Indie Spotlight – The Library of Babel

The Library Of Babel

Indie Spotlight è una nuova rubrica di Player.it in cui ci divertiamo a spulciare le piattaforme di crowdfunding alla ricerca di prodotti meritevoli di attenzione e di pubblicità.


Il medium videoludico solitamenete è famoso per essere il metodo preferibile per portare su joypad il mondo che solitamente viene immaginato all’interno dei film.
Il tie in è un concept videoludico particolarmente abusato che nel corso degli anni ha mietuto vittime illustri grazie a videogiochi terribili e che, nel corso degli ultimi dieci anni, ha fatto davvero passi da gigante finendo per sfornare saghe interessanti e videogiochi niente male.

Di trasposizioni letterarie abbiamo decisamente meno esempi nella storia videoludica: un po’ perché il medium letterario è ancorato all’idea di un qualcosa di più alto dal punto di vista della nobiltà e dell’importanza, un po’ per delle difficoltà intrinseche nella conversione dalle infinite possibilità dello scrivere alla finitezza di un gameplay in un mondo governato da un motore grafico.

Spulciando in giro però abbiamo scoperto un titolo che prova a fare questo, prendendosi le sue licenze ma finendo per accalappiare l’interesse di noi e chissà quanti altri grazie a idee decisamente ricercate.

L’indie spotlight di oggi, pertanto, è dedicato a The Library Of Babel, di Tanuki Game Studios

Tra Borges, Shadow Of The Beast e un videogioco moderno.

Tanuki Game Studios è una piccola software house indipendente di stanza a Barcellona che è riuscita a farsi selezionare ai Playstation Talents in occasione del Playstation Games Camp 2020.

Tale software house ha deciso di costruire un videogioco lasciandosi pesantemente ispirare dall’omonimo romanzo dello scrittore Jorge Luis Borges.
The Library Of Babel in tal caso è avventura grafica bidimensionale con elementi action e stealth che immagina la non-vita sulla Terra all’interno di una Babilonia vecchia di ventimila anni.

Nella giungla di tale Babilonia l’essere umano non esiste più ed è estinto da qualche millennio; a sopravvivere sono i robot che esso stesso sembra aver costruito chissà quanto tempo prima. Il giocatori, nei panni di Ludovik, avrà il compito di ritrovare informazioni sulla leggenda degli esseri umani mentre nel frattempo la biblioteca della città sembra ritrovarsi in un misterioso stato di emergenza.

Qui sboccia il meraviglioso mondo futuristico disegnato a mano dall’artista ispanico Joel Calvo, fatto di colori scuri, luci sbiadite e nubi temporalesche, segno che la terra ha smesso di essere il luogo accogliente che oggi conosciamo.
Il gioco darà al giocatore un vasto mondo futuristico da esplorare, con creature misteriose, nemici pericolosissimi e segreti nascosti in ogni pertugio. Al giocatore sarà richiesto l’attento utilizzo dell’ingegno, al fine di risolvere i vari enigmi che il mondo di gioco piazzerà sul nostro cammino.

Per cercare di ovviare al problema sarà nostro compito utilizzare, nel migliore dei modi possibili, una serie di strumenti in perfetto stile adventure game, il tutto alternando momenti dinamici a situazioni riflessive, con spruzzate di filosofia e citazioni provenienti da lati altrimenti lontanissimi dello scibile umano come Apocalypse Now di Francis Ford Coppola o Pluto di Naoki Urasawa.

The Library Of Babel è un videogioco che mescola in maniera interessante fantascienza e filosofia, ispirato ad un racconto incredibilmente importante di uno scrittore che ha saputo fare la storia della letteratura con delle idee geniali che speriamo facciano germogliare un’esperienza degna di nota.

The Library Of Babel sta ancora venendo sviluppato da Tanuki Game Studios e arriverà su Playstation 4 nei primi mesi del 2021.

Se l’idea che vi abbiamo descritto sopra ha catturato il vostro interesse è possibile supportarle grazie alla presenza di una campagna di Crowdfunding; quest’ultima è vicina al suo termine ma ci lascia ancora la possibilità di fare qualcosa per rendere il titolo ancora più bello e interessante di quello che già è!

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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