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Pubblicato in: Anteprime

Surgeon Simulator 2 | Anteprima: l’ospedale è una escape room

Tra il 7 e il 10 agosto siamo stati invitati da Bossa Studios a provare il nuovo Surgeon Simulator 2, un’evoluzione dell’omonimo simulatore di chirurghi mancini (o per meglio dire, maldestri) che in passato ha venduto più di cinque milioni di copie dal suo rilascio nel 2013. La versione da noi provata è una closed beta, quindi una build non definitiva che presenta solo alcune delle funzionalità del gioco.

Ciò che abbiamo visto ci ha comunque portato a maturare un’opinione generale di quello che si prospetta essere il gioco completo. Questo secondo capitolo di Surgeon Simulator porta il giocatore a dover affrontare un’intera struttura ospedaliera piuttosto che un unico paziente, in un’esperienza più puzzle e cooperativa del solito, ma senza mai staccarsi dal carattere grottesco e ridicolo del gioco originale.

Dare una mano in ospedale

Un cambio di prospettiva interessante quello che porta Bossa Studios in Surgeon Simulator 2: dalla visuale schiacciata sul paziente di turno in sala operatoria del precedente capitolo, lo spazio esplorabile del giocatore adesso si allarga a tutta la struttura ospedaliera, ampliando in questo modo anche l’esperienza di gioco; quello che in fin dei conti era un gameplay sopra le righe da allegro chirurgo, in questa occasione diventa a tutti gli effetti una insana escape room sanitaria guidata dalla nostra mano sinistra.

Il modo in cui Surgeon Simulator 2 ci trasporta nel suo folle immaginario è esattamente attraverso una basilare soluzione di una escape room: per “uscire” dalla stanza bisogna risolvere degli enigmi, dove il completamento consiste nel trapianto di qualche organo o arto del paziente Bob e dove gli enigmi sono rappresentati dalla ricerca degli oggetti da utilizzare. Ad esempio, dopo aver amputato un braccio ci renderemo conto che l’arto nuovo da trapiantare non è presente in sala operatoria e bisognerà cercarlo in tutta la struttura ospedaliera; e magari, per trovarlo bisogna passare attraverso un condotto dell’aria o… premere un pulsante dall’altro lato di una stanza raggiungibile solo lanciando una palla da basket dalla finestra! Solo esplorando per bene l’intero livello capiremo come completarlo.

I livelli della campagna di Surgeon Simulator 2 che abbiamo provato sono stati un’escalation di assurdità e risate. La ricerca di organi e oggetti in giro per l’ospedale, o anche il solo pensare di aver tolto uno stomaco per sbaglio durante un’intervento al cuore e di aver comunque completato la missione, sono il divertimento alla base dell’intero gioco. Le operazioni ai nostri pazienti Bob sono rischiose, e per questo motivo vanno sempre monitorati i livelli del sangue all’interno del corpo e la gravità dell’emorragia. Entrambi i parametri possono essere tenuti sotto controllo rispettivamente con siringhe rosse e siringhe gialle.

A complicare il tutto ci pensano ovviamente i controlli impossibili della nostra unica mano: provando il gioco con mouse e tastiera, il tasto sinistro del mouse premuto permette di afferrare gli oggetti, il tasto destro del mouse premuto fa ruotare la mano e il tasto shift della tastiera lascia muovere l’intero braccio nello spazio.

Ci ha lasciato un po’ in dubbio la scelta di utilizzare un unico tipo di paziente, ma non sappiamo se questa decisione è limitata esclusivamente alla closed beta o se sarà estesa anche al gioco completo. In altre parole, gli unici interventi possibili sono quelli agli arti e quelli a torace aperto: nessuna possibilità, per esempio, di operare agli occhi, al cervello o ai denti come succedeva nel precedente capitolo.

Bossa Labs

Una nuova introduzione in Surgeon Simulator è la modalità Bossa Labs, un vero e proprio editor di livelli. Grazie a esso è possibile costruire l’ospedale dei propri sogni, o meglio, dei veri e propri livelli di gioco da incubo affrontabili dagli altri giocatori. Premendo TAB in questa modalità si accede a un vasto catalogo dedicato alla decorazione e all’arredamento dei livelli, e siamo sicuri che con l’uscita del gioco completo tale catalogo si arricchirà sempre più. Anche qui, a costruire un intero ospedale ci pensa solo la nostra mano sinistra!

Le possibilità di creazione sono infinite, sta tutto all’inventiva e alla creatività dei giocatori. Non avendo molto tempo a disposizione non siamo riusciti a creare un nostro livello giocabile, ma per fortuna in questi giorni di closed beta c’è chi invece tempo ne ha avuto molto! Ci siamo ritrovati a provare un’enorme quantità di livelli creati dai giocatori, e la maggior parte ci ha davvero sorpreso.

Come potete vedere dall’immagine in alto, un giocatore ha creato addirittura un intero livello dedicato a Dark Souls, con tanto di scheletri in giro per il castello. Peccato che non ci siano stati pazienti da operare, e qui arriviamo a un altro probabile problema di Surgeon Simulator 2: sarebbe gradito un filtro nella ricerca dei livelli, in modo da separare, ad esempio, i livelli che sono semplicemente delle escape room, dai livelli in cui c’è anche da fare il chirurgo.

È divertente spezzare un po’ la monotonia tra un’operazione e l’altra, ma è assolutamente noioso ritrovarsi una serie di livelli in cui tutto ciò che bisogna fare è premere due pulsanti per completarli o affrontare una vera e propria sessione platform in prima persona senza la presenza di pazienti. L’augurio è che i giocatori implementino nei loro livelli entrambe le anime di questo gioco, l’escape room e le operazioni chirurgiche, esattamente come accade nei livelli creati da Bossa Studios per la campagna.

Cooperazione

Il vero punto di forza del nuovo Surgeon Simulator 2 è senza ombra di dubbio la modalità cooperativa, motivo per cui tutte le immagini promozionali del gioco vedono sempre almeno due medici. Affrontare questo tipo di gioco con altri giocatori rende l’esperienza dannatamente più divertente. La closed beta che abbiamo provato ha avuto un sistema un po’ macchinoso per aggiungere amici e giocare assieme, ma Bossa Studios ci ha confermato che è solo una soluzione provvisoria e che al lancio del gioco tutto sarà molto più agevole.

Dopo aver personalizzato un po’ i nostri avatar ci siamo catapultati nel Quick Play, una modalità di gioco che mette in successione una serie di livelli, tra ufficiali di Bossa Studios e creati dagli utenti. Così, mentre uno martellava le costole del paziente per romperle e operare al cuore, l’altro si procurava il bisturi con cui infilzare i polmoni e toglierli perché inutili e di ostacolo per il nostro intervento.

Nel frattempo, tra un’operazione e l’altra ci siamo trovati a dover cercare e collezionare 8 teste fresche di Bob all’interno di un ospedale labirintico, siamo finiti poi in un livello pieno di cubi ispirato a Minecraft con tanto di miniera sotterranea, siamo giunti perfino in un livello che era a tutti gli effetti un’intero luna park che aveva delle giostre create in maniera davvero ingegnosa coi materiali a disposizione dell’editor, siamo arrivati in una stazione spaziale e per concludere in bellezza ci siamo ritrovati anche in una sala giochi con un dance game.

Bisturi e follia

Per come ci si è presentato, Surgeon Simulator 2 è un gioco da avere assolutamente nella propria libreria se avete voglia di giocare a qualcosa di divertente con i vostri amici. Ciò non significa che in solitario non sia divertente, ma l’anima di questo secondo capitolo è proprio il multiplayer cooperativo. Se il breve assaggio che abbiamo avuto in questi pochi giorni di prova ci ha divertito da morire, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere al lancio ufficiale del gioco quando sicuramente ci saranno più giocatori attivi e verremo inondati da livelli fuori di testa.

Sperando che verrà applicato un filtro alle creazioni dagli utenti e che aumentino i tipi di operazioni possibili, non possiamo fare altro che aspettare la data del 27 agosto, quando il gioco sarà finalmente disponibile su Epic Games Store. Al momento non sono previste uscite per altre piattaforme, ma come è successo per il primo Surgeon Simulator siamo sicuri che il gioco approderà anche sulle console prima o poi.

Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon. Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta. Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire. I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano. Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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