Giochi per l’estate 2018 – dieci titoli da finire entro settembre

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L’estate è sempre stato un momento magico nella vita delle persone, complice anche la struttura del sistema scolastico o lavorativo che spesso concentra i riposi e le vacanze proprio durante l’arsura dei mesi estivi. Alle volte però è importante trovare qualcosa con cui poter passare il tempo; non sempre è possibile trastullarsi sotto un ombrellone o sulle pendici di una qualche montagna.

Cosa c’è di meglio che prendere una bella scaffalata di titoli interessanti e in grado di integrarsi perfettamente con il tema estivo?

Con questa piccola lista noi di Player.it vi consiglieremo alcuni dei titoli più interessanti da riprendere sotto l’estate, per sessioni divertenti o storie interessanti; tutte in grado, in un modo o nell’altro, di comprendere e interpretare le sensazioni che solo una bella estate può regalare.

Leggere quali sono i giochi per l’estate 2018!

NOTA BENE: i titoli proposti non sono i videogiochi che usciranno durante l’estate 2018, bensì sono videogiochi che richiamano l’estate che ben si intonano con l’accoppiata tempo libero e caldo estivo.

Ecco The Dolphin (Sega Genesis- 1993)

 

Ecco The Dolphin potrebbe essere tranquillamente il capostipite di tutti i videogiochi dedicati in qualche modo all’estate; d’altronde, come si può razionalizzare un videogioco d’avventura bidimensionale con un delfino protagonista se non come un modo per rinfrescarsi. Giocare a Ecco The Dolphin seguire e controllare il pellegrinaggio di Ecco affrontando una serie continua di livelli subacquee mentre si è immersi in una delle pixel art migliori degli anni novanta, con tanto di piroetta aerea eseguibile quando si esce a respirare da buon cetaceo.

Il titolo è la storia di Ecco e della lotta alla solitudine, lasciato solo in un oceano da eventi misteriosi; il viaggio di formazione di un animale sociale e della sua perenne lotta contro gli elementi. Ecco The Dolphin non è invecchiato benissimo, dato anche il sistema di controllo legnosetto e alcuni frangenti dedicati chiaramente a chi vede in Dark Souls il picco della difficoltà videoludica, ma rimane giocabile. Un titolo destinato a far rivivere alcune infanzie o a farne vivere di nuove, da accompagnare a qualche fresca notte estiva con la giusta dose di solitudine e relax.

Katamari Damacy (Playstation 2 – 2004)

 

Katamari Damacy è un gioco la cui ideazione è avvenuta, con tutta probabilità, in una sera estiva molto alcolica. Prendete una sfera, dotatela del poter di attirare gli oggetti e di non farvi sentire più di tanto il loro peso; create personaggi completamente fuori di melone come il re di tutti gli universi e un principino troppo buono; fate distruggere al re tutto; ordinate al principino di ricostruire tutto.

Un incipit del genere può provenire soltanto dalla follia tipica delle notti di mezza estate; una follia che si riversa anche in un gameplay che esula da qualsiasi genere e diventa puro flusso di divertimento. All’interno di scenari dettagliatissimo sarà compito del giocatore guidare la missione di ricostruzione del principe, una stella alla volta; creando miscugli sempre più indefinibili e curiosi di quello precedente grazie alla enorme quantità di oggetti.

Katamari Damacy è estivo perché spensierato, gioviale, infantile e a tratti malinconico. Al suo interno troviamo i cocomeri della nostra infanzia, i falo con gli amici, gli show di mecha che guardavamo quando la scuola non assorbiva più le mattinate. Katamari Damacy merita di essere giocato quando si ha voglia di sentirsi liberi e nostalgici, senza dover per forza esagerare con la tristezza.

Abbiamo parlato del videogioco mobile sulla saga di Katamary Damacy, sapete?

The Legend Of Zelda Wind Waker (Gamecube/Wii U – 2003)

 

Le avventure di Link all’interno di Hyrule hanno portato la tunica verde più famosa del mondo dei videogiochi a spasso per un sacco di mondi; uno dei più affascinanti è certamente quello che ha caratterizzato The Legend Of Zelda: Wind Waker. Un mondo dove l’acqua predomina su tutto, dove le spiagge e il sole sono compagni onnipresenti, quasi come se fossero personaggi secondari della storia.

Nei panni del solito Link, stavolta animato in un cell shading di una qualità incredibile, ci troveremo ad esplorare un mondo assolato navigando con la salsedine nel naso e con il riflesso del sole in faccia. Armati di una bacchetta in grado di comandare la direzione della brezza marina e di una barca parlante, ci ritroveremo a navigare per questo mare infinito di isola in isola, affrontando immense distese d’acqua e dungeon multilivello.

The Legend Of Zelda: Wind Waker è un titolo estivo per ambientazione e cura artistica: un cell shading meraviglioso tratteggia il videogioco quasi come se fosse un cartone animato. Ad accompagnare il gameplay tipico della serie, fatto di esplorazione e sorpresa arriva una colonna sonora ariosa e atmosferica, molto mediterranea in sue determinate accezioni; qualcosa di talmente ispirato da poter diventare materiale da falò con chitarra in spiaggia durante l’alba di ferragosto.

Super Mario Sunshine (Gamecube – 2002)

 

Super Mario Sunshine ha avuto, nel lontano 2002, il compito di eguagliare e rinnovare il successo del suo eccelso predecessore Super Mario 64; nel farlo ha tentato di mostrare al mondo un mondo poligonale super dettagliato e che immediatamente porta alla mente la placidità estiva. Impersonando l’idraulico più famoso della storia dei videogiochi ci si ritrova a viaggiare per l’Isola Delfinia dove, insieme alla principessa Peach, ci si ritrova in vacanza.

Come prevedibile non tutto fila liscio e ben presto sarà necessario saltare, correre e planare in spiagge, paeselli, parchi giochi e cittadine; il tutto con un sole battente e un mare sempre a portata di mano. Super Mario Sunshine rappresenta la giocosità estiva con tutta la classe per cui Nintendo si è sempre contraddistinta: un level design variopinto da esplorare con un parco mosse mai così ampio; sabbia, mare, palme, Yoshi e chi più ne ha ne metta. Super Mario Sunshine mette a disposizione del giocatore una gimmick tutta nuova che caratterizza l’intero gameplay con lo Splac 3000; un oggetto in grado di controllare l’acqua che assorbe e espellerla per volare o per attaccare gli avversari.

Per essere il capitolo più debole della saga di Mario basta essere solo un gioco eccelso.

The Secret Of Monkey Island 1 (Ms Dos – 1990)

 

Un temibile (aspirante) pirata si ritrova a inseguire il suo sogno corsaro da Mêlée Island; qui si ritroverà a vivere situazioni paradossali utilizzando oggetti diventati poi leggenda, il tutto per cercare di salvare la pirata sindaco di cui si è innamorato strappandola dalle braccia di un pericolosissimo pirata fantasma.

The Secret Of Monkey Island è uno dei videogiochi più importanti (e dissacranti) della storia, partorito da quel geniaccio di Ron Gilbert e diventato pietra miliare del genere, dando il via al periodo d’oro di Lucasarts Games. Non è da molti game designer ambientare un avventura grafica in una pixel art fantastica nel mondo caraibico, tratteggiando personaggi folli e situazioni impossibili.

Se nel 2018 non avete ancora avuto occasione di giocare questo titolo non vi resta che recuperarlo in una delle sue millemila versioni, se invece lo conoscete a memoria potete sempre ricominciarlo da capo per godervi, ora dopo ora, le mirabolanti avventure di Guybrush Threepwood. Passate sopra il vetusto motore d’interazione SCUMM , portate pazienza nel vedere movimenti lenti ed eleganti e innamoratevi di un capolavoro senza tempo; da giocare in spiaggia mentre si combatte una gara d’insulti con il proprio vicino d’ombrellone.

Endless Ocean (Wii- 2007)

 

Endless Ocean è uno di quei giochi rilassanti dedicati a quelli che sono sopravvissuti alle precedenti tre stagioni dell’anno con una fatica indefinibile. Siete stanchi, odiate l’ufficio, ciò che avete intorno e pure il caldo che c’è fuori; siete alla ricerca di qualcosa di fresco e di rilassante ma non avete iceberg da contemplare nelle vostre vicinanze.
C’è una scelta, molto curiosa, che permetterà di soddisfare queste curiose e determinate voglie: Endless Ocean.

Il titolo è uno stranissimo videogioco d’avventura ambientato nelle profondità oceaniche; dotato di un sistema di controllo basato sui motion controller della Wii, Endless Ocean è una sessione di scuba diving senza mettersi muta, boccaglio e bombola d’ossigeno. Ritmi compassati e lenti, uniti ad una verve di gioco che è l’esatto opposto dell’ipercinetismo di Devil May Cry rendono il titolo Arika una sessione di meditazione a sotto il livello del mare.

Ma le immersioni si possono fare in tutti i mesi dell’anno” direte voi, “che motivo specifico c’è di farle durante le ferie estive?”
La risposta, banale ed efficace, come sempre è solo una: guardate il termometro e spegnete il condizionatore; a rallentare il battito cardiaco e a migliorare la sudorazione ci penserà Endless Ocean.

Boku No Natsuyasumi (PS1 – 2000)

 

Tra tutti i titoli presenti Boku No Natsuyasumi è di sicuro quello più particolare e strano. Il titolo è un videogioco Playstation 1 mai uscito in europa, con moltissimi testi a schermo tutti in giapponese; perché citarlo in una lista di giochi prettamente estivi, vi chiederete?

Boku No Natsuyasumi è un titolo che mette le sue radici nella cultura giapponese e nello scorrere del tempo: nei panni di un ragazzino, tale Boku, saremo chiamati a vivere tre settimane nelle campagne giapponesi a casa di una lontana zia, in attesa di veder tornare dall’ospedale i propri genitori con una sorellina tutta nuova. Nel corso delle tre settimane che compongono il gioco ci sarà chiesto di comportarci come un ragazzino giapponese nel pieno delle vacanze estive: esplorare i boschi, fare nuove amicizie, catturare gli insetti, andare a pesca.

Il tutto sarà accompagnato dal frinire incessante delle cicale, da una grafiche tra il cell shading e l’acquerello in grado di lasciare il segno per la personalità che emana e da quella sensazione indefinibile di nostalgia che si può provare guardando un bambino vivere una di quelle estate che venti o trenta anni dopo, finirà per apprezzare realmente.

Animal Crossing: New Leaf (3DS – 2013)

 

Animal Crossing è un videogioco adatto a chi l’estate non la sopporta; un videogioco che è estivo semplicemente perché è in grado di rubarsi una stagione intera senza che il giocatore capisca molto del tempo passato davanti alla console; ancor più vorace quando diventa portatile ed è infarcito di cose da fare sino all’orlo più assoluto.
Il titolo nintendo è una versione ludicamente più interessante dei life-simulator di Maxis, piena di tutta la delicatezza, la poesia e la cura produttiva che solo la casa di Kyoto riesce a dare a un videogioco.

Animal Crossing: New Leaf mette il giocatore nei panni del sindaco di una cittadina e ordina lui di divertirsi, interagendo e vivendo giorno per giorno una vita parallela a quella reale. Le domande si faranno pericolosamente vere a quelle della vita reale, senza però le conseguenze nefaste che una scelta sbagliata, in quest ultima, potrebbe avere; meglio andare a raccogliere oggetti da vendere o passare la giornata a chiacchierare con il vicino di casa? Meglio questo colore per il pavimento di casa o meglio comprare un nuova tipologia di armadio?

Carinerie, tenerezza, un po’ di malinconia e tanti contenuti.
Ecco un riassunto rapidissimo per definire Animal Crossing: New Leaf, un videogioco con cui dimenticare un’ intera estate vivendo una vita parallela in perfetta solitudine.

Chrono Cross (PS1 – 2000)

 

Come può non essere estivo un titolo ambientato completamente all’interno di un meraviglioso arcipelago; anzi, di due versioni dello stesso meraviglioso arcipelago?
Seguito di uno dei giochi di ruolo più incensati della storia, Chrono Cross racconta delle peripezie di Serge e di altri 45 personaggi giocabili all’interno dell’arcipelago tropicale di El Nido; un luogo dove spiaggia, mare e salsedine non sono mai mancati.

All’interno dei due dischi che compongono il titolo (si, il gioco era su due dischi) ci si ritroverà ad affrontare una serie di peripezie assolutamente fuori dall’ordinario per capire le motivazioni dietro le differenze abissali che esistono tra le due versioni dell’arcipelago di El Nido. Ci si ritroverà a viaggiare per isole differenti, con mezzi differenti e con un’ inguaribile fame di verità; attraverso lo spazio, il tempo e se gira male, pure le dimensioni.

La trama, ricca di mistero e con un sacco di momenti topici è di sicuro uno dei motivi per cui questo videogioco va provato almeno una volta nella vita. Il secondo è un gameplay non banale, che cerca di eliminare il grinding tipico dei giochi di ruolo integrandoci una componente simil-puzzle game/strategia in grado di farsi ricordare. A coronare il sogno di Squaresoft arrivano un comparto tecnico fuori scala per l’epoca e quella che forse è la migliore colonna sonora di Yasunori Mitsuda, piena di temi mediterranei e di nenie subacquee. Un videogioco lungo abbastanza da portarvi via tutto il tempo libero senza che ci sia nemmeno modo per accorgersene.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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