Age of Empires 4 | Provato lo stress test: un doppio punto di vista

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Lo scorso weekend è stato reso operativo uno stress test dei server di Age of Empires 4, l’attesissimo sequel della saga RTS più famosa e iconica di sempre. Era dai primi anni 2000 che i giocatori appassionati della saga attendevano questo momento, e ora finalmente siamo vicini.

La nostra redazione si è approcciata al gioco con due giocatori: da un lato Graziano, che ormai conta più di 300 ore sui precedenti episodi, e Alessandro che pur essendo appassionato di giochi strategici aveva giocato solo ad Age of Mythology finora, spin-off di AoE. Che voi conosciate la saga o che vi siano le vostre prime volte, vi offriamo quindi due punti di vista che potranno tornarvi utili in ottica acquisto futuro del gioco.

Prima di passare alle opinioni della nostra redazione, due cenni tecnici: Age of Empires 4 uscirà su PC e Xbox Game Pass il 28 ottobre 2021 con ben 8 civiltà, ma la beta tecnica è stata offerta solo con 4 di queste. È stato possibile provare l’RTS sia in single player che in multiplayer, ed era disponibile anche un utilissimo tutorial. Graziano e Alessandro inoltre hanno provato anche una partita in coop contro l’IA.

Unica nota di demerito: quella stramaledetta scritta “Technical Stress Test” che rimbalzava da una parte all’altra dello schermo senza possibilità di essere disattivata.

L’opinione su Age Of Empires 4 di uno cresciuto a pane e wololo

Con Age Of Empires ci sono cresciuto: guardavo giocare il primo dagli amichetti sui loro PC, ho consumato la demo del secondo, ho stramaledetto me stesso quando è uscito il 3 e non era come lo volevo.

Ho pianto lacrime amare quando ho acquistato l’HD Edition del 2 per trovare un gioco con 7/8 secondi di lag nelle partite in multiplayer e sono stato incredibilmente felice di vedere la sua versione rimasterizzata (Age Of Empires 2: Definitive Edition) risolvere tutti quei problemi.

Tutto questo per dire che si, sono un appassionato della saga ed anche uno abbastanza hardcore. Ho macinato tutte le campagne di Age Of Empires 2 ai suoi tempi, ho massacrato tutte le espansioni uscite con un sacco di ore giocate ed altrettanto amore. Ho consumato (come Alessandro vi dirà fra qualche riga) Age Of Mithology perché Age Of Empires 3 non convinse all’epoca, ho acquistato diversi RTS alla ricerca di quella mescolanza di immediatezza ed equilibrio che AOE2 all’epoca riuscì a darmi.

Age Of Empires 4, in questo test che ho potuto effettuare, mi ha tutto convinto ad avere fiducia in Relic Entertainment.

Age of Empires 4

Nonostante le civiltà in gioco siano poche, nonostante ci siano “poche” novità sul campo, nonostante il comparto grafico sia oggettivamente una vergogna se paragonato allo splendido lavoro fatto per Age Of Empires 2 Remastered, meccanicamente il divertimento è lì presente.

Volendo citare il buon vecchio Fraws (di cui vi consigliamo questo coverage) Age Of Empires 4 è una summa di elementi provenienti da AOE2, AOE3 e AOE Online, con un risultato complessivo galvanizzante. A livello di bilanciamento il grosso del titolo è rimasto quello: il gameplay è veloce (ma non fulmineo come in Starcraft) e tecnico, richiedendo sia macro che microskill. Si segnalano differenze nella gestione del bestiame, ad esempio.

Le meccaniche in gioco sono rimaste più o meno quelle, con della profondità extra per quanto riguarda la gestione di torri e mura e con qualche modifica agli edifici realizzabili. Ognuna delle quattro civiltà ha differenze tra loro che ne modificano in maniera importante il gameplan e, rispetto al passato, è da segnalare la presenza di un comparto rinnovato per le armi da assedio.

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Ottimo il comparto audio che grazie ad uno sforzo produttivo maggiore riesce ad essere davvero coinvolgente, bella l’idea di rendere le mappe più vissute lasciando i ruderi in giro degli edifici distrutti, ottima la rappresentazione della distruzione degli edifici.
Sensazionale il livello di potenza dato da bombarde e trabucchi, o l’epicità delle cariche di cavalieri su un gruppo di arcieri ignari.

Il feeling, a mio parere, è giusto.

Restano dei dubbi che soltanto con la release effettiva potremo dirimere: come sarà il comparto single player? Siamo sicuri che 8 civiltà diverse siano abbastanza (se consideriamo che AOE2 Remastered al momento ne conta più di trenta il paragone è veramente impari) ?

Sopratutto: ci saranno dei trucchi da inserire digitando parole nella chat?
Mannaggia a me che mi so’ scordato di controllare in fase di test.

Nel dubbio vi lascio al parere di Alessandro, mio compagno di avventure per questo test e essere umano assolutamente degno di portare la guerrasantaTM in giro sulle mappe procedurali del nuovo capitolo.

Com’è Age Of Empires 4 per uno che conosce solo il meme di wololo?

Non ho mai capito per quale motivo non sono arrivato prima a giocare la saga di Age of Empires, ma suppongo che le centinaia di ore passate da bambino su Age of Mythology, suo spin-off ambientato nella mitologia antica, mi siano tornate utili a comprendere certi meccanismi. Eppure, nonostante la mia esperienza con AoM e con gli strategici in generale, nella mia prova mi è sembrato di dover imparare tutto da zero, tant’è che nella partita in coop, Graziano mi è venuto più volte in soccorso.

Age of Empires 4 è un gioco immediato, forse un po’ troppo per chi come me mastica strategici con tempi più dilatati e riflessivi: bisogna subito avanzare di età in età perché le civiltà rivali sono sempre pronte a mandare truppe all’assalto nei nostri territori.

Sempre nella nostra partita in coop, per esempio, ho avuto notevoli difficoltà a passare da un’età all’altra perché volevo concentrarmi sul creare strutture e truppe invece di potenziare la mia catena produttiva (il farming di risorse, insomma), profondamente sbagliato in un RTS del genere dove è essenziale essere al passo con il nemico.

Age of Empires 4

Seguendo i tutorial e giocando partite in solitaria, ho meglio compreso i ritmi di gioco forsennati di Age of Empires 4 ma non so dire se la cosa mi sia piaciuta davvero o no; chiariamoci, il gioco è divertente e non mi è sembrato avesse problemi di bilanciamento: ogni civiltà ha le sue peculiarità, ogni struttura e potenziamento ha costi che gravano sulla riserva di risorse, e così via. Le partite diventano poi ancora più divertenti quando le cose da mandare avanti sono parecchie, e quindi bisogna programmare per bene lavori, attacchi, costruzioni e così via, passando da un angolo all’altro della mappa.

Il mio problema è concentrarmi esclusivamente sulla guerra, quando in realtà vorrei costruire in lungo e in largo mura, castelli, edifici e torri. Le mappe di Age of Empires 4, generabili proceduralmente secondo una serie di preset di parametri, sono ricche di dislivelli e particolari, ed è davvero un peccato per la mia natura di amante dei city builder dover trascurare questa meccanica per pensare a spedire le mie truppe all’assalto di mura altrui.

Mura di Age of Empires 4

Sebbene la componente militare e quella multiplayer sia preponderante, in Age of Empires 4 è possibile vincere proprio anche grazie a una costruzione, quella della Meraviglia. Ma anche qui questa condizione di vittoria è comunque subordinata al combattimento: bisogna mantenere la sua difesa per 10 minuti e in ogni caso per costruirla basta solo farmare risorse su risorse in maniera passiva.

Credo che Age of Empires 4 possa essere un videogioco molto fedele alle aspettative dei suoi appassionati e che, al contempo, possa stuzzicare una fetta di pubblico poco avvezza ai videogiochi di strategia ma che comunque troverebbe divertimento nel doversi confrontare in una guerra che va portata su più fronti, da quello militare a quello “gestionale“. Sicuramente gli darò ulteriori chance quando uscirà il 28 ottobre, confidando in una campagna single player che mi consenta di dare anche libero sfogo alla mia vena creativa costruendo città fortificate senza troppe pressioni.

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Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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