Ma quanto è bello essere tornati a fare eventi dal vivo?

Nacon evento milano

Con l’allargamento delle maglie della pandemia, tra una Games Week e altro, possiamo finalmente dire una cosa: siamo effettivamente tornati a degli eventi dal vivo con una cadenza quasi regolare.

Partecipare agli eventi dal vivo è una maniera molto interessante per incontrare il prossimo condividendo le proprie passioni, scontrandosi che le esperienze e le opinioni degli altri in una maniera molto più positiva di quanto Internet (con i suoi meccanismi) ci permetta di fare.

Insieme a questo non possiamo ignorare che partecipare agli eventi organizzati dalle aziende sia una maniera decisamente più interessante (e succosa) per potersi approcciare a quello che è il futuro dell’industria.

Tra annunci in live, chiacchiere con i dipendenti e possibilità di tastare anche col cuore (e con lo stomaco) la situazione, la partecipazione ad un evento live è qualcosa che speriamo di poter fare molto più spesso andando avanti.

Per l’occasione siamo qui per raccontarvi la nostra ultima esperienza che abbiamo vissuto al Nacon Connect, un evento oche si è tenuto il 7 Luglio al MOBA di Milano. Qui abbiamo avuto l’occasione di seguire una live con tutti i nuovi annunci dell’azienda insieme a chi con questi prodotti ci ha lavorato e insieme ad altri professionisti del settore.

Nacon al MOBA di Milano

Durante il tardo pomeriggio del 7 Luglio, nella solita e bollentissima Milano, siamo arrivati al MOBA: una piccola icona dello scenario videoludico nostrano che diverse volte è stato al centro di evento di publisher e aziende.

Entrati nel MOBA abbiamo avuto l’occasione di poterlo ammirare completamente allestito a tema Nacon, in onore della serata. In bella vista abbiamo potuto ammirare i nuovi NACON Pro Compact Colorlight 2022. Questi controller, forti di luci led programmabili, erano in esposizione per un arcobaleno di colori che sicuramente farà stuzzicare l’appetito di qualcuno in termini di periferiche.

Al lato opposto della parete dedicata ai controller, invece, abbiamo trovato diversi maxischermi che proiettavano la diretta con commento in italiano. Chiaramente, da bravi ciccioni (termine tecniche per definire la nostra inusitata passione per il cibo), prima di fiondarci su controller e schermi ci siamo soffermati ad analizzare il menu a tema che è stato realizzato per l’occasione.

Tra cocktail e panini abbiamo potuto constatare la presenza di piccoli spoiler riguardanti il contenuto dell’evento.

nacon menù
Non ci saremmo mai aspettati che la neonata Nacon Milano fosse al lavoro su una IP osì grossa come Terminator.

Abbiamo deciso di allietare la giornata mangiandoci un Gollum (che a dispetto del nome era anche visivamente accattivante) e bevendoci su un buon Terminator. Nel menu non figurano ma riteniamo plausibile la presenza di proteine in polvere, nella speranza di ottenere dei pettorali degni di Arnold entro la fine dell’evento.

Le sorprese, comunque, non sono finite con il menu tematico. Dopo circa un’oretta dentro il MOBA abbiamo ricevuto una sacca con un biglietto e una sorpresa. Da una parte il biglietto recitava un semplice welcome to the Nacon Family, sempre gradito e dall’altra, invece abbiamo trovato delle RIG PRO Series 300, uno dei nuovi modelli di cuffie della linea RIG PRO.

Le stesse cuffie le avremmo ritrovate all’interno della diretta insieme ad una pletora di altri prodotti. Se siete curiosi di sapere tutto quello che è stato presentato, di preciso, vi rimandiamo ad Alessandro che ha curato lo showcase di Nacon all’interno di GamersDigest, la rubrica perfetta per chi non ha tempo di stare dietro le news quotidianamente.

nacon cuffie
Un regalo alquanto gradito.

Poche persone, molti tiramisù

Il numero di partecipanti all’evento non era elevatissimo ma questo, a nostro dire, si è rivelato essere un buon pregio. Tutti i tavoli della sala erano occupati da addetti stampa o personale di Nacon e quest’atmosfera, così rilassata, ha permesso un sacco di chiacchiere che in condizioni normali non sarebbero state possibili.

tiramisù nacon
Tiramisù brandizzato, che fai te ne privi?

Poter parlare liberamente di videogiochi e di tecnologie tanto con i colleghi di altre testate quanto con chi lavora in Nacon è stato molto interessante, specie perché (come dicevamo prima) il contatto umano in un ambiente prevalentemente internettiano (con tutti i limiti comunicativi che ne derivano) è veramente stimolante.

Nel mentre pensavamo a riempirci lo stomaco abbiamo seguito la live di Nacon, sempre in compagnia di colleghi appassionati di videogiochi e di membri dello staff di Nacon. In questa maniera, tra un commento e l’altro, siamo arrivati al tiramisù brandizzato Nacon, una scelta che mi ha fatto improvvisamente tornare l’appetito.

Potersi gustare un evento del genere in un atmosfera rilassata, con del buon cibo e altri colleghi ci ha ricordato di quanto sia potenzialmente interessante il mondo dei videogiochi quando viene condiviso.

In primis ci sentiamo di ringraziare Nacon per averci invitato a vivere questo genere di evento.

Si parla davvero molto di quanto le grandi aziende siano colossi freddi, messe in piedi soltanto per pensare ai soldi. Per quanto ci sentiamo potenzialmente d’accordo con queste genere di idea, specie se teniamo in considerazione i comportamenti operativi di certi elementi, partecipare a questo genere di eventi ci ricorda una cosa che spesso tendiamo a dimenticarci (e che anche le aziende si dimenticano): sempre essere umani siamo.

Stare insieme ad altre persone per divertirsi e discutere è decisamente più interessante di stare a discutere sui tweet di questo o quell’altro “misterioso insider senza ne volto ne nome”; è sicuramente più utile anche per l’industria che farebbe bene a riacquistare una dimensione umana in cui il dialogo è la parte fondante del rapporto tra persone.

Esattamente come è accadute qualche mese fa all’ultimo evento Nintendo a cui abbiamo avuto l’occasione di partecipare, offrire una serata mettendo al centro del discorso il divertimento è il modo migliore per far stringere rapporti che vadano oltre il mero lavoro ma che puntino ad un rete umana di contatti unita dalla voglia di creare una “cultura” del videogioco.

Che sia poi uno strumento per divertirsi o uno strumento per comunicare poco importa, per ora limitiamoci a dare un volto ed una forma agli umani che normalmente leggiamo soltanto in fondo alle mail e agli articoli.

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