L’altra mattina mi ha letteralmente buttato giù dal letto il postino che suona sempre due volte perché sa che ora dormo fino a tardi. Rispondo, sento la sua voce petulante al citofono e scendo al volo. So già che mi è arrivato il pacchetto di Lost Plantet 2, lo scarto davanti a lui e mentre cerca di allungare la manina per toccare la confezione, retrocedo di qualche passo verso la porta del palazzo facendogli gesti negativi con l’indice. Dentro di me so che sta rosicando come un dannato perché anche lui è un appassionato giocatore come il sottoscritto. Entro in casa e mi butto sul divano mentre il disco del gioco è già finito nel lettore della mia fiammante Xbox360°. 
   
GHIACCIO? NO GRAZIE
Ingraniamo la marcia e partiamo in quinta per parlare della nuova fatica di casa Capcom: Lost Planet 2. Il gioco come lo ricordavamo ha subito parecchie modifiche, sia per quanto riguarda il gameplay che per quanto riguarda le ambientazioni – dopo essere partiti dalla solita distesa ghiacciata, cammineremo in direzione di scenografie molto più varie ma comunque ben assortite come deserti, giungle e basi supersegrete piene di Pirati dello spazio o ambientazioni metropolitane. Il cambio di direzione per quanto riguarda gli scenari di gioco è spiegato grazie alla terra formazione del pianeta EDN III, prima ricoperto dal ghiaccio e ora marginalmente ricoperto da alcune distese di rigogliosa vegetazione: ovviamente, questo trucco ha facilitato il passaggio in casa Capcom dal primo al secondo capitolo anche per una serie di migliorie prettamente legate al gameplay. Sappiate che Lost Planet 2 punta principalmente la strada del cooperativo, come molti giochi recenti stanno battendo – qui partiremo controllando uno dei quattro personaggi presenti nel titolo, mentre i restanti tre se non si dispone di alcuni amici, saranno controllati dall’IA del titolo. La storia alla base del titolo, grazie alla componente coop, si snoderà dunque in una serie di capitoli che porteranno alla luce le varie vicende dei componenti della squadra: questa scelta, ricalca principalmente quanto visto nei vari capitoli della serie di Call of Duty in cui si raccontavano più momenti della stessa vicenda: purtroppo se nei titoli Activision tutto risultava abbastanza lineare, qui si tenderà a frammentare troppo l’esperienza della narrazione con eventi troppo sconnessi gli uni dagli altri. Capcom favorisce dunque la necessità di variare ma sacrifica la narrativa della storia e delle varie sotto trame del pianeta invaso dagli alieni chiamati Akrid.

Per quanto riguarda il gameplay invece, l’aggiunta di altri giocatori ha dovuto per forza di cose andare a modificare delle meccaniche del gioco che erano state strutturate per il singolo. In Lost Planet 2 avremo schemi molto più grandi e con la possibilità di scegliere strade differenti – fasi di cooperazione che possono andare dalla difesa del gruppo o all’abbattimento in compagnia di un determinato nemico o Boss di fine livello. Purtroppo, anche se è brutto ammetterlo, devo dire che alcune fasi sono state davvero progettate per giocare in compagnia e vedere muovere i boot dall’intelligenza artificiale perderà parecchio il suo fascino. In questo frangente, devo dire che sono stati fatti notevoli passi avanti sulla personalizzazione dei giocatori e delle armi: è ora possibile modificare letteralmente tutto quello che riguarda gli attacchi con le armi da breve o maggiore distanza ma anche andare a interfacciarsi con l’aggiunta di due abilità speciali fra quelle presenti di modo da migliorare la specializzazione del personaggio. Diciamo che nulla sa di nuovo ma almeno queste migliorie dal primo capitolo, sono abbastanza importanti da essere sottolineate. Cosi come è importante citare gli scontri con i Boss di fine livello che saremo chiamati ad affrontare: come sempre in casa Capcom, le dimensioni di suddette creature lasciano davvero esterrefatti e mai come in questo caso sarà necessaria la cooperazione fra i vari giocatori (guidati dal computer o meno). Abbattere suddette creature, richiederà enorme sforzo di collaborazione per marcare punti deboli o per distrarre l’avversario mentre altri giocatori riempiono di piombo il Bosso di turno. Come detto sopra dunque, nelle fasi con gli amici ci sarà dunque maggiore divertimento che non in single player.

Il fulcro dell’azione è dunque prettamente implementato nelle dinamica da shooter in terza persona e non poteva essere diversamente, se confrontato con il primo titolo di tre anni orsono. Purtroppo però, negativamente parlando, anche il sistema di controllo del giocatore è rimasto il medesimo tedioso del primo capitolo e proprio non riesco a capacitarmi di questa scelta grossolana. Sparare all’impazzata mentre si cerca di tirare una granata o di scorrere il menù degli oggetti, risulterà abbastanza macchinoso forse anche per i giocatori più esperti. Fulcro dei combattimenti sarà poi la possibilità di guidare alcune esoscheletri sparsi per i livelli come accadeva anche nel primo gioco. Purtroppo, anche qui devo ammettere che l’uso di alcune Suit da battaglia risulta lento e male amalgamato con l’azione frenetica che riesce a raggiungere il titolo in alcuni frangenti. Fare qualche passo pesante all’interno di un Mech da battaglia, riuscirebbe più a far addormentare il giocatore occasionale che non quello esperto anche se la potenza di fuoco di alcune Suit è fuori questione ma quello che si perde è il divertimento e la libertà nei movimenti a sfavore di qualcosa di meccanico e lento.

SONORO E GRAFICA    
Benchè sulle prime abbia sbavato con i filmati relativi alla presentazione del gioco, devo dire che il piano grafico non è riuscito a convincermi più del necessario come magari avrebbe dovuto fare. Prendendo in esame il primo capitolo, devo dire che di passi in avanti se ne sono fatti parecchi, calcolando anche che la console è la medesima di allora. Convincono parecchio le ambientazioni all’aperto dove il motore grafico dimostra la sua bontà di calcolo, soprattutto per quanto riguarda le scenografie da foresta tropicale. Mi hanno convinto meno gli schemi al chiuso, forse anche per l’uso praticamente sempre identico delle texture e per la loro natura più scura come scelta cromatica. Anche la modellazione generale non è esaltante come mi sarei aspettato benché si tocchino punte massime nelle animazioni sia dei personaggi principali che dei mostri. I Boss di fine livello sono poi qualcosa di davvero evocativo e epico: la maestosità di alcuni movimenti lascia davvero senza parole il giocatore.
Delusione invece per quanto riguarda gli effetti di contorno che bene o male potevano dare qualche pizzico di realismo in più al gioco: prendiamo ad esempio il fatto che quando si cammina dentro l’acqua, non si viene a formare neanche una scia del movimento che stiamo facendo. Sarà anche un piccolo particolare ma è un elemento che se ho notato io, potrebbe essere importante anche per altri giocatori più attenti a questo genere di cose. Anche le esplosioni convincono poco, cosi come gli effetti luminosi. Chiudo il marasma tecnico citando la ricca colonna sonora, completamente orchestrale che aggiunge non poco al titolo in questione: da ascoltare in cuffia anche senza il gioco.

CONCLUSIONI
Lost Planet 2 ci riporta di prepotenza sul pianeta di EDN III con notevole cura per i dettagli introdotti da questo secondo capitolo. Un gioco che risulta dunque divertente e funzionale, che aggiunge quel sapore epico in più per quanto riguarda gli scontri ma che non colpisce troppo per il piano grafico, ricercato ma non troppo marcato: benché non sia brutto, chiarisco. Anche il gameplay soffre della doppia scelta dei programmatori di dare alla luce un gioco che sta un filino sotto per il single player e troppo sopra nel divertimento multiplayer. La storia rimane poi il vero tallone d’Achille del titolo che non riesce davvero a coinvolgere come forse avrebbe dovuto fare o come aveva fatto precedentemente. C’è comunque da dire che gli scontri con i Boss di fine livello sono davvero eccezionali.

Votazione finale: 7,5/10 – Single player: giocare Lost Planet 2 da soli è divertente ma non come ci si sarebbe potuto aspettare. Purtroppo, alcune situazioni sono state progettate per il coop e vengono bellamente sacrificate con l’IA del titolo: passano quasi inosservate se paragonate ad una sana cooperazione fra amici.

Votazione finale: 8/10 – Multi player: che lo si giochi in coop o nelle sessioni degli scontri on-line, Lost Planet 2 è chiaramente progettato per questo genere di partite. Non solo la cooperazione fra i livelli ma anche i combattimenti con i Boss finali, trovano un divertimenti maggiore in compagnia e quando i mostroni crollano al suolo, dare un cinque ad un amico più che a se stessi, non ha prezzo.

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