Anteprima Trailmakers

Trailmakers

Chi oggi è adulto nella sua infanzia ha, probabilmente, avuto a che fare con le meraviglie del gioco creativo per eccellenza: i mattoncini lego.

Nel cuore di questi magari c’è ancora posto per la versione un po’ più hardcore dei mattoncini lego: i meccano. Essi sono stati una porticina d’ingresso per il mondo dell’ingegneria meccanica, in grado di condannare numerosissimi pargoli a un percorso scolastico irto di pericoli e difficoltà, nella speranza di poter toccare con mano il frutto delle proprie fantasie.

Trailmakers

Trailmakers arriva qui per accontentare quelli che hanno scelto di non frequentare determinate facoltà ma hanno sempre sognato di vedere la propria macchina/nave/elicottero andarsi a schiantare contro qualcosa perché c’è stato un errore di progettazione.

Assemblare

I meccano erano i componenti di un gioco di costruzioni orientato alla creazione di modellini attraverso l’uso di barrette metalliche, bulloni, viti, assi di torsione e così via. Trailmakers decide di portare tutto questo nel mondo videoludico accostandolo ad un mondo aperto da esplorare con mezzi di locomozione sempre diversi in grado di adempiere a numerosi compiti.

Il titolo, ancora in early access, presenta due distinte anime che si tendono la mano sin dal primissimo avvio del titolo: una puramente creativa e una esplorativa.

Trailmakers
Trailmakers possiede un interfaccia piuttosto chiara per la costruire i propri veicoli

L’anima creativa è senza dubbio il cuore pulsante del videogioco stesso: una volta all’interno della mappa di gioco basterà premere B per vedere su schermo una griglia e la lista di componenti a noi disponibili.

La creazione dei veicoli è completamente tridimensionale e ricorda per certi versi il buon vecchio sistema di creazione gummiship del primo Kingdom Hearts; una volta posizionato l’abitacolo sarà necessario ampliare la struttura del veicolo per permettere al motore e alle ruote di coesistere sullo stesso telaio.

I componenti vengono posizionati con il tasto sinistro del mouse e si agganciano tra di loro attraverso degli snap presenti su schermo; al tasto destro viene relegato il posizionamento della telecamera che risulta avere ancora qualche imperfezione ma si lascia apprezzare il più delle volte.

Questione di equilibrio.

Trailmakers sceglie in modo intelligente di non sovraccaricare il giocatore con minuzie inutili come la tipologia di bulloni o dare lui infiniti tipi di gomme da poter montare. Il sistema di creazione si affida a pochi parametri numerici e a tanto buon senso.

Una volta creato un telaio abbastanza capiente e resistente sarà compito del giocatore ragionare sull’aerodinamicità del veicolo e studiarne meglio il posizionamento dei motori e degli altri componenti nel tentativo di equilibrare il tutto.

Trailmakers
Un cattivo bilanciamento dell’auto porterà a cadute rovinose come quella accaduta dopo questa rampa.

Bilanciare il veicolo è importantissimo. Dalla distribuzione dei pesi dipende la guidabilità: non basta posizionare due o più ruote ai lati o sotto al veicolo per assicurarci un esperienza di gioco invidiabile ma c’è bisogno di sperimentare il posizionamento degli assi di torsioni ed è necessario assicurarsi che tutte le ruote abbiano lo stesso senso di marcia.

Andando avanti nel titolo è possibile sbloccare componenti adatti ad altri tipi di navigazione come, ad esempio quella aerea. Qui Trailmakers sboccia in un caleidoscopio di opzioni e possibilità per creare il proprio veicolo, in grado di affrontare sfide sempre diverse.

ed esplorare!

Completata l’ideazione del mezzo, al giocatore, non resta che premere B per poi mettere mano alla fase esplorativa. Il mondo di gioco appare sin dal primo momento, privo di limiti veri e propri; l’esperienza del giocatore viene vincolata unicamente dagli ostacoli fisici che compongono l’ambientazione.

Trailmakers
Il colpo d’occhio non è male.

Gli spazi enormi che Trailmakers mette a disposizione del giocatore sin dal primo momento, sono disseminati di potenziamenti e componenti necessari al potenziamento del veicolo per superare le sfide ambientali che il titolo propone. Gli aspiranti piloti avranno a che fare con salite, discese, terreni scivolosi, raffiche di vento in grado di sbilanciare il veicolo e così via.

Il principale problema dell’esperienza è che, senza una maggiore rifinitura dell’open world, il rischio di stancarsi è tangibile e sempre dietro l’angolo.

Potere alla fantasia e alla competizione.

Per risolvere il problema della campagna non esattamente allo stato dell’arte (data anche la natura Early Access del titolo) gli sviluppatori hanno pensato di dotare Trailmakers di due ulteriori modalità: la modalità creativa e la modalità gara.

Trailmakers
Il divertimento della modalità gara dipende molto dalle proprie capacità di ingegnere più che di pilota.

La modalità creativa permette al giocatore di utilizzare sin da subito qualsiasi tipo di componente inserito all’interno del gioco senza limitazioni di potenza e di numero. Qui esce fuori il meccanico Ferrari nascosto dentro ognuno di noi nel tentativo di creare il veicolo più potente e meno funzionale sulla faccia della terra.

I giocatori dall’animo competitivo possono selezionare la modalità Gara. Questa, previo possesso o costruzione di un autoveicolo, mette il giocatore in sfide a tempo o contro avversari artificiali nel concludere un percorso il più velocemente possibile.

Contro la solitudine.

Trailmakers affianca all’esperienza single player sopra descritta una modalità multigiocatore che, nonostante lo sparuto numero di videogiocatori presenti al momento sui server, ha le carte in mano per diventare un fenomeno.

È possibile infatti vivere una qualsiasi delle tre modalità sopra descritte (più la modalità King Of The Hill) in compagnia di altri giocatori per assicurarsi un sacco di risate. Nonostante la potenzialità ci siano, l’assenza di un nutrito numero di giocatori azzoppa la possibilità di godersi a pieni polmoni l’esperienza multigiocatore.

Trailmakers è, nonostante la sua natura di Early Access, un titolo dalle chiare potenzialità e dall’idea di base funzionante. Un prodotto che, con un po’ più di cura, potrebbe diventare un fenomeno dello streaming grazie al gameplay twitch-friendly. Buone caratteristiche tecnico/visive, un gameplay divertente nelle giuste dosi e una modalità multigiocatore che aspetta solo di essere invasa sono le componenti principali diun videogioco da tenere d’occhio.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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