Esports in esclusiva su Youtube: Google è sempre più concentrata sul gaming.

youtube google activision overwatch league

È un annetto circa che Google guarda al mondo del gaming facendo gli occhioni dolci. Il keynote di Marzo 2019 è stato esemplare da questo punto di vista, grazie anche all’annuncio della piattaforma di Game Streaming Google Stadia.

In che altro modo gamers e servizi Google possono incontrarsi?
Attraverso le sull’omonimo motore di ricerca? Attraverso i giochi free to play coreani presenti sul Google Play Store? Attraverso uno dei millemila servizi che Google Offre gratuitamente ai proprietari di un account?

La risposta è facilissima: Youtube.
La piattaforma dedicata ai video è da sempre una delle principali destinazioni per guardare contenuti a tema. C’è giusto un problema: da quando Twitch è sul mercato per Youtube è difficile ottenere il comando del segmento legato alla visione di trasmissioni in tempo reale; gli streamers sono prevalentemente da un’altra parte.e

Che fare?
Beh, Google ha iniziato con ottenendo in esclusiva i diritti di trasmissioni per delle leghe esportive.

Youtube ed i suoi accordi multimilionari.

Youtube e Google sono ben consci che il mercato del mondo videoludico sia in grado di muovere numeri interessanti all’interno della loro piattaforma; per cercare di rimediare all’emoraggia twitch-based la compagnia si sta accaparrando i diritti esclusivi di trasmissione per dei contenuti di grido.

Cioè, aspettate, più che di grido diciamo che parliamo di robe di valore: la Call Of Duty League, l’Overwatch League, Heartstone e in generale qualsiasi cosa Activision tirerà fuori dal punto di vista esportivo durante il corso dei prossimi anni.

Se non siete esattamente ferratissimi nel mondo dei videogiochi, sappiate che il brand di Call Of Duty è stato capace di vendere sette dei dieci giochi più venduti del decennio e che Heartstone è semplicemente il gioco di carte collezionabili digitale più popolare e giocato dell’intero mercato. Con dati come questi è assolutamente legittimo pensare che in questa caso la cifra in ballo sia ancora più grande ed imponente.

Le cifre per cui questo accordo è stato concluso sono ancora coperte dal mistero, ciò che sappiamo invece è che Google fornirà ad Activision l’infrastruttura online per i suoi giochi, una scelta interessante che lascia presagire anche una qualche collaborazione tra il gigante americano del publishing e Google Stadia.

In ultima aggiunta Activision Blizard avrà la possibilità di utilizzare Google AI per le pubblicità. In un esempio posto su Kotaku ad esempio si parla di come le software house adesso in poi saranno in grado di utilizzare i tool di google per mostrare offerte in game, permettendo di variare ulteriormente l’offerta di gioco attraverso la creazione di nuove esperienze ludiche.

Che sia arrivato il momento per una versione free to play di Call Of Duty Modern Warfare piena di pubblicità?

Una strategia anti amazon?

Joost Van Dreunen, amministratore delegato del settore di ricerca sui videogame firmato Nielsen, ha dichiarato:

“Durante il corso del 2020 Google cercherà di ottenere una fetta di mercato videoludico dal valore di oltre cento miliardi di dollari. L’azienda sta cercando di costruire forti relazioni con i creatori di contenuti e questo gli permetterà di penetrare nel settore attraverso diverse strade, si spera con un certo grado di efficenza.

Nonostante una partenza molto scialba, Google Stadia è al momento uno dei pochissimi servizi di streaming presenti sul mercato ed è anche quello con alle sue spalle il maggior numero di infrastrutture.

Amazon, nonostante si stia probabilmente muovendo in tal senso, non ha ancora presentato un concorrente e non ha ancora rilasciato videogiochi in grado di impattare sul mercato attraverso i lavori di Amazon Game Studios.

In ultimo è importante sottolineare come la fornitura di servizi di hosting ad Activision rappresenti, per il reparto Cloud, una piccola vittoria (nonostante i risultati siano ancora lontani miliardi di dollari dai numeri fatturati da Azure e AWS, rispettivamente Microsoft e Amazon).

Stadia ed eSports: la nascita di nuove metodologie di fruizione?

L’arrivo delle leghe esportive su Youtube potrebbe far bene anche a Google Stadia stessa, ancora priva di tutte le caratteristiche rivoluzionarie promesse dal colosso di Mountain View e poi mai rilasciate.

Una delle caratteristiche più interessanti dell’intero progetto stadia era infatti la possibilità di entrare all’interno di una partita vista in streaming in qualsiasi momento, tramite la pressione di un semplice tasto.

Ora pensate questa caratteristica associata ai replay di una partita di Overwatch League, dove al giocatore viene data la possibilità di analizzare, da dentro il gioco, le scelte fatte e magari adattarsi di conseguenza per un suo risultato personale.

Questa caratteristica, da sola, potrebbe portare in avanti una piccola rivoluzione nella fruizione del medium e potrebbe traslare tutta una serie di appassionati da una piattaforma all’altra.

controller google stadia

A questo andrebbero aggiunte le potenzialità di un simile progetto all’interno delle organizzazioni competitive, finalmente dotate di uno strumento di assoluto livello per i coach e gli analyst del caso; uno strumento del genere, ipoteticamente chiamato Stadia for eSports potrebbe portare altri dindini all’interno delle casse di Google se non spostare intere leghe professionistiche direttamente lì, azzannando le caviglie di Twitch e lasciando alla piattaforma i creatori di contenuti e gli streamer generici.

Come Activision altre leghe esportive potrebbero stringere accordi con distributori come Google in cambio di denaro sonante, necessario per mandare avanti un’industria che ha del potenziale ma che è anche caratterizzata da una certa tendenza alla fuffa.

Che sia questo il modo migliore di fare la guerra a Twitch e ad Amazon? Che sia questo il modo migliore per vedere lo scontro tra Sundar Pichai e Jeff Bezos?
Niente guantoni e niente ring, solo valigette con milioni di dollari, complicate server farm e un sacco di terabyte di dati al secondo.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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