Alibaba chiede fondi locali per organizzare i suoi eSports

Alibaba


Alibaba è una compagnia privata cinese che è diventata nel tempo un vero e proprio colosso nei campi in cui opera. L’azienda fondata nel 1999 da Jack Ma si occupa, tra le altre cose, di e-commerce e di piattaforme di pagamento. Per quantificare la potenza sul mercato di Alibaba basterebbe soffermarsi sul fatto che il suo valore è di circa 120 miliardi di dollari, mentre un altro dato impressionante ci dice che nel 2012 gli introiti hanno superato quelli di Amazon e eBay messi insieme.


Non tutti sanno, però, che Alibaba fa parte già da un po’ del mondo degli eSports. Infatti, si deve al colosso orientale l’organizzazione degli WESG (World Electronic Sports Games), un evento annuale in cui i giocatori si sfidano a Hearthstone, DOTA 2 e Starcraft. Ultimamente, però, Alibaba sta avendo qualche problema nel raccogliere i fondi per mettere su la manifestazione. Sia chiaro, Alibaba è in salute, ma i soldi sono soldi e i WESG costano parecchio.

Alibaba chiede aiuto agli organizzatori locali

Alibaba ha annunciato pubblicamente i propri progetti di collaborare con le città per sovvenzionare i costi dell’evento annuale dei World Electronic Sports Games.

Il costo dell’edizione 2016 di WESG è stato di circa 150 milioni di yaun, che si traducono in oltre 22 milioni di dollari. Il WESG ha debuttato nel 2016, con le qualificazioni internazionali che hanno portato ad una finale tenutasi in Cina nel gennaio 2017. L’incredibile vincita di 5,5 milioni di dollari ha attirato un gran numero di giocatori e spettatori, ma l’evento ha portato a un significativo esborso di quattrini da parte di Alibaba. In un report pubblicato sul South China Morning Post, di proprietà del colosso, è stato rivelato e analizzato il costo esorbitante di tale manifestazione.

Al fine di rendere più ragionevole il costo dell’evento nel nuovo anno (Alibaba non vuole comunque buttare soldi solo perché li ha) la sezione sportiva di Alibaba, Alisports, ha fatto partnership commerciali in città che ospitano eventi qualificati affinché si assumano una parte del costo per aiutare a ospitare le qualificazioni regionali. Alisports continuerà a fornire personale per gli eventi e coprirà i premi.

Iniziativa riuscita in pieno

Il General Manager di Alisports, Wang Guan, vanta di aver trovato oltre 20 città cinesi che già lavorano con WESG e questo avrebbe già portato a una riduzione del costo del 73% a seguito dei partenariati. Non è stato menzionato alcun partenariato con le città internazionali, dalle quali sono arrivati molti dei concorrenti delle finali WESG inaugurali. Per adesso, quindi, il partenariato è un affare del tutto cinese.

È necessario che Alisports gestisca meglio il costo esorbitante dell’evento, poiché Guan ha anche rivelato che gli eSports attualmente rappresentano il 40% delle operazioni Alisports. Inoltre, Alibaba è molto impegnata con WESG, con un accordo di dieci anni con la città di Changzhou, Cina, per ospitare eventi regionali e mondiali. Insomma, l’azienda crede moltissimo negli sport elettronici.

Organizzazione molto nazionale

Nonostante il primo WESG abbia visto i giocatori partecipare da molte regioni estere, un certo numero di top team è stato impossibilitato a competere a causa di restrizioni di nazionalità, infatti, ogni singola squadra deve rappresentare un’unica nazione. Questo è stato un problema particolare in un gioco come Dota 2, in cui la maggior parte dei partecipanti delle squadre di vertice hanno giocatori provenienti da tutto il mondo. Ciò si riflette su un settore in continua evoluzione e sempre più globale, in particolare rispetto a 10 o 15 anni fa, quando i World Cyber Games sono stati in grado di eseguire eventi con restrizioni simili, pur attirando la maggior parte delle migliori squadre del mondo.


È lecito aspettarsi che Alisports torni indietro sui suoi passi su questo punto. La rappresentazione nazionale è ormai diventata difficile da mantenere in un settore così globale. È stato segnalato che ad aprile Alisports aveva collaborato con il Consiglio Olimpico dell’Asia per portare gli eSports ai Giochi Asiatici 2018 e 2022 presso un’altra sede per i concorrenti provenienti da diversi paesi per essere contrapposti l’uno contro l’altro mentre rappresentano le loro nazioni di origine.

fonte: esportsobserver

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

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