GTA: Episodes From Liberty City – Recensione


Recensione di Antonio Cutrona a.k.a. Q-tro

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Debuttare con una recensione su “The Ballad of Gay Tony”, credetemi, non è affatto facile. Mantenere un equilibrio, senza ricadere nell’elogio spudorato o, di contro, nella puntigliosa ricerca di ogni minimo difetto, si è rivelata una vera e propria sfida. Tutto ciò, perché l’ultima espansione per GTA IV, rappresenta tutto quello che c’è di meglio nell‘universo GTA, ma fa pochissimi sforzi per migliorare ciò che c’era di sbagliato.
Intendiamoci, i difetti di GTA IV erano davvero pochi e nel complesso di un’esperienza di gioco di quella portata, passavano decisamente in secondo piano. Credo che sia lecito, però, aspettarsi dei miglioramenti anche laddove si era sbagliato, se non alla prima, almeno alla seconda espansione.
Non bagniamoci prima che piova però; andiamo ad esaminare nel dettaglio, in cosa questo gioco eccelle, e in cosa avrebbe potuto fare di più.


UN BUTTAFUORI A L.C.

Se nell’avventura originale abbiamo vestito i panni di Niko, immigrato clandestino, e successivamente in Lost and Damned, ci siamo immedesimati in Johnny, capo di una band di bikers, questa volta toccherà a Luis Lopez: giovane di origini sud-americane, che, da piccolo spacciatore di droga per le strade di Liberty City, si ritrova ad essere il socio numero uno e guardia del corpo di Tony “Gay Tony” Prince, uno degli uomini più influenti di tutta Algonquin, manager di  due delle discoteche più in voga di tutta la città.

Purtroppo non tutto va bene per Luis, dato che sin dalla prima scena lo vedremo abbastanza in difficoltà (il legame con la storyline di Niko è davvero divertente!), e successivamente le cose non andranno per il verso giusto: Gay Tony è in una seria fase di declino economico, e toccherà proprio a noi tentare di risollevare le sorti dei due soci per mantenere il loro status di padroni di Liberty City!
A tutto ciò si sommeranno i problemi all’interno della famiglia di Luis, i capricci dell’arabo Yusuf Amir, le megalomanie di Mori Kibbutz (fratello di Brucie), e i favori dovuti a questo o a quel clan malavitoso; rendendo anche questa nuova espansione un collage di avvenimenti sbalorditivi e personaggi al limite dell’osceno, come da tradizione.
Sarà difficile rimanere insensibili di fronte a certe personalità e a determinate situazioni, narrate con lo stile cinematografico a cui ormai siamo abituati (e che è stato migliorato), ma uno dei piccoli difetti di GTA IV, ritorna anche in questa espansione: spesso alcuni elementi della trama che non trovano spazio nelle innumerevoli (e abbastanza lunghe) cutscenes, vengono sciorinati durante gli spostamenti da un punto all’altro della mappa di gioco, di fatto rendendo quasi impossibile concentrarsi contemporaneamente sia sulla missione che sulla trama. Qui si sarebbe potuto intervenire, dato che gli estenuanti discorsi sottotitolati sono un fardello che GTA si porta dietro da tempo.
E’ innegabile, però, che la trama fa il suo dovere, riproponendo tutti gli eccessi della serie, resi ancora più strabilianti dalla particolare atmosfera trasgressiva che gli sviluppatori hanno voluto dare a questa fetta di GTA IV, che ci proporrà scene anche sessualmente esplicite, in barba a tutte le critiche mosse in questi ultimi anni su violenza e sessualità nei videogames.

LA CITTA’ A NOSTRA DISPOSIZIONE

Girare per le strade di Liberty City non è mai stato più divertente. Sono così tante le missioni, le sidequest e i minigiochi che difficilmente vi troverete senza nulla di nuovo da provare. L’unica pecca è che in molti casi tutta questa varietà è scarsamente bilanciata, e va a costituire solo una piccola fetta del gioco, con cui forse avrete poco a che fare dopo le prime ore davanti allo schermo.
Andiamo con ordine: il gameplay storico di GTA viene mantenuto, ma, permettetemi di dirlo, le missioni che ci propone “The Ballad” non sono mai state così pazze! Sin dalle primissime missioni, il gioco non fa tanti complimenti, proponendo sparatorie colossali, assalti a bordo di elicotteri militari, inseguimenti con piccoli veicoli da golf, fino ad arrivare a una bella passeggiata per le strade di Algonquin a bordo di un carro armato. Da questo punto di vista “The Ballad” è pensato sicuramente per chi di GTA IV è già esperto, dato che il gioco fa il minimo sforzo per spiegare al giocatore in che modo vengono effettuate le azioni, preferendo un approccio più diretto. Sin dall’ inizio saremo dotati di un arsenale davvero coi fiocchi per le nostre sparatorie (tra le nuove armi: bombe appiccicose, lanciagranate e mitraglia esplosiva). Inoltre il gioco fa uso di un sistema di ranking (già visto in Chinatown Wars) che ci permetterà di rigiocare le missioni principali cercando di ottenere una valutazione del 100% rispettando una serie di requisiti necessari, aumentando notevolmente le (già molte) possibilità che avremo per divertirci a Liberty City.
Se l’avventura principale, con le sue missioni mozzafiato, rappresenta la punta di diamante dell’universo GTA (credetemi, mai viste missioni del genere!!), quando si parla di attività secondarie non c’è poi così tanto da rimanere a bocca aperta. C’è tanto da fare: tentare di conquistare una donna ballando nei night club, partecipare a gare di bevute di champagne, ubriacarsi a sorsate di shot alcolici e persino rilassarsi con una partita a golf, giocare ad una air hockey dal sapore retrò o prendere parte ad un fight club dove guadagnare denaro sconfiggendo avversari sempre più agguerriti; ma se durante le prime sessioni di gioco tutte queste attività risultano accattivanti, riuscendo a tenervi abbastanza impegnati, di sicuro il vostro interesse andrà scemando col tempo e preferirete di certo concentrarvi sulle missioni principali, di gran lunga più curate rispetto ai minigiochi.

Parlando di attività secondarie, impossibile non menzionare le sessioni in paracadute, un gradito ritorno da San Andreas. Progredendo sufficientemente nell’avventura, sbloccheremo la possibilità di  arrampicarci sui grattacieli di Liberty City, e da lì gettarci nel vuoto con il nostro paracadute per planare per le vie della città cercando di atterrare su bersagli definiti o veicoli in movimento. In generale è un bel passatempo, ma si limita a soli 15 salti in tutta la città: peccato per un minigioco con queste potenzialità. Una nota positiva riguarda però la modalità libera multiplayer, dove potremo sfruttare il paracadute per gareggiare con i nostri amici (o nemici?) on line!
Se proprio non ne avete abbastanza, la possibilità di specializzarci in due attività come gestore dei night club o come spacciatore di droga, aggiunge un pizzico di pepe al tutto, ma in entrambi i casi si tratta di missioni ripetitive, che ci vedranno spostarci da un posto all’altro e in caso di necessità far fuori qualche nemico (seppur con qualche sorpresa piccante nel caso della gestione del night club!).
Tutto ciò, a eccezione di qualche piccolo particolare, è a vostra disposizione sin dalle primissime missioni, rendendo chiaro l’intento di lasciare libero il giocatore di divertirsi come più gli piace.
Resta il fatto che una volta completate le missioni, gli unici fattori che aumenteranno la longevità saranno il già menzionato sistema di ranking delle missioni e gli achievements/trophies, che terranno abbastanza impegnati gli hardcore gamers, ma per i casual sarà facile abbandonare dopo aver sperimentato per qualche tempo tutte le attività a disposizione.
E’ doveroso comunque evidenziare come la sola storia principale basti e avanzi per far capire come questo gioco sia davvero GTA IV all’ennesima potenza, e che di sicuro non vi annoierete girando per le strade di L.C. con Luis Lopez e i suoi amici scatenati!! 

 ALGONQUIN: LUSSO E SFARZO A GO GO!!

Non ho dubbi sul punto di forza di “The Ballad”: l’ atmosfera che Rockstar è riuscita a dare a quest’ultima espansione, mostra una nuova faccia di Liberty City, molto più trasgressiva e spinta che mai. A contribuire, sono tutta una serie di piccoli accorgimenti, a cominciare dalla nuova veste grafica dei menu (con tinte che ricordano molto i bei tempi di Vice City), alle nuove ambientazioni delle discoteche di Algonquin, passando per il nuovo parco colori dei veicoli, che propone in maniera molto più prepotente tinte oro e rosa.
Tutto questo rende chiaramente l’idea che i designer hanno voluto dare di questa faccia inesplorata di Liberty City: le parole d’ordine sono sfarzo, lusso, trasgressione e sesso!
Bisogna menzionare anche un non mastodontico, ma efficace, miglioramento delle espressioni facciali (di cui il gioco fa un largo uso, soprattutto nelle prime cutscenes) e dei movimenti dei modelli, che il gioco sfoggia senza troppi complimenti soprattutto all’interno delle sessioni di ballo e nelle cutscenes più frenetiche.
All’atmosfera, contribuiscono anche una scelta della colonna sonora particolarmente azzeccata: la stazione ElectroShock la fa da padrone, essendo quella dove si concentrano le tracce che sentiremo anche all’interno delle discoteche di Gay Tony (memorabile il DJ italiano che parla di birra, macchine e donne). Anche le altre stazioni radio però offrono tanto da ascoltare, e in più, all’interno del cofanetto “Episodes from Liberty City”, sono presenti quattro stazioni radio aggiuntive, per riempire le vostre scorribande per le vie della città della soundtrack perfetta a seconda dei vostri gusti musicali.
Insomma, il comparto grafico e sonoro, seppur non ritoccato con particolari miglioramenti tecnici, è  stato sfruttato alla perfezione per questa nuova veste di L.C.. Davvero un buon esempio di come si possa ottenere il miglior risultato da una risorsa fondamentalmente rimasta invariata. Da questo punto di vista “The Ballad” si presenta in modo davvero eccezionale a chiunque lo guardi per la prima volta: c’è da rimanere colpiti!


LA CITTA’ CHE NON DORME MAI

Ancora una volta Rockstar riesce a stupire e a divertire, con la sua caratteristica sfrontatezza e le miriadi di possibilità offerte. Peccato per la poca attenzione dedicata ai dettagli, ma è una mancanza che si fa perdonare facilmente a fronte di un’atmosfera e a delle missioni così epiche.
Rimane solo un dubbio: per quanto tempo ancora Rockstar potrà cullarsi con le espansioni senza introdurre particolari novità?
La risposta la potrete dire solo voi giocatori, nel frattempo, Liberty City è lì, e offre un sacco di divertimento e trasgressione!

VOTO FINALE: 87/100

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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