Risposta a Writers Guild Italia, il LARP come strumento di crescita

Il LARP come strumento di crescita

Ci è giunta una lettera di risposta da parte di Umberto Francia, Presidente di Eryados. Il fulcro della questione è l’inserimento del mondo del LARP nel quadro delle opportunità di rilancio in questo brutto periodo che ci accomuna tutti, da giocatori di ruolo e amanti del gioco di ruolo dal vivo offriamo volentieri i nostri spazi per questa replica al presidente della Writers Guild Italia e ne condividiamo il contenuto.


“Come WGI vorremmo aprire un dialogo e una sorta di alleanza con tutta la categoria degli scrittori-autori, vogliamo intessere relazioni con gli sceneggiatori di fumetti e videogiochi, ma pure con chi scrive per i ‘reality’ che ormai compongono gran parte della produzione tv in Italia, senza dimenticare gli sceneggiatori dei giochi di ruolo dal vivo. Intendiamo il nostro ruolo come autori di contenuti ‘scripted’, è lì che stiamo cercando di fare gruppo”.

Questo scrive il 30 ottobre 2020 Giorgio Glaviano, il nuovo presidente di Writers Guild Italia, il sindacato degli sceneggiatori italiani (qui l’intervista integrale ). È un punto d’arrivo sia per la presidente uscente e attuale consigliera Franca De Angelis, che da quando conosce il larp se ne è innamorata, che per il sottoscritto, che ha avuto l’onore di far parte del board WGI dal 2015 al 2018. Ma è anche un punto di partenza per gli autori del larp italiano che vedono riconosciuta da una istituzione prestigiosa che riunisce alcuni fra i migliori scrittori di cinema e tv del nostro Paese la dignità della declinazione più giovane dell’arte dello scrivere per la scena. Ormai da qualche anno Eryados accoglie il tirocinio di studenti della RUFA-Roma University of Fine Arts, accademia d’eccellenza che considera il larp una valida palestra creativa per approfondire l’intreccio narrativo e il worldbuilding, e proprio questo è stato uno dei segnali che ci hanno convinti che, dopo quasi trent’anni di incubazione, il larp italiano fosse pronto per un debutto in società, fuori dalla cerchia degli appassionati e degli addetti ai lavori.

All’atto pratico cosa cambierà? All’apparenza poco o nulla, ma questo seme potrà trasportare il larp in luoghi dove precedentemente gli era precluso l’accesso, porterà molte persone che mai si sarebbero avvicinate al larp a conoscerlo, a parlarne e chissà magari a praticarlo. Se le tesi universitarie sul larp, i libri sul larp, i panel sul larp hanno contribuito al riconoscimento di questa forma d’arte così particolare, certamente l’inclusione ufficiale dei larp designer nel novero degli sceneggiatori e dei drammaturghi avrà una parte importante in questo processo. Parliamoci chiaro: il fumetto e il videogioco questo diritto lo avevano già. Anche solo per una questione di mercato, se non bastassero i riconoscimenti alle innumerevoli opere d’arte che appartengono a questi media. Così non è per il larp, che tra tutte le categorie ammesse al tavolo degli scrittori è certamente la più peculiare, la più fragile e, diciamolo chiaramente, la più povera. Ora sta alla comunità dei designer, ma anche a quella dei larper – che sono infinitamente più coinvolti nell’opera rispetto al pubblico cinematografico, televisivo o teatrale, ma anche di quello videoludico – mettere a frutto l’opportunità fornita da WGI per far crescere e prosperare questo formato di narrazione ad alto tasso di coinvolgimento individuale in cui le storie sono immaginarie ma le emozioni sono molto reali.


Umberto Francia
Presidente di Eryados

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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