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Rimuovere grana e rumore fotografico diventa realtà grazie a Nvidia

Siete fotografi alle prime armi e avete una grande passione per questi scatti pieni di geometrie e di colori. Il vostro profilo Instagram e il vostro portfolio sono piene di foto interessanti, in grado di dimostrare al mondo che forse non siete esattamente da buttare; a coronarlo manca una foto, troppo granulosa, troppo piena di rumore di fondo per poter essere adatta.

Oppure siete dei fotografi esperti e vi trovate in una situazione di scarsa luminosità e dovete ricorrere ad un “boost” iso per riprendere la scena perfetta ma.. diamine, “c’è troppa grana”.

Nel caso vi sentiate in qualche modo rappresentati dalle sopracitate rappresentazioni c’è una bella notizia per voi: qualcuno ha trovato una metodologia per rimuovere in modo semplice e efficace quella tipologia di difetto dalle vostre fotografie.

E non parliamo dei classici noise reduction presenti nei più blasonati software di fotoritocco.

L’intelligenza artificiale che rimuove grana e rumore fotografico.

Il mondo delle intelligenze artificiali è sempre in un fermento continuo grazie alla sua natura di tecnologia in divenire. Tra le ultimissime scoperte che i ricercatori possono vantare in tale campo troviamo un nuovo sistema brevettato da Nvidia in grado di, udite udite, togliere grana e rumore fotografico dalle vostre immagini preferite.

Il sistema sviluppato da Nvidia è talmente avanzato da riuscire a rimuovere non solo la sopracitata grana fotografica o il rumore, bensì è in grado di eliminare addirittura le scritte e i loghi (quindi addio watermark) dalle foto stesse.

Il progetto è stato sviluppato in modo congiunto da ricercatore di Nvidia, Del MIT e della Aalto university e rappresenta un secondo tentativo di successo al problema della riduzione del rumore in ambito fotografico.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è del tutto una novità all’interno di questo campo; rispetto alla precedente iterazione dell’IA per tale compito il lavoro di Nvidia e soci ha dei significativi vantaggi come differenti necessità a livello di input.

Secondo le dichiarazioni dell’azienda infatti:

Finora i lavori nel mondo del deep learning si sono concentrati nell’allenare una rete neurale nel riparare immagini utilizzando come basi di partenza l’immagine prima disturbata e poi pulita. In questo modo l’intelligenza artificiale è in grado di comprendere le differenze tra le due tipologie di immagini.

Con il nostro sistema è ancora più semplice poiché alla nostra rete neurale servono soltanto due immagini ed entrambe possono essere disturbate con grana o rumore di fondo! L’intelligenza artificiale riesce, iterazione dopo iterazione, a rimuovere artefatti grafici migliorando automaticamente la qualità della fotografia.

Reti neurali, intelligenza artificiali e chi più ne ha ne metta.

Dopo aver allenato l’intelligenza artificiale con un pool di 50.000 fotografie differenti (qui trovate un paper piuttosto tecnico sull’argomento, per i più curiosi) i tecnici di Nvidia hanno potuto ottenere risultati impressionanti dalla macchina.

Alcuni di questi sono stati raccolti in un filmato estremamente esplicativo.

A differenza del precedente sistema di reti neurali la nuova tecnologia di Nvidia può occuparsi anche di scritte o watermarks presenti sull’immagine.

Se pensate che questa intelligenza artificiale finirà per togliere i marchi dalle varie fotografie non preoccupatevi: i tecnici che l’hanno progettata hanno scopi molto più nobili per la loro tecnologia. Ci sono molti campi della scienza dove tale intelligenza artificiale può riuscire nel suo intento, campi dove per forza di cose le immagini non vengono esportate in alta qualità e vanno lavorate in modo complesso attraverso la post-produzione.

L’intelligenza artificiale di Nvidia, con tutta probabilità finirà per lavorare con la fotografia medica, fotografia delle stelle e dei telescopi, o addirittura con la microfotografia. Tutto ciò che servirà al sistema sarà una buona quantità di materiale di partenza, poi i numeri e l’allenamento faranno tutto il resto.

La speranza è che tale tecnologia avanzata rimanga utilizzata con il più sacrosanto dei criteri possibili: quello scientifico.

Iniziare a veder sparire watermark è di sicuro l’ultima delle cose per cui sarebbe interessante utilizzare tale intelligenza artificiale.

Graziano Salini

Classe 93', ore spese sui videogiochi tendenti alle decine di migliaia. Viaggia in rete alla ricerca di notizie strambe su giochi mai usciti e competizioni al limite dell'assurdo mentre si diletta con qualche single player partorito da qualche giapponese impazzito. Ogni tanto tenta anche di arrivare ad un MMR decente su Dota2 ma evita di dirlo troppo in giro.

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Tags: fotografiaintelligenza artificialeNvidia

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