“Giochi di ruolo”, il libro di Mauro Longo per aspiranti autori

Con la crescente esposizione dei giochi di ruolo come medium, sono fioccate nuove pagine, podcast, canali YouTube o Twitch che raccontano il gioco di ruolo in ogni sua forma. Dai consigli per i narratori, a come gestire il proprio tavolo, fino a discussioni varie ed eventuali sulla situazione del mercato.

Sono nati anche tanti corsi e percorsi di apprendimento per diventare dungeon master, scrivere in maniera più oculata le proprie avventure, e non di rado anche su come creare un proprio gioco originale o dare vita ad una idea in forma di manuale. In quest’ultimo caso il lavoro più recente di Mauro Longo, Giochi di ruolo pubblicato da Dino Audino Editore, rappresenta un’evoluzione interessante per quanto riguarda la conoscenza e l’apprendimento del gioco di ruolo, dalla sua struttura ai concetti di game design necessari per crearne uno.

Mauro Longo è autore di romanzi, librogame ed ovviamente giochi di ruolo. Tra i suoi lavori più recenti ci sono Brancalonia e Lex Arcana, in cui è coinvolto direttamente in entrambi i casi, e tra le sue pubblicazioni ci sono anche Ultima Forsan e Tropicana. Attualmente ricopre la carica di senior content creator per Quality Games, l’editore noto per aver raccolto i più grandi talenti del settore, che pubblica giochi da tavolo, di ruolo e di comitato, e funge anche da curatore editorale per Acheron Books per quanto riguarda romanzi e giochi di ruolo. Abbiamo parlato con lui di Giochi di Ruolo, incuriositi dalla sua struttura con l’obiettivo di scoprire a chi è rivolto il libro.

Mauro Longo, autore di Giochi di ruolo

Ciao Mauro, intanto grazie per la disponibilità!

Ciao a voi e grazie per il vostro interesse! 

Iniziamo con la domanda di rito: come è nata l’idea per questo libro?

Come forse sapete, l’anno scorso è uscito un altro mio manuale di scrittura, questa volta dedicato ai librogame e alle storie a bivi. Si chiama Scrivi la tua avventura!, che è anche il nome di un mio gruppo dedicato proprio ad autori e game designer, di un programma di corsi che da un paio d’anni porto in varie fiere e convention italiane, e di un progetto di educational e mentoring che voglio far partire tra un po’. Il secondo manuale sarebbe dovuto uscire quest’anno ed essere dedicato proprio ai giochi di ruolo, ma nel frattempo sono entrato in contatto con Dino Audino Editore, il più importante editore italiano di manualistica per scrittori e sceneggiatori, che mi ha proposto di fare un volume con lo stesso tema ma impostato in maniera molto differente. A questo punto, ho accantonato Scrivi la tua avventura! per qualche tempo e ho accettato la proposta di realizzare  al suo posto Giochi di ruolo tramite tale prestigioso canale.

E invece voglio chiederti: perché hai sentito il bisogno di scrivere un libro del genere?

L’editoria di giochi di ruolo, librogame e narrativa fantastica è il mio mestiere, quello che faccio per vivere ormai da anni. Per questo motivo, visto che non esisteva a mio parere della saggistica italiana dedicata a giochi di ruolo e librogame “completa e recente” (perché esistono molti contributi ma sempre frammentari, o in inglese, o di troppi anni fa), è stato quasi ovvio provare a colmare questo vuoto.

Per altro hai usato un nome semplice e diretto, “Giochi di Ruolo”, che però ci manda in difficoltà a noi che ne dovremmo parlare: “Giochi di Ruolo, il manuale sui giochi di ruolo”. Scherzi a parte, non hai pensato di usare termini come “guida”, “manuale” o “introduzione”, come mai?

Il titolo non l’ho dato io ma la casa editrice. Io avevo proposto “Narrativa e Gioco”, con un sottotitolo che spiegasse bene l’argomento e il taglio del manuale. Però, se ci mettiamo nei loro panni, il loro catalogo è destinato a un pubblico di appassionati di scrittura, narrativa e letteratura. Io e voi mangiamo pane e giochi tutto il giorno, ma chi segue il catalogo Dino Audino Editore è un po’ esterno al nostro mondo, quindi credo che per loro il titolo funzioni molto meglio così.

Brancalonia è uno dei progetti di Mauro Longo

Qual è il target del libro e, non ironicamente, chi è che invece dovrebbe starne alla larga?

Ottima domanda. Si tratta sicuramente di un manuale INTRODUTTIVO ai giochi di ruolo: lo scrivo proprio in maiuscolo così è più chiaro. Non è un’enciclopedia, non è un saggio critico, non è una complessa analisi delle più moderne teorie del game design. L’editore mi ha chiesto di salire in cattedra e spiegare il gioco di ruolo secondo Mauro Longo, non secondo teorie e scuole di pensiero. Un approccio che all’inizio mi ha destabilizzato, visto che io avevo proposto un altro taglio molto più neutrale, ma che alla fine mi ha stimolato a uscire dalla mia comfort zone e a mettermi in gioco completamente. Inoltre, mi è stato chiesto di focalizzarmi sul tipo più diffuso di giochi di ruolo in circolazione, quelli “di avventura”, e per questo i giochi OSR, quelli di investigazione, quelli incentrati principalmente sul combattimento e quelli più narrativi sono trattati in maniera abbastanza minore.

Dunque, chi vuole sapere i dieci tipi di trappole che non possono mai mancare in un dungeon, o il sistema per ottimizzare i personaggi tramite razze, classi e alberi di talenti di combattimento non troverà ahimè queste informazioni nel manuale… D’altra parte, il manuale contiene tantissimi suggerimenti e trucchi del mestiere per chi vuole realizzare un prodotto editoriale da far arrivare fino alla pubblicazione, qualunque essa sia, quindi lo consiglio soprattutto a chi scrive giochi di ruolo per una pubblicazione editoriale.

C’è una larga parte del libro dedicata a chi vuole creare giochi di ruolo, ma per quanto riguarda DM, Narratori o Custodi che siano, cosa possono trovare di utile nel tuo lavoro?

Ci sono diversi suggerimenti, schemi e percorsi da seguire per chi vuole creare i propri regolamenti, le proprie ambientazioni e i propri scenari, quindi penso che possa essere utile a chi prepara i propri materiali prima di arrivare in sessione. Dell’arte del mastering, dei compiti del narratore e della gestione del tavolo spero ci sarà l’occasione di parlare in un eventuale seguito. Diciamo quindi che il manuale è dedicato principalmente A CHI CREA regolamenti, setting e avventure, non a chi li fa giocare.

Lex Arcana è uno dei progetti di Mauro Longo, tra l'altro appena pubblicato da Need Games.

Visto che sei anche tra gli autori di Brancalonia, non possono non cogliere la palla al balzo per chiederti cosa pensi dell’attuale stato del gioco di ruolo italiano, in Italia. Cosa vedi nel futuro del settore, cosa manca, e cosa si potrebbe fare ancora che non stiamo facendo?

C’è sicuramente un grandissimo fermento, come non si vedeva da anni, o forse come non c’è mai stato prima. Grazie al gioco organizzato, alla nuova diffusione pop di D&D e di altri giochi mainstream, alla passione di youtuber, streamer, associazioni, dimostratori, autori, appassionati e minieditori volenterosi. Quindi ti dico: “Bomba!” Per quanto riguarda il punto di vista editoriale, quello che mi riguarda maggiormente, il fermento si è trasformato spesso in veri e propri successi editoriali e professionali. Il lavoro di traduzione di grandi capolavori fatto negli ultimi anni da Need Games e Asmodee Italia per esempio, ha gettato tantissima benzina sul fuoco di questo nostro hobby, attirando moltissimi giocatori grazie al gioco organizzato e alla caciara dei suoi personaggi di riferimento.

Ancora più importante secondo me il fatto che ci sono case editrici che CREANO giochi di ruolo italiani: il ritorno di Lex Arcana è stato qualcosa di epocale, per non parlare delle bellissime cose che da anni fanno Epic Party Games, Serpentarium, Tin Hat Games, Aces Games e tanti altri, piccoli e grandi. Un’altra cosa che ho notato è che molti game designer italiani sono ormai dei professionisti internazionali, come da tempo era accaduto per il mondo dei boardgame: Andrea Angiolino, Andrea Sfiligoi, Umberto Pignatelli, Tito Leati, Giuseppe Rotondo, Davide Mana, senza contare la Coppia d’Oro Maggi -Nepitello, che per adesso “spacca e spazza in tutti i cieli”. Sicché: il momento è floridissimo anche nonostante le quarantene e le fiere chiuse – e chissà per quanto lo sarà. Tutti i giocatori di questo scacchiere stanno già organizzando più o meno segretamente i lanci fino a natale 2021 ed è il momento giusto per farsi sotto e pubblicare finalmente il proprio beneamato gioco di ruolo. Come leggevo tutti i giorni sul muro della stazione di Pisa, prima di prendere il treno che mi portava a Lucca Games: “I sogni nel cassetto fanno la muffa”.

In conclusione, possiamo dire che “Giochi di Ruolo” è utile per giocare di ruolo o più per conoscere i giochi di ruolo?

Per chi non conosce ancora l’hobby più bello del mondo, è la perfetta introduzione a questo universo.  In alternativa, il destinatario perfetto sono tutti quelli che vogliono ideare, realizzare e pubblicare il proprio gioco di ruolo. In questo ultimo caso, vi troverete davanti una cassetta degli attrezzi piena di strumenti utili, consigli e istruzioni che faciliteranno moltissimo il vostro lavoro!

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