Skaterbird, quando il meme non basta | Mini Recensione Nintendo Switch

skatebird copertina

Vi è mai capitato, scrollando i reel di Instagram o i video di TikTok o se siete più vecchi guardando Paperissima Sprint, di vedere un pappagallino sullo skate? Il buffo trend ormai diffuso da qualche anno in cui gli umani insegnano ai propri amici pennuti a lanciarsi su un half pipe a bordo di un finger skate è ora anche un videogioco grazie ad un’idea di Glass Bottom Games.

Cioè letteralmente Antonio Aquila

skatebird
Un po’ hipster ma quanto è carino!

Skatebird si presenta come un clone dei vari Tony Hawk’s Pro Skater ma in versione ridotta.

Il protagonista infatti è Birb, un uccellino (sceglieremo noi la sua razza) domestico lasciato solo a casa dalla sua padroncina. Quello che per Birb è un immenso skatepark è in realtà una camera in totale disordine con rampe fatte di cartoni di pizza e rail di cannucce di plastica.

Proprio per questo Birb, insieme ad altri amici pennuti, decide sistemare la stanza a colpi di trick nella speranza che al ritorno della sua padroncina questa abbia più voglia di giocare con lui.

Questo suo piano lo porterà a intraprendere un viaggio estremo fuori dalla cameretta fino ad arrivare a stravolgere le giornate lavorative della sua padrona.

In Skatebird infatti verremo subito lanciati nell’azione e sarà compito nostro scovare i vari NPC da cui ottenere le diverse missioni ed obiettivi da portare a termine solitamente entro un tempo limitato. Gli incarichi vanno dalla semplice esecuzione di trick in determinati punti della mappa alla raccolta di oggetti sparsi in punti strategici.

Birdwatching

skatebird personalizzazione
Lo stile è importante!

Il gioco presenta una grossa varietà di opzioni per la personalizzazione personalizzazioni del pennuto potendo scegliere non solo la razza ma anche cosa fargli indossare tra cappelli, sciarpe, occhiali, collane e mantelli; chiaramente anche la tavola sarà esteticamente personalizzabile, sia per decalcolmanie che per colore delle ruote.

Altra cosa personalizzabile è l’intera colonna sonora, potremo infatti depennare dalla lista le tracce che vogliamo sentire creando quindi la nostra playlist. Non che si tratti di pezzi famosi su licenza, ma le tracce proposte valgono di certo un ascolto. La musica, tra le altre cose, è un collezionabile come un altro che sarà possibile rintracciare all’interno delle mappe di gioco, andando ad aggiungere canzoni alla nostra playlist.

Esplorando a dovere le varie mappe sarà possibile non solo sbloccare nuovi abitini per i nostri amici piumati ma anche nuove tracce da inserire nella playlist.

Trick e ballacche

skatebird uccello
Big Air per uccellino così piccolo.

Il gameplay di Skatebird non si distacca molto da quello visto nei titoli di Tony Hawk sia come mappatura dei tasti che per indicatori di equilibrio di grind e stand. Unica vera differenza sta nel doppio ollie (un doppio salto per i non skater), rappresentato da uno sbattere di ali frenetico dell’adorabile protagonista ed un tasto per cinguettare, cosa che vi farà guadagnare qualche punto bonus se concatenato a dovere con le varie evoluzioni.

Ciò che però manca in questo gioco è la fluidità nell’esecuzione delle varie combo a cui ci avevano abituati la sua controparte umana, Birb infatti lo vedremo più spesso ruzzolare sul pavimento che chiudere effettivamente qualche trick. Come se non bastasse tutto questo viene accompagnato da una telecamera abbastanza ballerina e da un brutto effetto blur.

In conclusione:

Skatebird prometteva davvero bene dai trailer ma purtroppo, almeno su Nintendo Switch, non brilla particolarmente per gameplay. I comandi, le inquadrature e l’esecuzione delle acrobazie risulta parecchio scordinata e a tratti frustrante, stesso discorso per la veste grafica divorata da un blur che circonda l’ambiente di gioco interferendo a volte con la profondità della visuale. Insomma il titolo da come la sensazione di essersi concentrato molto sull’inserire riferimenti a meme e a video virali e poco sull’esperienza di gioco in sé. Un vero peccato peccato perchè l’idea di partenza era quanto meno originale e interessante.

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Articolo a cura di Diego Del Buono

Classe 1992 Studente di lingue cresciuto a pane e videogames, dalla Super Nintendo a tutta gamma Playstation. Nel 2007, scoperto l'online gaming con World of Warcraft, il suo interesse per il mercato videoludico è cresciuto a dismisura. Il suo sogno è di trasformare la sua passione per i videogames in un lavoro.

Proprio parlando di WoW, spesso lo troverete su Twitch con il suo canale Ilvecchiojameson.

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