Samurai Shodown Sen – Recensione


Recensione di Alessio Arciola

INTRODUZIONE

Samurai Shodown Sen è l’undicesimo capitolo di una serie nata più di quindici anni fa su sistemi come il NEOGEO, NES e console SEGA. Il titolo in passato fece fortuna grazie ad un concept da picchiaduro che forniva al giocatore personaggi diversi non solo nell’aspetto, ma anche e soprattutto nelle armi fornite – tutte armi bianche, ma tutte diverse con personaggi legati a katane, altri a spade, lance o coltelli.


Con questa nuova incarnazione – che altro non è che la trasposizione per console casalinghe di Samurai Shodown: Edge od Destiny uscito su sistemi arcade da tempo – la serie Samurai Shodown fa per la prima volta il suo ingresso nel mondo della nuova generazione cercando di migliorare quell’aspetto 3D che da qualche tempo è il maggior cruccio della serie.

L’IMPORTANTE E’ MENARE LE MANI… CON UN CERTO BUON RITMO

Una volta avviato il gioco potremo intraprendere una piccola storia che ci porterà nel Giappone durante il periodo Tokugawa – noto anche come periodo Edo dal nome della capitale shogunale, l’odierna Tokyo che nel 1600 era nota come Edo. Salvata dalla morte per annegamento a causa dell’affondamento della sua imbarcazione, la giovine europea Suzu diviene principessa del Clan Amori. Dieci anni più tardi la donna si riscatta salvando a sua volta il maestro Takechiyo ma dopo pochissimo tempo Suzu scompare nel nulla e Takechiyo, certo di avere qualche colpa in merito, inizia una lunga ricerca che lo porterà ad affrontare amici e nemici per ritrovare la donna. La storia, seppur banale permette al giocatore di avere un pretesto per continuare l’avventura e gli scontri in Samurai Shodown Sen, questa modalità infatti non è altro che una specie di modalità sopravvivenza arricchita da una trama che porta il giocatore sino allo scontro finale e dal fatto che si recupera completamente l’energia ogni volta che si completa lo scontro.

Oltre alla modalità storia in Samurai Shodown Sen è possibile anche accedere ad altre due modalità di gioco – oltre all’arena di pratica dove potremo scegliere il combattente e sfruttare un nemico fermo per imparare al meglio le mosse. La prima è la modalità Versus in cui potremo scontrarci direttamente con l’avversario che vogliamo semplicemente scegliendolo subito dopo aver scelto il nostro personaggio. La seconda modalità invece è la Survival dove dovremo cercare di sconfiggere l’intero roster del gioco utilizzando sempre lo stesso personaggio ed evitando i due KO – al solito al termine dei match guadagneremo sempre un po’ dell’energia persa per colpa dei nostri avversari.
Tutte queste modalità – ad eccezione della storia che ci vede obbligati a seguire un percorso pre-definito – possono essere affrontate inizialmente con ben ventiquattro personaggi, più due boss che potremo utilizzare solo dopo averli sbloccati. Il roster comprende quindi un totale di ventisei personaggi perfettamente divisi tra nuovi arrivi e vecchie conoscenze, sono difatti tredici i personaggi della serie che andremo a riscoprire (Charlotte, Galford, Genjuro Kibagami, Hattori Hanzo, Haohmaru, Jubei Yagyu, Kazuki Kazama, Kyoshiro Senryo, Nakoruru, Rimururu, Sogetsu Kazama, Ukyo Tachibana e Wan-Fu) e tredici i nuovi che si aggiungono ai vecchi (i già citati Takechiyo e Suzu accompagnati da Angelica,Black Hawk, Claude, Draco, Gallows, Golba, J, Jinbei Sugamata, Killian, Kim Hye-Ryen e Valter).

Come nei capitoli precedenti ogni personaggio è ben caratterizzato da un proprio background e stile di combattimento oltre ad avere, caratteristica nata praticamente con questa serie, ognuno un’arma bianca differente, dall’ascia da vichingo alle katane senza ovviamente dimenticare spade, pugnali e lance. Ogni personaggio è caratterizzato da uno di quattro valori: Velocità, Abilità, Potenza e Scaltrezza – rispettivamente in inglese Speed, Skill, Power e Tricky. I personaggi contraddistinti dalla Velocità hanno dalla loro la rapidità dei movimenti sia nel camminare che nello scaricare i colpi. L’abilità contraddistingue invece i personaggi con un’ottima precisione nell’assestare i colpi. Potenza raccoglie tutti quei personaggi lenti e poco abili, ma forniti di potenti muscoli che permettono di danneggiare pesantemente l’avversario. Con l’attributo Scaltrezza infine vengono identificati tutti i personaggi che puntano più sull’evitare i colpi dell’avversario in modo da contrattaccare.
Queste quattro caratteristiche sono state gestite in modo tale da permettere a chi gioca di individuare immediatamente la tipologia di combattente a lui più adeguata, a differenza di altri picchiaduro infatti, in Samurai Shodown Sen la tattica è molto importante e per il giocatore che si dedica esclusivamente al mash-button – la pratica del premere a caso i pulsanti sperando in una combo distruttiva – l’avventura data dal gioco sarà deprimente. Il titolo di SNK Playmore basa tutto sul ritmo e non sulle sequenze combo tipiche di altri picchiaduro, ogni personaggio ha infatti un proprio set di mosse – poche a mani nude, soprattutto calci e molte con l’arma in possesso – e pur accumulando colpi a segno non sbloccheremo alcuna mossa spettacolare, piuttosto è il contrario, la barra Rage (rabbia) viene difatti caricata dai colpi subiti fornendo così al giocatore che sta perdendo la possibilità di sfruttare per un breve periodo una potenza maggiore dei suoi colpi che gli permetta di riportare il match alla pari o di vincerlo.


Il titolo offre infine un comparto multi giocatore disponibile esclusivamente online, comparto che permette al giocatore di affrontare altri combattenti sparsi per il mondo. Il sistema di scontri online gira senza particolari problemi tirandosi dietro solo i lunghi caricamenti pre-scontro che se erano già un problema in singolo, diventano ancor più pesanti online.

SCEGLI, ASPETTA… E PREMI QUEI PULSANTI

E’ sfortunatamente il comparto tecnico quello che porta questo titolo nel baratro. Oltre ad esserci una totale mancanza di innovazione nella serie, nonostante siano stati aggiunti tredici nuovi personaggi, la potenza offerta dalla nuova generazione di console manca assolutamente, il titolo sembra solo esser stato appena rivisto rispetto alla versione arcade. Gli sfondi, seppur diversi e ben caratterizzati, mancano di dettagli e vita mentre l’aspetto dei personaggi, che seppur realizzati con un buon numero di poligoni, resta legato ad un passato concetto di grafica ma soprattutto di fisica con indumenti e capelli poco reattivi rispetto ai movimenti e pesanti compenetrazione dei poligoni (vestiti con vestiti, armi con vestiti, eccetera).
A rendere poi lento il tutto per il giocatore ci sono i lunghi caricamenti prima del combattimento, tempi decisamente ampi ed apparentemente non giustificabili visti gli spogli menu e la grafica delle arene e dei combattenti che non è certo alla pari dei capostipiti del genere – i quali hanno tempi di caricamento decisamente inferiori.

Il comparto audio non offre  molto, dopotutto i picchiaduro non sono particolarmente noti per la cura dell’audio. Il tutto si attesta nella sufficienza con le tipiche frasi pre e post incontro e buone musiche che accompagnano il giocatore durante e al di fuori degli scontri.

CONCLUSIONE

Seppur la storia riesca ad intrigare il giocatore meno esperto mentre l’ampio roster permette al giocatore di lunga data di trovare qualcosa di vecchio da incontrare ed altro di nuovo da scoprire, è il comparto tecnico e l’assoluta mancanza di innovazione che porta questo nuovo capitolo della serie a scendere ancora sotto la sufficienza. Per il primo capitolo next-gen era necessario fare qualcosa in più che pompare un vecchio motore grafico appena degno della passata generazione di console.
Forse negli studi della SNK Playmore bisognerebbe fermarsi un attimo a pensare che i migliori titoli della serie sono quelli che vedono ancora i fondali disegnati a mani, i personaggi con aspetti decisamente “cartooneschi” ed una grafica 2D che seppur passi il tempo, sembra essere la giusta e corretta carta da giocare per i picchiaduro.

In conclusione Samurai Shodown Sen è un titolo adatto soprattutto ai cultori della saga che ritroveranno qui i loro personaggi preferiti accompagni da un pari numero di new entry che faranno la felicità di chi ama scoprire nuove mosse e stili di combattimento.

Il gioco è disponibile esclusivamente per sistemi Microsoft Xbox 360.

Voto: 5 / 10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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