Xbox Series X: cosa c’è nella nuova console di Microsoft?

Xbox Series X

Se pascolate spesso su queste pagine probabilmente conoscete già bene il nome di Daniel Ahmad, analista per Niko Partners sul mercato asiatico e leaker di fama internazionale che più e più volte ha rilasciato informazioni prima del tempo.

ZhugeEX, nome con cui è conosciuto su Twitter, non ha fatto in tempo a pubblicare un piccolo teaser contenenti nuove informazioni su Xbox Series X, che Microsoft ha deciso di fare tutto di per sé, rilasciando ufficialmente una notevole mole di informazioni che meglio pitturano l’aspetto e le potenzialità della nuova console di casa Redmond.

Utilizzando gli esperti di Digital Foundry la compagnia ha realizzato un’ora di contenuti e diversi post sul blog ufficiale per dipanare le nebbie riguardo la nuova console. Finalmente abbiamo una rassegna completa delle componenti hardware della console next gen di Microsoft e con esse abbiamo anche una panoramica delle nuove tecnologie che verranno impiegate dalla compagnia per i videogiochi di nuova generazione.

Bando alle ciance, vediamo insieme di cosa stiamo parlando e per quali motivi possiamo avere interesse a comprare un Xbox Series X.

Xbox Series X – Specifiche tecniche

Ecco le specifiche tecniche della nuova console di casa Microsoft

  • CPU: 8x Zen 2 Cores at 3.8GHz (3.6GHz with SMT);
  • GPU: 12 TFLOPs, 52 CUs at 1.825GHz, Custom RDNA 2;
  • Dimensioni del DIE: 360.45 mm2;
  • Processo produttivo: TSMC 7nm Enhanced;
  • Memoria: 16GB GDDR6;
  • Memory Bandwidth: 10GB at 560GB/s, 6GB at 336GB/s;
  • Memoria interna: 1TB Custom NVMe SSD;
  • IO Throughput: 2.4GB/s (Raw), 4.8GB/s (Compressed);
  • Memoria espansidibile: 1TB Expansion Card;
  • Supporto ai drive esterni: USB 3.2 HDD Support;
  • Drive Ottico: 4K UHD Blu-ray Drive;
  • Obbiettivi tecnici della console: 4K a 60fps – fino a 120fps;

Il processore è un prodotto AMD con 7 core dedicati ai giochi ed uno dedicato al sistema operativo; in caso di necessità il processore può attivare una modalità simil hyperthreading e diventare un 16 core con clock limitato a 3.6 Ghz.

La scheda video è sempre un prodotto di AMD ed ha prestazioni paragonabili a quella di una scheda video fascia ultra elevata per PC, navigando per teraflops tra una Nvidia 2080 ed una 2080Ti; ironicamente AMD non ha ancora una scheda su PC con tali prestazioni

Il comparto ram del dispositivo è composto da 16GB di GDDR6, con due differenti velocità di trasmissione. 10 GB hanno un bandwitdh di 560GB/S mentre i restanti 6GB hanno un bandwitdh di 336GB/S.

Molto importante anche sottolineare la tipologia di storage con cui Xbox si presenterà sul mercato.
Abbandonati definitivamente gli hard disk, la next gen di Microsoft utilizzerà degli SSD Nvme custom per l’archiviazione di dati; questi SSD saranno velocissimi e realizzati da Seagate appositamente per l’azienda.

Per cercare di nullificare i problemi di trasmissione dati che si presentano quando gli SSD si scaldano Microsoft ha cercato di lavorare sulla dissipazione e sulla realizzazione di prodotti custom, in grado di resistere meglio alle temperature e di lavorare meglio a temperature sopra la media.

Xbox Series X arriverà sul mercato con un SSD NVME integrato da 1 terabyte ma sarà possibile aggiungerne un secondo comprandone un altro; questi SSD saranno venduti sotto forma di simil pendrive applicabili sul retro della console.

Xbox Series X – quali nuove tecnologie saranno utilizzate dalla console?

Ray tracing made in AMD

Una delle novità più interessanti di tutto il pacchetto è sicuramente la presenza di Ray Tracing, su console, attraverso lo sfruttamento delle librerie DXR. Xbox Series X avrà hardware dedicato per tale compito e questo alleggerirà di decine di teraflops i calcoli che altrimenti sarebbero andati alla scheda video.

Questa scelta da una parte permette alla console di tirare fuori praticamente circa 25 Teraflops di potenza, dall’altra permetterà al videogiocatore di godere dell’illuminazione realistica e dinamica per la prima volta all’interno di un ambiente fisso come quello di una console casalinga.

Digital Foundry ha comunque sottolineato come l’arrivo del ray tracing all’interno dell’ambiente console porterà cali di prestazioni perché gli shader della GPU avranno comunque molto lavoro da fare oltre al gestire l’illuminazione; a detta loro questo sarà comunque un ambiente interessante per gli sviluppatori che si ritroveranno ad avere a che fare con la possibilità di lavorare su di un ambiente fisso, con hardware potente e con il massimo supporto possibile da parte dell’azienda produttrice.

È plausibile pensare che nel corso dei prossimi anni di vita della console molti sviluppatori finiranno per tirare fuori tecniche innovative in grado di migliorare le prestazioni del ray tracing hardware sui videogiochi di nuova generazione.

Perché sarà bello avere un SSD super veloce.

Cosa comporta la presenza di un SSD super veloce all’interno di Xbox Series X?
Beh, che potrà essere utilizzato come memoria virtuale per numerose applicazioni, alleggerendo il carico sulla ram per specifiche cose.

Come abbiamo già detto l’SSD Custom che Microsoft si è fatta costruire da Seagate sembra una vecchia penna USB, è fatta di metallo ed ha un sistema di dissipazione interessante che lo pone un gradino sopra la concorrenza, evitando i problemi di surriscaldamento.

La vera rivoluzione non è da ricercare nella tecnica bruta quanto nel come le caratteristiche dell’SSD siano state utilizzate in tandem alle capacità della nuova console.

Il chip di Xbox Series X ha dell’hardware custom che sarà utilizzato per sfruttare al meglio l’SSD ed anche il software avrà delle API specifiche che permetterà di trasformare questo dispositivo in un oggetto rivoluzionari

L’elevata velocità dell‘SSD in sostanza permetterà all’engine di pescare gli assets e dei dati invece di dover obbligatoriamente sempre passare dalla Ram.

Questo è il primo componente di quella che Microsoft ha definito velocity architecture e che rappresenterà un notevole passo in avanti rispetto la precedente generazione videoludica.

I dati saranno decompressi da un hardware decompression block, ovvero un chip dedito solo a tale compito che si occuperà di alleggerire il carico dalla CPU.

Questo frammento di hardware supporta le librerie zlib ed è capace di utilizzare un nuovo algoritmo chiamato BCPack, dedicato appositamente alla compressione di texture (che solitamente rappresentano il grosso dei dati di un videogioco).

Per concludere troviamo Directstorage, un estensione delle DirectX che si preoccupa di alleggerire i dati di compressione e decompressione dalla CPU trasformando i processi in operazioni molto leggere dal punto di vista computazionale. Secondo i dati rilasciati dalla compagnia, grazie a Directstorage, il carico di lavoro passa da 5 Cpu Zen 2 a 1/10 di una singola CPU.

La comodità del quick resume.

Una delle caratteristiche su cui Microsoft ha deciso di puntare maggiormente per la sua nuova console è l’ottimizzazione della memoria ai fini di maggiori prestazioni.

Partendo da delle ricerche fatte da Microsoft in merito alla quantità di memoria che andava occupata inutilmente durante l’esecuzione dei videogiochi della passata generazione, la compagnia ha iniziato a costruire un infrastruttura per cui utilizzando la grande velocità di lettura e scrittura dell’SSD sia possibile minimizzare questi sprechi.

Il risultato è conosciuto come SFS o Sampler Feedback Streaming, un tecnica che permette alla Velocity Architecture di sposare con pochi sprechi le richieste della GPU, caricando in modo intelligente le texture e preoccupandosi di alleggerire i carichi di lavoro del resto dell’hardware.

La summa di queste caratteristiche permetterà a Xbox One X di avere una feature come Quick Resume, ovvero come la possibilità di avviare differenti videogiochi partendo da dei savestates (ovvero salvataggi rapidi) in circa sei secondi. In sostanza abbandonando un videogioco il sistema salverà la ram su SSD, iniziando a caricare i dati del titolo successivo.

Nel video realizzato da Digital Foundry è possibile vedere come il sistema sia in grado di passare nel giro di trenta secondi complessivi da Forza Motosport 7 a The Cave, passando per State Of Decay ed Hellblade: Senua’s Sacrifice.

Lo stesso State Of Decay 2 è stato preso in esame per quanto riguarda la velocità di avviamento del gioco: su Xbox Series X il gioco si avvia in poco più di cinque secondi, su Xbox One X ha bisogno di più di trenta secondi.

Secondo i calcoli fatti da Microsoft tutto questo sistema impatterà in modo limitato sulla dimensione effettiva dell’SSD. Considerando che i videogiochi hanno a loro disposizione 13.5 GB di Ram (con 2.5 restanti per sistema operativo e altre cose), Microsoft ha dichiarato che l’intero sistema andrà a rubare giusto 40GB di spazio dall’SSD.

Meno lag per tutti.

Tra le cose che Microsoft dice di aver migliorato in modo importante c’è anche l’input lag dei comandi e lo screen tearing dei suoi videogiochi. Per fare questo Microsoft si è messa di buona lena ed ha riscritto tutta la gestione software degli input, al fine di poter mettere in campo delle risorse più efficenti e potenti.

Il Dynamic Latency Input ad esempio è il nome dell’algoritmo che si preoccuperà di abbassare a un paio di millisecondi l’input lag tra controller wireless e console (solitamente l’input lag per una simile configurazione è pari a 8 millisecondi). Per fare questo tutti gli input del proprio controllare saranno dotati di timestamp e saranno inviati appena prima che il gioco ne abbiamo bisogno.

Il Dynamic Latency Input darà il meglio di sé accoppiando Xbox Series X con uno schermo 120 Hertz ed un cavo HDMI 2.1; questo permetterà al giocatore di avere la migliore sensazione di controllo possibile sfruttando al massimo tutte le caratteristiche della console.

L’approccio di Xbox Series X ai vecchi videogiochi.

Uno dei grandi interrogativi che accompagna tutti gli annunci della nuova generazione videoludica è sicuramente quello sulla retrocompatibilità. Sappiamo già che Microsoft, in tal campo, è sicuramente la compagnia che più si è mossa, offrendo già su Xbox One retrocompatibilità con moltissimi videogiochi della precedente generazione.

Xbox Series X sarà retrocompatibile con la maggioranza dei vecchi videogiochi usciti per la console di Microsoft e con praticamente tutte le periferiche (questo da ulteriore senso alla presenza di porte USB-A sulla console, uno standard un po’ più anzianotto rispetto all’USB-C).

Oltre a ciò, il report di Digital Foundry fa chiarezza sull’entità della retrocompatibilità annunciando delle feature molto interessanti.

In primis Xbox Series X sarà in grado di far girare i videogiochi Xbox One meglio di come girassero sulla console originale, grazie ad un iniezione di potenza extra dovuta all’hardware e alla completa assenza di emulazione.

L’azienda sta lavorando sulla creazione di una libreria di giochi appartenenti al catalogo Xbox One che verranno fatti girare dalla nuova console upscalati sino al 4K, grazie ad algoritmi di machine learning.
Microsoft ha citato più volte che come base per questo progetto ha intenzione di usare una tecnica chiamata Heutchy Method.

Un altra feature molto interessante riguarda l’implementazione dell’HDR in praticamente qualsiasi videogioco pubblicato su console Microsoft.

Utilizzando una versione migliorata del sistema HDR di Gears 5 e mischiandolo con diversi algoritmi di Machine Learning la compagnia sta mettendo a punto un sistema che permetterà alla console di generare illuminazione HDR su qualsiasi videogioco, a prescindere dalla sua età.

La prova in video è lapalissiana, grazie anche all’aiuto di una heatmap, e mostra Halo 5 (uscito nel 2016) e Fusion Frenzy (uscito nel 2002), entrambi in HDR e in risoluzione 4K.

Alcune tecnologie che Microsoft sta mettendo in piedi potrebbero aiutare anche Xbox Series X a diventare la console di punta dal punto di vista dell’accessibilità, permettendo a degli algoritmi specifici di migliorare la leggibilità dei testi variandone i colori o modificandone la grandezza.

Retrogiocare su Xbox Series X sarà qualcosa di mai visto prima.

Questioni di controller.

La compagnia ha presentato anche il nuovo controller per la sua console. Il joypad di Xbox Series X sembra essere la versione raffinata e migliorata di quello per Xbox One, con una migliore ergonomia e qualche cambi stilistici.

Il controller in questione avrà una connettività ottimizzata tra dispositivi ed avrà la sopracitata latenza ridotta. A livello di feeling a cambiare saranno i bumper del controller, stavolta maggiormente arrotondati ed è cambiato anche il Dpad, dotato di maggiori rifiniture e di un design più preciso.
Ergonomicamente parlando l’impugnatura è stata migliorata, arrotondando le parti vicine ai grilletti e migliorando la presa del pollice sul sopracitato Dpad.

Il nuovo controller sarà compatibile si con Xbox Series X ma anche con tutta una serie di altri dispositivi. Sarà possibile utilizzare il controller su Xbox One, Xbox One S e Xbox One X senza dimenticare PC, Android e iOs. Il controller avrà conumi energetici minori grazie alla presenza del collegamento Bluetooth Low Energy e si caricherà in pochissimo tempo, vista la presenza di una porta USB-C.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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