostrare agli individui come cambia la società nel tempo. Questo va fatto prendendo in esame tutte le sue sfaccettature, quindi, l’intrattenimento e l’hi-tech non possono essere messi da parte. Oggi, l’intrattenimento digitale che passa da una connessione a banda ultra-larga e dall’innovazione tecnologica ha come fulcro proprio gli eSports, i quali rappresentano il fenomeno del momento e lo faranno per molti anni a venire.

Va specificato che già nel 2011 gli spot in Italia “divulgarono” il gaming online con un prodotto denominato Internet Play di Telecom Italia. Sono passati sette anni e di acqua sotto i ponti ne è passata. L’immagine stereotipata del ragazzo grassoccio asociale che gioca online è stata sostituita da quella di team di cyberatleti che si affrontano di fronte a platee sempre più grandi e affollate.

La pubblicità non può esimersi dal mostrare ciò, senza paura di incorrere in manifestazioni in punta di forcone da parte di una parte di società legata a vecchi canoni e che non ha intenzione di aprire la finestra verso un mondo nuovo. Non è dunque superfluo dedicare uno spazio a questo spot che, a sua volta, ne ha concesso tanto al progresso, una cosa di cui il nostro paese ha tanto bisogno.

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