Persona 5 Strikers – Recensione (PS4)

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Possiamo dire che i Ladri Fantasma sono tornati più in forma che mai.
Persona 5 Strikers farà il suo debutto in Europa il 23 febbraio su PS4, PS5, PC e Nintendo Switch e noi di Player abbiamo recensito il titolo per voi.

Questo ibrido tra musou-like e action-rpg convince a pieni voti, confermando di essere più di un semplice spin-off: è un vero e proprio sequel di Persona 5.

Nato dalla collaborazione tra Koei Tecmo e Atlus, Persona 5 Strikers vuole essere un titolo che ripercorre le gesta dei ladri più famosi dei JRPG, elevando la componente d’azione e musou-like, dalla quale prende solo quale spunto. Ritornano le Persona, le fusioni e soprattutto tanti e tanti All-out Attack per mettere in ginocchio il nemico. Insomma, è un vero e proprio Persona 5, titolo che ci è mancato davvero tanto. Non vediamo l’ora di ritornare a Café Leblanc in compagnia di Morgana, Ryuji, Ann, Yusuke, Haru, Makoto, Futaba, Joker e… alcune new entry.

Persona on the road

Persona 5 Strikers è ambientato solo sei mesi dopo gli eventi di Persona 5. É piena estate, il nostro main protagonist (che d’ora in poi per comodità chiameremo Joker, come il suo nome in codice) fa ritorno a Yongen-Jaya, il quartiere residenziale, basato sulla reale Setagaya, in cui ha vissuto durante il suo anno speso nella capitale giapponese. Il giovane ragazzo, ormai scevro dagli impegni universitari grazie alla pausa estiva, decide di fare ritorno e passare gran parte del suo tempo libero con i suoi compagni di avventure.

C’è qualcosa di molto familiare qui…

La reunion scalda il cuore, dando al videogiocatore un forte senso di appartenenza e nostalgia; presi dal momento, i ragazzi decidono di fare una vacanza fuori porta, precisamente in campeggio. Chiedono informazioni su tutto l’occorrente ad una comune AI sullo smartphone, chiamata EMMA, che risponde con consigli mirati e precisi, sulla falsariga degli attuali dispositivi Alexa o Google Home. Entusiasti dalla reattività del dispositivo AI, Joker, Morgana e Ryuji si precipitano a Shibuya, crocevia dello shopping, per comprare tutto il necessario per il viaggio.

Però, a Shibuya, i tre protagonisti sentono il fiuto del pericolo, pur sapendo di averne eliminato ogni traccia solo sei mesi prima. Non hanno tutti i torti, dopo l’incontro con una giovane idol, Alice, all’entrata dei grandi magazzini, succede qualcosa e il loro telefono li trasporta in una realtà parallela e sotterranea molto simile al Metaverso. EMMA, che in qualche modo funge da Meta-Nav, li ha portati in una realtà che somiglia pericolosamente ai Palazzi, già visti nel prequel.
Il nuovo sottobosco di Ombre ritorna, in gran numero, al servizio dell’Ombra della idol Alice, accusata di aver rubato il “cuore” dei suoi fan più accaniti.

Pane quotidiano per i ladri mascherati, che non se lo fanno ripetere due volte. L’obiettivo è riportare il cuore rubato ai fan e salvare Alice dal suo comportamento distruttivo e antisociale che fonda le sue radici in drammi profondi e irrisolti. Dopodiché, senza aggiungere altro riguardo la trama del titolo, che è piena di colpi di scena, il gruppo che gode di una new-entry, Sophie (umanizzazione dell’AI EMMA), partirà in un viaggio in camper per tutto il Giappone. Dal Hokkaido al Kansai, stavolta per i ladri mascherati non ci sono proprio confini. Un espediente narrativo molto interessante che sposta le vicende in contesti più ampi, facendo accrescere la fama del gruppo stesso che, secondo un principio “robinhoodiano“, ruba i cuori per una giusta causa.

Giù il sipario e metti in moto!

Persona 5 Strikers abbandona le strade di Tokyo e si mette in viaggio, questo stile più “on the road” si sposa bene con l’avventura nel complesso. Anche la natura più frenetica nel gameplay giova molto al titolo di Atlus/Omega Force e si adatta tutti, in particolare riguardo a coloro che già apprezzano gli action-rpg piuttosto che i jrpg a turni.

La trama e l’evoluzione dei personaggi, curati in maniera sopraffina da Omega Force, convincono a pieno già dalle prime ore di gioco.

Ad essere onesta, qualsiasi “distacco” stilistico dalle opere principali di Persona le ho guardate con diffidenza oppure come un tentativo di “far cassa“. Il sottobosco di spin-off che ha caratterizzato la serie (versioni portable, rhythm games, picchiaduro, dungeon crawlers) li ho sempre visti come corollari e vezzi per i fan più accaniti.

Persona 5 Strikers ha cancellato via sin da subito la mia diffidenza e il mio innaturale approccio al genere musou-like, regalandomi un’esperienza totalizzante che prosegue, amplia, le vicende già apprezzate nel prequel e rielabora la caratterizzazione psicologica dei protagonisti che risulta sempre realistica, decisiva, mutevole in base agli eventi e ai colpi di scena che, anche in questo titolo, non mancheranno di certo.

Le nuove funzioni introdotte come quelle del camper “tuttofare”, una parte gestionale che stavolta è dedicata al gruppo (cucina, gestione inventario) e investigativa vanno ad eliminare tutta quella parte che contraddistingue i Persona, dal terzo capitolo in poi, ovvero i confidant e la componente “slice of life” per ovvie esigenze di trama.

Quasi tutti universitari, tranne Futaba, i ragazzi vivranno le avventure di Strikers durante il bimestre estivo Luglio-Agosto; un periodo molto più “striminzito” rispetto all’anno scolastico a disposizione in Persona 5. I legami con il gruppo verranno rinforzati a seguito di battaglie e scontri con i boss più potenti.
Considerata la mole di cose da fare in questo capitolo e in virtù dell’approccio più frenetico e on the road, la componente dating sim appare del tutto non necessaria.

Ritornano i landmark del titolo Atlus, come la Stanza di Velluto (in inglese, Velvet Room) e il suo inequivocabile stile, con Lavena che introduce Joker, nuovamente “dietro le sbarre”, in questa nuova avventura. Nonostante l’assenza dell’iconico Igor, Lavena ci aiuterà a fondere Persona diverse tra di loro, registrarle nel database e aumentare le loro skills tramite gli inediti PP (Punti Persona). Le Persona non saranno in grande numero in questo capitolo, ma sono presenti le più iconiche: Pixie, Jack o’Lantern, Mokoi e così via.

Malgrado l’impronta Omega Force, Persona 5 Strikers incarna tutta la natura del titolo originario, una grande mole di dialoghi, cutscene squisitamente presentate e soprattutto una regia dal taglio cinematografico che non si spreca a mostrare la spettacolare entrata in scena dei Ladri Fantasma sul campo di battaglia, sempre una gioia da vedere. Complimenti al team di sviluppo.

Persona Warriors? Nì!

Come anticipato già prima, Persona 5 Strikers vuole essere un crossover tra la serie e i titoli pubblicati da Koei Tecmo, i famosi (ed erroneamente chiamati) “musou”. Koei Tecmo pubblicò venti anni fa il primo capitolo della serie Dynasty Warrior, che prevedeva delle caratteristiche inedite per un gioco d’azione: Un solo eroe a fronte di centinaia di nemici sullo schermo; in giapponese il termine musou è tradotto come “senza rivali“.

L’eroe dei musou-like è un individuo dalle capacità straordinarie, capace di spazzare via nemici contando solo con la sua forza; un genere che ha trovato terreno fertile soprattutto nel Sol Levante, diventato famoso, oltre alla serie suddetta, anche grazie a crossover con altre opere già esistenti (esiste quello dedicato a Gundam, One Piece, The Legend of Zelda e così via). Fondamentale, nei videogiochi del genere, è il contatore di uccisioni, l’avanzamento per obiettivi (che possono essere di varia natura, non solo liberare l’area dai nemici) e soprattutto delle zone da conquistare.

In Persona 5 Strikers non ci sono zone da conquistare o contatori di uccisioni, la struttura del gameplay rimane solida all’aspetto originario della serie, con scontri casuali, ricerca di Tesori che culminano col il boss finale proprio come succedeva all’interno dei Palazzi. Ogni scontro presenta una grande mole di nemici in un’area circoscritta che, se ti utilizza in tempo il tasto “Imboscata” sorprendendo l’Ombra alle sue spalle, s’innesca un All-Out Attack devastante.

Esistono comunque sessioni in cui sono presenti orde di nemici, anche a supporto dei boss, che mi hanno dato un bel po’ di filo da torcere. Persona 5 Strikers è quindi un leggero musou-like in cui viene premiata una componente più action-rpg; addio ai combattimenti a turni, ci si può scagliare sui nemici utilizzando varie Persona con Joker, sfruttando le debolezze, cercando il ritmo giusto con gli altri componenti del party (selezionabili con i tasti direzionali) per sfoderare attacchi speciali devastanti.

Le boss fight sono ben fatte, anche se a tratti un po’ ostiche e frustranti (provato a difficoltà Normale); tuttavia, il titolo viene incontro davvero a tutti i palati e soprattutto ai fan di Persona, magari non avezzi al genere musou-like: addio giorni perduti, in Strikers si può uscire ed entrare dalle Prigioni a proprio piacimento, tramite delle vie d’uscita chiamate Checkpoint, per rifornirsi, equipaggiarsi con oggetti migliori e ritornare dal boss. Gli oggetti curativi possono essere selezionati semplicemente mettendo in pausa. Insomma, senza ombra di dubbio Persona 5 Strikers è più user-friendly ma non per questo meno importante del predecessore, resta un titolo valido da essere provato.

Ladri che vincono… non si cambiano!

La versione da me testata su Playstation 4 risulta assolutamente godibile.
Gli assets sono stati totalmente riciclati da Persona 5 e infatti Strikers sembra più un DLC piuttosto che un vero e proprio sequel. Sono state tagliate alcune fasi esplorative, ora l’area di Shibuya è più ristretta ed è stata tagliata la sezione della metropolitana e buona parte di Yongen-jaya.

Il Metaverso in cui ci sono le Prigioni appare più ampio e come al solito, molto suggestivo; i Ladri Fantasma possono arrampicarsi sui muri, saltare, utilizzare oggetti presenti nell’ambiente durante gli scontri. Questi ultimi possono essere un po’ caotici, soprattutto durante le boss fight, in cui la telecamera decide di “seguire” i nemici minori anziché il boss. Il videogiocatore deve, quindi, spostare la telecamera verso il suo obiettivo, perdendo così minuti preziosi per la strategia offensiva. “Agganciare” un nemico sullo schermo, come già visto in Kingdom Hearts, poteva essere la soluzione ideale, in questo caso. Questo per me è l’unico neo del battle system.

A parte questo, la grafica è un riciclo di già visto nei precedenti capitoli dedicati ai Ladri Fantasma, il che non è un male in quanto crea un continuum tra le due storie però avrei voluto vedere un miglioramento grafico di maggiore rilevanza.

Particolare menzione va fatta alla UI del titolo, sempre ricercata, colorata e piacevole da vedere, Omega Force ha fatto un lavoro non facile, trovando la perfezione in un titolo, come Persona 5, già perfetto di suo. Di meglio, davvero, non si poteva fare.

Ma… Persona 5 Royal dov’è finito?
Non c’è menzione dei personaggi del Royal in questo capitolo poiché è diretto sequel del Persona 5 vanilla. Tuttavia, Strikers non esclude i nuovi personaggi e le nuove rocambolesche vicende della versione ampliata Royal, anzi. Strikers si pone nel mezzo, Omega e Atlus sono riusciti quindi a creare un titolo che può essere giocato veramente da tutti.

Ultima, ma non meno importante: la colonna sonora.
I brani di Persona 5 Strikers, che spaziano dal rock all’acid jazz, sono davvero bellissimi da sentire, diventando un sottofondo piacevole delle, spesso, martellanti battaglie. Strikers ha una nuova colonna sonora da cui attingere, tra cui l’opening “You Are Stronger“, che può rimanervi in testa per giorni. Inoltre, riguardo il sonoro, le voci selezionabili sono inglese e giapponese (quest’ultimo che consiglio, per maggiore immersività) e per la seconda volta nella storia del titolo, una localizzazione italiana corretta e senza sbavature, malgrado la massiccia mole di dialoghi presenti. La longevità è l’altro punto forte del titolo, completando la campagna normale (senza sidequest, chiamate Richieste) si raggiungono con tranquillità le 50 ore complessive.

Stando a questo, mettetevi ben comodi. Si parte!

Conclusioni

Persona 5 Strikers è il degno seguito di Persona 5 che promuovo a pieni voti. Nonostante il riciclo di asset, la storia è inedita e godibile mantenendo vivo il tratto che contraddistingue la serie: originalità e colpi di scena. Insomma, come detto prima, Omega Force ha reso perfetto il sequel di un titolo già eccellente. Di meglio, davvero non si poteva fare. Persona 5 Strikers è più un action-rpg che un musou-like puro, regalando un approccio più user-friendly al titolo; rimangono caratteristiche chiave le Persona con le varie fusioni, punti forza e debolezza, e i legami con l’intero party. I nuovi dungeon regalano un’atmosfera suggestiva sorretta da una regia di altissimo livello. I Ladri Fantasma son tornati!

Articolo a cura di Pia Colucci

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