Ratchet & Clank Rift Apart: next-gen sì, ma fino a un certo punto

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Piombato come un fulmine a ciel sereno all’interno del parco titoli di PlayStation 5, Ratchet & Clank: Rift Apart ha riscosso, a un mese dalla sua pubblicazione, un grande successo risultando il gioco più acquistato per la nuova console di casa Sony.

Il nuovo capitolo delle avventure del Lombax ideato da Insomniac è stato fin da subito accolto con grande clamore dai fan affezionati alla saga, ma anche con grande scetticismo dati i numerosi passi falsi che la serie ha compiuto dopo la prima trilogia. A conti fatti, però, il gioco sembra non aver tradito le aspettative e per alcuni è andato anche oltre, ma quali sono stati i segreti del suo successo? Un eccessivo conservatorismo o delle caratteristiche tecniche da next-gen?

Il solito Ratchet di sempre?

Sin dal 2002, anno in cui viene pubblicato il primo capitolo della serie, Ratchet & Clank si presenta come un gioco atipico: un platform-adventure con una forte componente da “sparatutto” in terza persona. Il giocatore controlla principalmente Ratchet, una creatura aliena appartenente al genere Lombax, con il quale ha la possibilità di esplorare pianeti avendo accesso a numerose armi, da quelle più basilari a quelle più strambe e divertenti, con le quali annientare i nemici che gli si parano davanti durante l’avventura.

Questa descrizione, seppur striminzita ed espressa per sommi capi, racchiude perfettamente quello che è lo spirito della saga di Ratchet & Clank, il quale è presente interamente anche nel capitolo “Rift Apart“, senza stravolgimenti di sorta o pesanti innovazioni dal punto di vista del gameplay. Insomniac, dunque, ha optato per un particolare conservatorismo, non sappiamo se per paura di osare o per fedeltà alla serie, ma ciò non è da considerare assolutamente un aspetto negativo, ricordando anche i commenti negativi che aveva scaturito il rivoluzionario capitolo “Gladiator“.

Per rispondere alla domanda presente nel sottotitolo: sì, Rift Apart è il solito Ratchet & Clank di sempre con profonda esplorazione, qualche fase platform, combattimenti e sparatorie frenetiche, una trama ben costruita (probabilmente la migliore di sempre dal punto di vista narrativo), minigiochi e tanti oggetti collezionabili. C’è chi dice che si poteva osare di più date le potenzialità del nuovo hardware con la volontà di far compiere alla serie un passo in avanti anziché restare ancorati alle tradizioni, ma per l’esordio in next-gen Insomniac ha voluto spingere di più sull’aspetto tecnico, di cui parleremo più avanti, piuttosto che sullo stravolgimento del gameplay.

I Rift: tanto fumo e poco (o niente) arrosto

Per dare senso a un nuovo capitolo, ovviamente, bisogna introdurre per definizione qualcosa di nuovo e Insomniac per Ratchet & Clank: Rift Apart ha deciso di implementare nel gameplay la meccanica dei “rift” ovvero squarci dimensionali che permettono al Lombax di viaggiare tra le varie dimensioni, di pianeti diversi o dello stesso pianeta, in maniera immediata.

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Come già accennato in sede di recensione, l’innovazione proposta da Insomniac per Rift Apart non è così preponderante come ci si poteva aspettare guardando i primi trailer del titolo. I vari squarci presenti nel gioco sono stati posizionati principalmente per spostarsi velocemente durante le battaglie o durante l’esplorazione di un ambiente piuttosto vasto o magari come portali che conducono a sacche dimensionali nelle quali il giocatore deve affrontare brevi fasi platform per ottenere pezzi d’armatura e ulteriori collezionabili.

I veri e propri squarci dimensionali che permettono al giocatore di passare repentinamente da una dimensione all’altra sono molto pochi e la maggior parte di questi sono visibili solo all’interno di sequenze “scriptate” nel quale il giocatore non controlla il protagonista. A questo punto ci sorge il dubbio che Insomniac abbia voluto testare le potenzialità tecniche di PlayStation 5 piuttosto che fornire ai giocatori un’esperienza ludica del tutto innovativa per la serie.

La vera next-gen negli ambienti mozzafiato

Quindi perché è un gioco next-gen? Beh, semplicemente perché dal punto di vista tecnico è uno dei titoli migliori degli ultimi anni, senza dubbio il migliore della serie. Ratchet & Clank: Rift Apart spinge al massimo le potenzialità dell’hardware di casa Sony offrendo al giocatore panorami mozzafiato, ambienti vasti e dettagliati in ogni centimetro e soprattutto l’esperienza sorprendente di vivere due o più livelli in uno grazie alla capacità di PlayStation 5 di caricare ambienti diversi in maniera istantanea.

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Gli aspetti positivi visti in “Nexus” e nei precedenti capitoli della saga “Future” si uniscono a un comparto tecnico eccezionale, ma che praticamente è l’unico motivo per cui si può definire “Rift Apart” un gioco next-gen. Le novità del gameplay ci sono, ma sono talmente marginali che il loro apporto è quasi ininfluente per il giudizio finale. Che dire, magari Insomniac ha solo voluto tastare il terreno per una nuova e gloriosa ripartenza della saga di Ratchet & Clank.

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Articolo a cura di Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo.
Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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