Red Faction: Armageddon – Recensione


 

Red Faction: Guerrilla si era imposto qualche tempo fa come un titolo dalle grandi potenzialità ma poco sfruttate. La sola idea di un mondo free roaming distruttibile in ogni sua parte era bastata per far venire la pelle d’oca a molti gamers che si sono buttati a capofitto nel titolo THQ, per poi scoprire i piccoli difetti (dispersitività, fisica non convincente, tramam non consistente e non solo) che abbassavano inesorabilmente la qualità del terzo capitolo della seria Red Faction. Quest’anno Volition ci riprova con Red Faction: Armageddon! Tutti ci aspettavamo finalmente la grande esplosione del vero potenziale di Red Faction, ma, a conti fatti, scopriamo che la realtà é ben lontana dal sogno di chi ha imparato ad amare le gesta di Alec Mason in Red Faction: Guerrilla. Scoprite perché leggendo la recensione di Red Faction: Armageddon

 

LA CAUSA E’ LA SOLUZIONE!

Red Faction: Armageddon é ambientato cinquanta anni dopo gli eventi di RF: Guerrilla. Ci ritroveremo nei panni di Darius Mason, il nipote di quell’Alec che era il protagonista di RF: Guerrilla. La situazione dei coloni su Marte non é delle migliori: una nuova minaccia si é abbattuta sul pianeta rosso. Il suo nome é Adam Hale ed é il responsabile della distruzione del Terraformer che rendeva ospitale e simile alla Terra l’atmosfera esterna di Marte. Questo evento ha modificato radicalmente la vita su Marte, e i coloni terrestri si sono visti costretti a formare la loro civiltà nel sottosuolo. Solo pochi hanno il coraggio di avventurarsi sulla superficie, e uno di questi é proprio Darius Mason. La sfortuna del povero Mason non finisce qui: ben presto si ritroverà ingannato dallo stesso Hale, e sarà il solo e unico responsabile per aver risvegliato un’antica razza di creature che renderanno Marte e le sue colonie un posto ancora meno ospitale. Con questi presupposti, Darius Mason dovrà riscattarsi sventando la minaccia da lui stesso creata.

I presupposti di questa trama sono quelli giusti per rendere Red Faction: Armageddon un’esperienza narrativamente intrigante, all’atto pratico però scopriramo che non é tutto oro quello che luccica. Seppur le cutscenes di gioco sono ben realizzate (e con un miglioramento grafico non indiffirente, ne parleremo meglio più avanti) e ci sarà più di un’occasione che non riuscirete a dimenticare; ciò che più abbassa il livello della narrazione di Red Faction: Armageddon sono i personaggi. Un Darius Mason e un Adam Hale di tutto rispetto sono affiancati da comprimari di scarso impatto, che non riescono a fare breccia del cuore dei gamers, diventando delle vere personalità insignificanti.
Nel complesso la trama di Red Faction: Armageddon é abbastanza buona per dare qualche momento di stupore, e sicuramente compie degli enormi passi avanti rispetto al passato, ma non possiamo certo dire che si tratti di una trama memorabile. Nonostante questo, narrativamente parlando Volition e THQ sono riusciti a far compiere un grande passo avanti a Red Faction: Armageddon! Forse nel prossimo capitolo riusciremo ad assistere ad una trama di tutto rispetto!!

LO SHOOTER CREATIVO!

Veniamo ad analizzare il comparto di gameplay del nuovo Red Faction: Armageddon. I fan di Guerrilla ricorderanno l’estremo interesse che ha suscitato la caratteristica principale del poter distruggere qualsiasi cosa ci si parasse davanti, con armi o anche con il “delicato tocco” di un mastodontico martello. Red Faction: Armageddon non poteva che riproporre questa peculiare caratteristica, e nuovamente ci ritroveremo a distruggere ed implodere pareti, ostacoli, mech e chi più ne ha più ne metta non tanto come nostro piacere personale ma come vero e proprio elemento che ci garantirà la salvezza durante gli scontri a fuoco (caso più frequente: distruggere il muro utilizzato dagli avversari come copertura per poi eliminarli con tutta tranquillità). A questa ormai proverbiale caratteristica si aggiunge una controparte decisamente allettante: la Nano Forge. Il manufatto che ricopriva un ruolo centrale nel corso di Red Faction: Guerrilla, torna ora in mano a Darius con un’esplosiva abilità: quella di ricostruire gli oggetti distrutti. Questa caratteristica aggiuntiva rende l’azione di gioco tipicamente shooter di Red Faction: Armageddon qualcosa di mai visto prima. E’ pur vero che la dicotomia “distruggi e ricostruisci” non é un’innovazione del mondo videoludico (ci viene da pensare ad Epic Mickey .ndr), ma l’utilizzo che ne viene fatto nel nuovo Armageddon rende un comparto shooter discreto ma che non riuscirebbe a competere con ciò che il panorama videoludico ha da offrire, un’esperienza videoludica decisamente ricca di stimoli e pronta a mettere alla prova i riflessi del giocatore nello sbizzarrirsi a cercare di trovare nuovi modi per eliminare i nemici del semplice “mira in testa e spara”. Aggiungiamo nella mischia una varietà di armi decisamente fuori dal comune, come un Fucile Magnetico che ci permetterà di utilizzare le infrastrutture metalliche a nostro vantaggio (ancora qualcosa di già visto nel mondo videoludico, ma che nel complesso del gameplay di Red Faction: Armageddon si rivela decisamente esplosivo) e cominciamo ad avere un’idea ben chiara dei punti di forza del gameplay del nuovo capitolo della seria THQ.

 


 

DISTRUZIONE INFINITA… IN UNO SPAZIO FINITO?

Purtroppo insieme ai Pro vanno i Contro, e ci duole scrivere che Red Faction: Armageddon presenta un Contro decisamente non indifferente. Al contrario del precedente capitolo, Red Faction: Armageddon non gode di nessuna caratteristica free roaming. Le conseguenze di questa scelta di game design sono più pesanti del previsto: lo spazio delimitato nel quale ci ritroveremo a giocare (complice anche la trama, che giusticia una predominanza di ambientazioni sotterranee) preclude di molto la varietà di oggetti che potremo distruggere, ricostruire o semplicemente con il quale potremo sbizzarrirci semplicemente per il gusto dello svago. Di fatto, la quantità di oggetti con cui é possibile interagire é minore rispetto a Red Faction: Guerrilla, e come se non bastasse nel corso del gioco é riscontrabile un certo “riciclo di asset” che limita ulteriormente la varietà messa a disposizione da Volition. Da una parte comprendiamo la scelta degli sviluppatori di accantonare il free roaming a favore di un contesto ben delineato e per nulla dispersivo (e qui ne risente molto positivamente la trama). Lo scotto da pagare riguarda però l’interattività che i fan di Red Faction: Guerrilla hanno imparato ad amare. Missioni secondarie, corse folli a bordo di veicoli o semplici passeggiate distruttive ai comandi di un Mech non sono più contemplate (i Mech ci saranno, ma non sarà possibile controllarli “a piacere” .ndr)!
Sembra quasi di assistere ad un titolo snaturato della sua caratteristica predominante, e siamo tutti d’accordo nel dire che questa é una sensazione che i fan di una serie non dovrebbero mai provare.
Esiste però una via di fuga alla nostalgia da free roaming, ed é riscontrabile nel comparto multiplayer di Red Faction: Armageddon. Volition ha accantonato le modalità competitive a favore di una coperazione tra i gamers in una sorta di modalità Survival che ci vedrà alla difesa di un obbiettivo contro orde di nemici sempre più potenti. Qui saremo immersi nel gameplay nudo e crudo di Red Faction: Armageddon e potremo dare sfogo a tutta la nostra creatività (che in questo caso equivale al dire “tutta la nostra voglia di distruggere e far saltare in aria avversari stecchiti). La modalità multiplayer di Red Faction: Armageddon é una delle caratteristiche che salva per un pelo quello che sarebbe stato un titolo fin troppo snaturato rispetto a ciò che i fan si aspettavano, e decisamente corrisponde ad una delle features più divertenti del titolo e con la quale, probabilmente, spenderete tante delle vostre ore di gioco.
Nel complesso il gameplay di Red Faction: Armageddon offre tanti momenti di divertimento allo stato puro, i newcomers sicuramente avranno molto da elogiare, ma chi conosce la serie Red Faction storcerà un po’ il naso di fronte alla scelta di accantonare il free roaming per un’approccio di gioco più in linea con la componente action/shooter di sicuro più in voga nel panorama videoludico degli ultimi tempi.


GRANDI PASSI AVANTI… MA NON CI SIAMO ANCORA!

Non poteva di certo mancare l’analisi della componente di design del nuovo Red Faction: Armageddon. Anche qui é riscontrabile un enorme passo avanti rispetto al precedente Guerrilla: ne é la prova una realizzazione grafica avanti anni luce e un mondo più tangibile rispetto al passato. I fan di Red Faction: Guerrilla grideranno al miracolo sin dai primi minuti di gioco, purtroppo però il miglioramento di design é riscontrabile solo in relazione al precedente capitolo della serie, perché, con tutti gli elogi dovuti, graficamente Red Faction: Armageddon rimane un titolo mediocre rispetto a ciò che ci anno offerto titoli rilasciati anche un anno o più or sono.
Una piccola nota va fatta anche al palese tentativo di Volition e THQ di “emulare” le ambientazioni e le sensazioni di titoli come Dead Space e Mass Effect: ambientazioni angusti, frequenti momenti carichi di tensione e lo sforzo di rendere il pianeta Marte di Red Faction: Armageddon qualcosa di realmente tangibile e affascinante sono aspetti sicuramente presenti e riscontrabili, ma non del tutto riusciti.
Insomma, sicuramente non siamo di fronte ad un titolo nel quale il design rappresenti il principale punto di forza, qualcuno potrebbe anche lamentare un design di infimo livello, ma a conti fatti, Red Faction: Armageddon può solo essere elogiato per gli enormi passi avanti compiuti rispetto al passato. Vero é che graficamente non può competere con ciò che offre il mercato, ma il comparto grafico non preclude di molto il giovamento che si può trarre dal gameplay, rivelandosi dunque un aspetto marginale che non incide più di tanto sulla valutazione finale del titolo.

IL CAPOLAVORO MANCATO

Con la nostra recensione di Red Faction: Armageddon abbiamo voluto mettere in luce le nuove caratteristiche sinceramente divertenti di un titolo che, con un po’ più di impegno, sarebbe stato un capolavoro. Ci riferiamo principalmente alla decisione di accantonare il free roaming, che di fatto ha precluso la possibilità di ampliare ulteriormente il divertimento riscontrabile in Red Faction: Guerrilla. Certo é che l’esclusione del free roaming ha apportato tanti vantaggi (una trama più solida, un mondo più consistente ed un risparmio di asset che ha valorizzato il comparto tecnico e visivo del titolo); ma l’esperienza ci ha insegnato che il free roaming non é necessariamente una caratteristica che preclude la presenza di una trama con i fiocchi , né tantomento di un comparto grafico d’eccezione.
Questo ci porta al considerare Red Faction: Armageddon come ad un capolavoro mancato, che riuscirà a darvi sicuramente momenti di sincero divertimento, ma che al tempo stesso presenta delle lacune che si fanno sentire (soprattutto per i fan della serie).
Di sicuro però, Red Faction: Armageddon é un titolo che va giocato, non solo per tutto ciò di bello che ha da offrire, ma principalmente per non trovarvi impreparati nell’evenienza in cui Volition e THQ rilasceranno un sequel che, reintegrando il free roaming, limando i difetti narrativi e migliorando il comparto tecnico e di design, sarò sicuramente considerato un Capolavoro!

VOTO FINALE: 7.7/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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