Il nostro incontro a Lucca 2019 con Chris Pramas tra Trump e Green Ronin

chris pramas

Chris Pramas è noto principalmente come autore del gioco di ruolo di Dragon Age e della seconda edizione di Warhammer Fantasy Roleplay, nonché per il suo ruolo di fondatore e presidente della casa editrice Green Ronin Publishing. Ma è stato anche direttore creativo per la Wizards of the Coast, dove ha lavorato su Dungeons & Dragons.

Nel frattempo, Green Ronin continua a prosperare sotto la sua guida, con pubblicazioni come The Expanse, Mutants & Masterminds, Modern AGE, True20 e Blue Rose. Per il prossimo anno, Green Ronin ha annunciato la pubblicazione del gioco di ruolo de La quinta stagione, basato sulla trilogia de La Terra spezzata di N.K. Jemisin, vincitrice dell prestigioso premio Hugo.

Durnte un Press Café di Lucca Comics & Games 2019 abbiamo avuto modo di incontrarlo, scoprendo tanti dettagli interessanti sulla sua filosofia di lavoro, il futuro dei suoi prodotti, ed anche la sua inaspettata invidia per Pathfinder e Paizo Publishing.

Come si passa dai romanzi al gioco di ruolo, come per La Terra Spezzata?

Useremo il Chronicle System, lo stesso sistema del gioco di ruolo di Game of Thrones. C’è un sistema per creare le proprie case nobili. La Quinta Stagione parla di ecologia e disastri ecologici, con quel sistema creeremo una comunità che dovrà sopravvivere. Abbiamo anche libertà creativa in fondo, e ci è permesso esplorare varie parti dell’ambientazione in vari modi. Le nostre licenze sono ampie.

Qual è la sua opinione sui mutamenti che i giochi di ruolo hanno avuto, in ambito produttivo e di pubblico?

Il gioco di ruolo è in un ottimo momento. Ora D&D sta volando mentre dieci anni fa era in difficoltà. La quinta edizione è popolare e lo streaming ha aiutato a diffondere il gioco di ruolo, è bello ed è utile per tutti. Il nuovo problema dell’industria è l’amministrazione di Donald Trump. Il suo conflitto commerciale con la Cina è stupido e ci danneggia perché lì stampiamo i nostri giochi. Mentre lui crede che la Cina non paghi i dazi, a rimetterci sono le aziende come la mia.

Green Ronin ha lavorato a tante licenze, com’è rapportarsi con loro e lavorare in particolare a prodotti come Critical Role?

Ogni licenza è diversa, spesso la più grande sfida è capire se hanno idea di quello che facciamo. Alcune sono state facili, altre più difficili. Una volta abbiamo dato un libro all’azienda ed hanno detto “non sappiamo cosa debba essere approvato”. Spesso dipende appunto dalla conoscenza che ha l’azienda di quello che stanno facendo. Quello è stato difficile. Con Critical Role, Geek & Sundry ci ha contattato per sapere se volevamo fare il manuale dell’ambientazione. Quando ce lo proposero il fenomeno di Critical Role stava crescendo, ma non era così famoso ancora. Quindi all’inizio dovevo convincermi me stesso in primis, pensavo: “Fare un manuale su una campagna D&D di altri? Non saprei…”. Ma col tempo è cresciuta la popolarità dello show, e quindi sono lieto di essermi convinto. Molti dei loro fan che compravano il manuale erano alla loro prima esperienza, e per molti era solo il libro dello show che guardavano, e neanche sapevano che fosse di D&D. Avevano visto altri streaming di D&D, ma non avevano comprato nulla di D&D.

Consiglierebbe ad un aspirante autore di giochi di ruolo di tentare questa strada?

È sempre una sfida. Non ci sono tante persone che riescono a vivere di giochi di ruolo che disegnano, meno di cento nel mondo, probabilmente. Si può fare freelance o part-time, ma così è difficile farlo diventare una carriera. Le tue opzioni sono pubblicare il tuo materiale, o lavorare per altri. Ed entrambe hanno pro e contro. Nel mio caso ho aperto l’azienda per pubblicare le mie cose, ma alla fine non ho spesso tempo di pubblicare quello che faccio perché devo lavorare nel gestirla. Aprire una tua azienda significa che passerai poco tempo a scrivere giochi e farai altro.

Ha avuto modo di fare scelte editoriali forti, magari pubblicare cose che non vanno di moda ma che le piacevano, e viceversa?

Sì. Nel passato abbiamo lavorato licenze che mi piacevano, e non hanno venduto bene tanto quanto le nostre cose con ambientazione originali. Quando accade è un pessimo risultato, perché avremmo guadagnato di più a pubblicare qualcosa di nostro. The Expanse è una cosa che mi piace ad esempio, ed è molto popolare, quindi in questo caso è una grande scelta per noi. Quello che è cambiato negli anni è che abbiamo più persone nell’azienda, e più punti di vista, una cosa che è molto importante per noi. La Quinta Stagione è un caso in cui i miei collaboratori mi hanno suggerito un libro che avremmo dovuto tenere d’occhio.

Ci sono giochi che invidia, anche non famosi o di successo, per qualche idea o particolare?

Pathfinder, più che altro per Paizo per come lavora alla pubblicazione. Supportano un solo prodotto tantissimo, e poi passano ad altro. Il mio problema è che mi piacciono tante cose, e quindi Green Ronin ha tanti prodotti, ed infatti riflette molto la mia personalità come azienda.

Lucca è un luogo strano, perché in questi giorni le parti medievali si fondono con le tecnologie del futuro. Quindi che gioco di ruolo ambienterebbe a Lucca e con quale spunto iniziale?

[ride] Ho imparato questa settimana che Lucca era una regione indipendente fino ad un certo punto, il 1699. Credo che ogni cambiamento del genere crei delle interessanti possibilità di gioco di ruolo. Proverei a centrarlo su quello. Come quando c’è stata la Rivoluzione Francese, l’arrivo di Napoleone, sono tutti grandi spunti. Farei molta ricerca però prima, per creare il maggior numero di possibilità.

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Articolo a cura di Valentino Cinefra

Valentino Cinefra scrive di videogiochi per varie testate italiane, tra cui SpazioGames, BadTaste e VideoGamer Italia.

Su queste pagine si occupa di giochi di ruolo, tra report delle fiere più importanti, analisi dei prodotti del momento, ed approfondimenti più o meno eclettici che mischiano vari argomenti di cultura pop nella speranza di tirare fuori qualcosa di sensato.

E pensare che, quando da piccolo gli venne chiesto di provare Dungeons & Dragons, lui rifiutò vigorosamente perché inorridito dall'idea di passare pomeriggi interi a tirare dadi e "raccontare buffonate". Non solo il gioco di ruolo è diventata sua croce e delizia, ma farebbe di turno per tornare in quell'epoca fatta di pomeriggi incredibili, tra avventure senza senso, zero rispetto per il regolamento, e tanta improvvisazione e delirio.

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