DIABLO 3: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Iniziare questa recensione è come aprire una scatola magica ritrovata dopo un decennio e difatti stiamo parlando di 12 anni di attesa per un terzo capitolo di uno dei titoli di Mamma Blizzard più attesi in assoluto. Facendo un passo indietro e ripescando nella memoria dei ricordi dell’anno 2000, mi viene alla mente l’esaltazione che provai nello stringere in mano la confezione di Diablo 2, di installarlo e giocarlo praticamente senza interruzione di sosta per quella che era stata una settimana meravigliosa. Martedi scorso, dopo 12 anni di attesa, ero rampante come un Gallo nel mentre che digitavo il mio codice d’accesso a Battle.net alla mezzanotte e un minuto del 15 Maggio di modo da accedere ai server Blizzard per iniziare a massacrare orde di nemici nel nuovo Diablo 3. Esaltazione cronica, diciamo cosi che mi ha portato a immergermi ancora una volta in un gioco Epico e immensamente divertente. Un titolo che ha subito diverse mutazioni, che ha cambiato la sua struttura come una farfalla nasce dal bozzolo di un bruco ma che è fondamentalmente, ancora una volta, il Re degli hack’n’slash in circolazione.     


BENVENUTI A SANCTUARIUM

Partendo dal presupposto che molti giocatori che leggeranno questa recensione magari non si sono mai avvicinati al mondo di Diablo (correte dunque a recuperare i capitoli precedenti), è doveroso fare una piccola introduzione alla trama generale del mondo di Sanctuarium e del gioco stesso. La storia alla base dell’universo creato da Blizzard nel lontano 1996 ha come soggetto enormi battaglie Sacre fra le forze del bene e quelle del male,  Angeli e Demoni con il contributo di qualche mortale chiamato prontamente a risolvere la disputa di potere. Come nei precedenti giochi, anche qui combatteremo una Guerra Sacra ambientata nello stesso universo dei precedenti capitoli: inizieremo da New Tristam esattamente vent’anni dopo gli accadimenti del secondo capitolo. Baal, il potente Demone (fratello di Mephisto e Diablo) aveva corrotto la Pietra del Mondo che garantiva l’ordine fra Angeli e Demoni nel mondo di Sanctuarium. Facendo questo, un Arcangelo ha dovuto prendersi il gravoso compito di distruggerla di modo da fermare la malvagità dei Demoni (da notare che facendo ciò ha distrutto un interno monte – favoloso il dialogo che ne seguirà durante il gioco). Fatto questo, la stessa spada dell’Arcangelo fu distrutta in tre pezzi e lui stesso, rinnegò il volere degli Angeli per cadere fra il mondo dei mortali come umano. Ovviamente, alla distruzione della Pietra del Mondo, i Demoni furono liberi di ergersi distruttori dell’universo per ricominciare quella Santa Guerra che si muove rigogliosa nell’universo di Sanctuarium. Precedentemente però, gli stessi Eroi che avevano affrontato i Signori oscuri degli inferi, impazzirono e pian piano, le leggende di quelle guerre si persero nella nebbia. Nonostante la “relativa” tranquillità dei vent’anni trascorsi però, qualcosa sembra presagire il ritorno di un Oscuro Signore dell’Inferno e sarà uno studioso dal nome di Deckard Cain a rivelare ancora una volta un’oscura profezia che è prossima ad accadere. Da qui in poi, un segno di sventura illumina i cieli di New Tristam e il Male torna ad accendersi più incandescente che mai. Il mondo dei mortali è prossimo alla distruzione ma cinque Eroi sono stati chiamati alla battaglie e noi impersoneremo uno di questi.

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5 CLASSI, GRANDE SCELTA

Subito dopo l’installazione del gioco e la creazione di un account Battle.net, verremo lanciati come una furia sui server online di Blizzard – per chi si fosse perso qualche tassello precedente, sappia che Diablo 3 si gioca solamente online dato che la casa madre ha previsto tutta una serie di migliorie legate all’esperienza online del titolo. Detto questo, dovremo fermarci a riflettere su quale classe di Eroe impersonare e mai come in questo caso la scelta è difficile. Gli Eroi dei capitolo precedenti sono stati sostituiti da nuove figure quindi chi si aspettava di mettere le mani sul Negromante (mio preferito) Amazzone, Incantatrice (che però vedremo nel corso del gioco) e il Paladino, rimarrà deluso ma neanche tanto dato che al loro posto fanno la comparsa il Monaco (mia scelta), il Cacciatori di Demoni, lo Sciamano e il Mago. Avevo detto cinque però, difatti l’unico che rimane è il Barbaro che in un mondo di lotta e magia non può davvero mai mancare. Ognuno di questi personaggi ha delle caratteristiche ben precise, talmente tanto diversificate che dobbiamo per forza andare ad analizzarle in maniera più certosina.

MONACO: Sono Guerrieri sacri che incanalano potenza divina tramite la forza di volontà e di potenti colpi d’arti marziali capaci di spappolare (letteralmente) gli avversari. Il Monaco è in grado di menare le mani con fendenti veloci e potenti ma può usare anche armi e scudi per accrescere la sua ferocia. Nei combattimenti, la loro bravura aumenta nella mischia perché riescono a concatenare attacchi veloci con poderose combo fra pugni multipli e calci rotanti (ricorda molto le tecniche di Kenshiro della Sacra Scuola di Okuto 🙂

BARBARO: Sono selvaggi e feroci, nati per la guerra e forgiati da migliaia di scontri all’ultimo sangue. I loro colpi sono potentissimi e terrificanti tanto da far tremare la terra che calpestano. Il Barbaro può proteggersi grazie ad una armatura poderosa e uccidere con asce o spade di dimensioni notevoli, non teme le sofferenze della battaglia ma anzi le sfrutta a suo vantaggio per accrescere la sua rabbia. Anche lui come il Monaco, predilige la mischia dove riesce a dare il meglio di se distruggendo ogni cosa che si pone sul suo cammino.     

CACCIATORE DI DEMONI: Sono abili vigilanti che preferiscono la distanza alla mischia. Possono maneggiare numerose trappole e fanno largo uso di frecce stordenti, esplosive e avvelenate ma anche elettriche e ghiacciate che possono rallentare enormi quantità di nemici e infliggere gravi danni. Tuttavia, se nel combattimento a distanza sono eccellenti, hanno grosse carenze in quello da mischia benché dotati di estrema agilità e velocità per togliersi dai guai.

SCIAMANO: Questo guerriero è lo specchio del Negromante dato che sarà in grado di farsi aiutare dalle anime dei morti o da altri vili creature. Possono evocare Demoni, Zombie, Parassiti, Mostri di varia natura di modo che combattano al suo fianco ma sono anche in grado di infettare o avvelenare il nemico per rallentarlo e fargli soffrire mille pene. Allo stesso modo del Cacciatore di Demoni, lo Sciamano non ama le mischie e anzi predilige mandare i suoi adepti alla battaglia più che sporcarsi le mani. Possono anche manipolare gli avversari con incantesimi e malefici fintanto che non esalano l’ultimo respiro.

MAGO: Anche qui, non si tratta di una classe da mischia ma di un potente manipolatore di arti oscure e non. Il Mago è un ricettacolo di energia che è in grado di scagliare potenti incantesimi sui nemici di modo da sterminare grandi quantità di assalitori. Fra i suoi poteri, possiamo controllare l’andamento del tempo e il teletrasporto che sarà necessario utilizzare sia per scappare da situazioni di estremo pericolo che per tattiche di mordi e fuggi. Può creare potenti illusioni o tempeste apocalittiche che distruggono ogni cosa sul loro cammino. Possono sfruttare al meglio i quattro elementi di terra, fuoco, acqua e aria per attaccare in mischia ma preferiscono la distanza al ravvicinato.   

Come avete appena letto, andare a scegliere una classe o un’altra vi porterà via parecchi pensieri dato che sempre di un hack’n’slash si tratta quindi preparatevi a scontri epici con molti nemici a schermo. Ogni classe avrà ovviamente degli elementi che la contraddistinguono e che possono togliervi le castagne dal fuoco nelle situazioni più concitate. Personalmente ho trovato molto efficaci le classi del Barbaro e del Monaco cosi come quella dello Sciamano e meno quella del Cacciatore di Demoni e del Mago (che diventa fortissimo dopo i primi 13 livelli) che secondo me non sono state studiate a fondo e che potevano dare ben altri frutti. Il Cacciatori di Demoni ad esempio, come da nome stesso, mi sarei aspettato fosse forte nei combattimenti ravvicinati ma anche abile in quelli a distanza e invece soffre non poco quando circondato da una decina di mostri – cosa che succede praticamente sempre e dover retrocedere ad ogni scontro non è il massimo. Allo stesso modo anche le classi del Barbaro e del Monaco sembrano davvero estreme dato che la loro potenza fisica, riduce a brandelli tutti i nemici a schermo e difficilmente retrocederete dai nemici. L’ultima classe, lo Sciamano è gestito in maniera abbastanza buona perché nei primi livelli ci sarà da faticare non poco (come per il mago e il Cacciatore di Demoni) ma quando accresce il livello e inizierete a creare creature per combattere, il divertimento si fa praticamente assoluto.


LE CARATTERISTICHE DEGLI EROI 

Capitolo a parte per snocciolare le varie caratteristiche di lotta delle cinque classi. Qui il discorso potrebbe farsi terribilmente lungo anche perché ogni classe ha le sue mosse e i suoi colpi speciali. Ogni PG potrà anche contare su due tipi di abilità che si chiamano passive e attive: va da se che quelle passive servono per la difesa mentre quelle attive per gli attacchi. Ogni classe ha qualcosa come 30 abilità passive e attive da controllare che si rafforzano ulteriormente al passaggio di determinati livelli: questa scelta da parte di casa Blizzard è forse quella che più farà storcere il naso ai vecchi giocatori che si aspettavano di far crescere il loro PG con la solita scalata ad albero. Ebbene, posso dirvi questo: se sulle prime il nuovo sistema di crescita sembra semplificato, posso assicurare che la parola corretta è “ordinato” perché abbandonando lo skill-tree non si è abbandonato proprio un bel niente dato che le skill dei giocatori saranno sempre modificabili a piacimento durante il gioco. In parole povere funziona cosi, con i quattro tasti numerici della tastiera, possiamo attivare due poteri di difesa e di offesa poi con tasto destro e sinistro del mouse, gestiremo i colpi principali e quelli secondari di ogni classe. Ogni personaggio dipende sostanzialmente dallo spirito/mana/furia (a seconda della classe scelta) che si rigenera in maniera automatica durante gli scontri…occhio quindi ad usarlo in maniera pacata. La vita di ogni personaggio sta a parte e può essere ripresa sia dalle solite ampolle piccole medie e grandi che troveremo per le mappe o compreremo dai vari mercatini oppure, essere rinvigorita durante gli scontri dato che alcuni nemici la faranno cadere sul campo. All’inizio del gioco avremo solamente una tipologia di slot poi man mano che saliremo di livello si sbloccano gli altri. Stessa cosa per quanto riguarda le abilità passive che si comporranno di una vasta scelta di opzioni per ogni PG e che verranno sbloccate al passaggio del decimo, ventesimo e trentesimo livello: queste abilità influenzano lo spirito delle classi ma anche la forza fisica, la magia, la velocità, la possanza fisica ect etc…


     
Come dicevo sopra, le scelte delle skill da mettere in campo possono essere cambiate in qualsiasi momento dato che per quattro tasti di scelta, dovremo gestire una trentina di poteri. Cosa comporta questo fattore? Prima di tutto c’è da dire che la tattica assume un ruolo fondamentale in tutto il gioco perché se alcuni poteri vanno bene per i primi livelli del gioco, crescendo dovrete affrontare grossi gruppi di nemici molto più forti e dinamici che magari digeriscono più che bene i vostri poteri primari e richiederanno l’uso di qualche potere più drastico. Secondariamente, il fattore “utilizzo questa mossa oppure quest’altra” serve anche per concatenare diverse combo che all’atto pratico risultano assolutamente infinite. Senza contare che ogni skill dipende poi dal vostro equipaggiamento e dai punti esperienza (fissi) che avrà il vostro personaggio. Ogni scontro del gioco si può concludere, in linea di massima, in pochissimi secondi oppure durare mezzo minuto o più solamente perché i poteri scelti non sono efficaci. Questo sistema, risulta dunque particolarmente efficace per chi come me vuole avere un certo ramo di scelta sul personaggio che si controlla e risulta efficace anche per le persone alle prime armi con un genere, l’hack’n’slash che solo sulle prime può risultare facilotto: ma è la scelta di una determinata sequenza a farvi vincere o fallire miseramente.

A tutto questo (mica abbiamo finito), si sommano anche le Rune.
Che cosa sono? Il termine credo non sia nuovo a nessun giocare che mastica pane e RPG quindi vi dico che ogni Runa si ottiene per vari passaggi di livello che a differenza della decina che si sblocca per le abilità passive, qui si sale addirittura fino al 60esimo di potenza (poi, ogni abilità passiva o attiva può avere il suo livello di specializzazione che magari non arriva proprio al 60esimo). Ogni Runa accresce enormemente i poteri passivi e attivi dei vari PG. Esempio pratico può essere la velocità degli attacchi in mischia, la durata di una determinata magia, la potenza strutturale di una creatura evocata, l’attivazione di determinati benefici per la vitalità o per le varie tecniche…insomma, Blizzard ha messo in cantiere talmente tanta carne al fuoco che andare a scoprire tutte le carte in tavola di ogni PG è impossibile da descrivere. Sappiate solo che le Rune sono talmente tanto varie e saranno gestibili esattamente come le skill attive e passive dei vari PG. In ultimo, una precisazione: dicevo che il livello delle skill è diventato più ordinato e lo sottolineo quello però che la gente non si aspettava è che diventasse più complesso e in Diablo 3 lo troverete proprio cosi.


MESTIERI e ARMAMENTO

In Diablo 3 potremo creare dal nulla determinate cose. Grazie al Fabbro e all’Avaro (il gioielliere), saremo in grado di fabbricare armi, armature e gioielli incantati che potremo inserire all’interno delle armi o armature per accrescerne il potere. Pensavate fosse finita qui vero? Sbagliato. Per imparare un mestiere vi serviranno soldi, davvero molti soldi. Ogni livello del fabbro e del gioielliere accrescerà la vostra capacità di creare armamento (andando a “trasformare” il solo armamento magico che non vi serve) sempre più pesante o potente (ricordatevi fra l’altro che gli oggetti hanno una loro usura ma potranno essere riparati nelle botteghe) oppure gemme che accrescano non solo le vostre skill primarie (forza, intelligenza, armatura etc) ma capaci anche di farvi recuperare più esperienza durante gli scontri, più soldi, più vita, armatura e via di questo passo. Fabbro e Gioielliere servono anche per recuperare materie prime atte alla creazione di determinati oggetti che possono essere fabbricati solamente grazie al materiale primario e secondario come polvere magica e ossa. Idem per quanto riguarda i gioielli dove potremo fondere più gemme (Ametista, Smeraldo, Topazio e Rubino) di modo da crearne una più potente da incastonare sul nostro equipaggiamento. Fra l’altro, la creazione del materiale è legata in maniera indissolubile al livello di difficoltà della partita.

Qui c’è da dire una cosa importante che ho lasciato proprio per questo capitolo: il gioco inizia unicamente a livello normale e potremo creare oggetti solo per questo livello di difficoltà. Alla fine del gioco si sbloccherà la difficoltà maggiore e rifacendo da capo il titolo, potremo andare a creare oggetti maggiormente potenti che non nella prima partita dato che potremo recuperare oggetti magici differenti come ad esempio gli occhi delle lucertole che sono davvero molto potenti. Al terzo giro, sbloccando la difficoltà Incubo, potremo creare usufruire degli zoccoli dei Demoni e per ultimo a livello Abisso (per gli Hardcore gamers), potremo sbloccare l’uso delle Fiamme Infernali e delle Lacrime Sante. Lo so, scusatemi, parlare del livello di difficoltà ora è un pochino da pugno in faccia ma mi rendeva più facile la spiegazione del perché alcuni armamenti non si potranno fabbricare fintanto che non si finirà il gioco per quattro volte di seguito (auguri).


SEGUACI STRETTI

Un piccolo capitolo dedicato ai seguaci non poteva mancare. In linea di massima il mio consiglio è di giocare Diablo 3 in singolo almeno per quanto riguarda la prima giocata a livello normale di modo da capirne le meccaniche. Se però non volete giocarvela da soli, due sono le opzioni che Blizzard vi permette di scegliere. Da una parte potremo avere determinati seguaci controllati dal computer che potranno aiutarci nelle nostre peripezie che sono il Templare (che picchia parecchio), l’Incantatrice (simile alla Maga) e il Lestofante (Ladro, playboy, agile e veloce). Questi tre PG si muoveranno con voi ma non saranno controllabili direttamente se non per quanto riguarda il loro armamento (arma, scudo, gioielli e reliquia) e le loro skill base. Non è una brutta cosa reclutare questi seguaci soprattutto se la scelta del vostro PG è cascata sullo Sciamano, Mago e Cacciatore di Demoni che sono le classi a mio avviso più deboli sulle prime. Con Monaco e Barbaro non vi serviranno proprio perché sono cosi forti che dubito avrete problemi ma tant’è che una bella parlantina l’hanno tutti quindi due battute fra una battaglia e l’altra si fanno volentieri (anche quando sarete nell’accampamento di modo da comprendere meglio le loro storie). Oltre ai seguaci gestiti dall’IA, avremo modo di fare un co-op fino ad un massimo di quattro giocatori oppure di aggregarci ad una partita già in corso su Battle.net dato che ci sarà la possibilità di rendere pubblico o meno il nostro gioco e di invitare o teleportarsi direttamente nelle partite degli amici.

DIAVOLO DI GRAFICA

Siete ancora con me. Bene, perché adesso arriva lo snocciolamento della parte grafica. A livello tecnico non posso che complimentarmi con Mamma Blizzard ma allo stesso tempo delle strette di mano salta anche qualche schiaffo. Tutto quello che ci circonda è magnifico, pitturato come se si trattasse di un quadro fiammingo dato che gli scenari sono ricchi di dettaglio e caldi come la pittura su tela. Magnifiche le città, ricche di dettaglio (anche nel background come livelli secondari oppure cascate o viste mozzafiato nei panorami più aperti) e di colori alcune volte accesi altre volte spenti ma amalgamati in maniera a dir poco sublime. Il calore che riescono a dare certi schemi si fonde con la freddezza di lande polverose o di Cripte tenebrose in modo eccellente cosi come eccellente è la gestione della luce e degli effetti particellari come la sabbia o il vento ma anche le esplosioni, le scintille e via di questo passo. Notevolissimi poi gli ambienti di gioco, modellati in maniera magistrale con texture piene di dettagli. Insomma, la gioia per gli occhi ci sta tutta però qualcosa stona. Stona il dettaglio vero dei personaggi e dei mostri tant’è che utilizzando il tasto zoom (la z), qualche magagna si intravede. Non c’è quella magnifica modellazione che si vede in Starcraft 2 e i personaggi risultano poco definiti e leggermente sporcati da delle texture piatte. Anche per quanto riguarda tutto il bestiario (dai piccoli ragnetti ai grandi Colossi o Demoni) e la caratterizzazione dei PG bisogna fare un piccolo passo indietro e considerare la natura storica della Blizzard che ci ha abituato ad un certo genere di stile grafico. I mostri ad esempio non è che siano tutta sta grande creatività e credo che le persone abituate al tipo di gioco fantasy, non grideranno più di tanto al miracolo: sia chiaro, proporre qualcosa di estremamente nuovo oggi parrebbe già un miracolo di per se data la creatività che dilaga nel mondo fra fumetti, cinema e videogiochi. In linea di massima comunque, il gioco è assolutamente godibile anche per quanto riguarda i Dungeon (sempre creati in maniera casuale) e le varie città e scenografie che si esplorano. Ottimo anche il motore di gioco che non spreme troppo le risorse della macchina ma che anzi si accontenta di girare più che degnamente su una macchina dotata di doppio processore, 4GB di Ram e scheda video da 512MB – va da se che purtroppo come sempre non esiste il supporto Dx11, almeno non per ora e che difficilmente lo vedremo ma non è questo il problema ne tantomeno si tratta di veder girare il gioco spaccone di turno che tutto al massimo fa comunque la sua bavetta.

Altro fattore grafico da trattare sono i filmati in CGI che come da tradizione in casa Blizzard segnano ancora una volta un progresso a dir poco eccezionale sia nelle modellazione che nel rendering di personaggi virtuali che emozionano non poco. Il tutto con il solito stile cinematografico super spacco il mondo in due (e lo fanno sempre) di casa Blizzard. Poco altro da aggiungere se non che per fortuna ogni filmato si potrà rivedere comodamente dalle opzioni del gioco. Parentesi a parte per quanto riguarda l’audio del gioco, tutto completamente in italiano a sorpresa anche per gli utenti MAC che invece se lo aspettavano in Inglese, mettetevi il cuore in pace perché è tutto tradotto nella nostra lingua madre. Ovviamente il lavoro fatto è certosino sia dai rumori classici che nelle musiche davvero poetiche o maestosamente epiche nel loro sound: difficilmente mi sarei stupito del contrario.    

CONSIDERAZIONI FINALI

E siamo arrivati alle ultime considerazioni su Diablo 3, sperando di non aver perso per strada nessuno, veniamo all’arringa finale. Blizzard ha lavorato intensamente (10 anni) su questo gioco e quello che ne è venuto fuori non è un titolo facile o strutturato per la “nicchia”, è un titolo che si pone a mezza via per un popolo di videogiocatori che oggi più che mai si divide come le acque per Mosè (la citazione Biblica non l’avevo mai usata). Certo, la scelta iniziale di non poter partire da un livello superiore al normale fa riflettere parecchio cosi come fanno riflettere le scelte di tenere il gioco sempre e solo online oppure di diversificare le skill ad albero dei capitoli precedenti. Le skill però, come detto nel capitolo a loro dedicato, non sono state semplificate ma solamente riviste in maniera più ordinata e forse più matura per i tempi che corrono, dato che non siamo nel 2000 ma nel 2012!!! Sul gioco online ho delle remore nel senso che potevano anche permettere a chi non gliene frega nulla delle partite co-op, di giocare serenamente off-line tanto che se per un motivo o per l’altro vi salta la connessione internet, di avere Diablo 3 installato ve ne fate mezza. Comunque sia, a parte la prima giornata, attualmente i server paiono stabili, segno che in Blizzard sanno lavorare più che bene. Altra considerazione da fare su Diablo 3 riguarda il gameplay stretto e alcune situazioni che ci ritroveremo ad affrontare durante gli scontri che a parte quelli frenetici, in ogni mappa si nascondono piccole missioni secondarie da portare a termine e che daranno ulteriori punti XP per salire di livello. Queste missioni sono molto varie e staccano di netto dai soliti scontri da spacca mouse – tipo scortare dei cittadini indifesi, liberare guardie tenute prigioniere, difendere per un certo periodo di tempo una postazione oppure, scovare qualche artefatto magico. Queste aggiunte sono assolutamente gradite anche perchè aumentano la voglia di esplorazione già dal primo giro di boa a livello normale.

 

Alla fine della fiera consiglio caldamente Diablo 3 per tre motivi. Prima di tutto si tratta di un grande ritorno per la Blizzard al dominio del migliore hack’n’slash sul mercato – questo perché abbiamo per le mani un gioco che sembra facile sulle prime ma che difficilmente deluderà i fan di vecchia data dopo il primo livello normale del titolo. Seconda questione, immenso per quanto riguarda la crescita del personaggio e assolutamente gestibile nelle skill…chi era preoccupato per la crescita del suo PG può mettersi il cuore in pace. In ultimo, si tratta di un gioco bello da vedere e divertente da giocare, anche in compagnia se avete altri amici che lo hanno comprato. Blizzard rimane una software house che sa come viziare i suoi giocatori, che magari non ha buttato sul mercato in gioco più stratosfericamente originale ma quel titolo che ci ruberà come minimo le prossime 150 ore (per finirlo ben bene due o tre volte) della nostra vita nel mondo di Sanctuarium.

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