Titan Quest: Legendary Edition | Recensione (Android)

titan quest legendary edition

Chi scrive ha snobbato il gaming su Android per molto molto tempo, complici anche giochi semplicemente più interessante sulle altre piattaforme disponibili sul mercato. Questo sta semplicemente ad avvertire l’eventuale lettore che, chi scrive, non è esattamente abituatissimo al giocare senza un pad o l’accoppiata mouse e tastiera e pertanto ha evitato di arrabbiarsi troppo per gli evidenti problemi di UI che hanno già massacrato questo titolo nelle recensioni uscite all’estero.

Detto ciò passiamo alla recensione vera e propria: torniamo in Grecia.

Dal passato con furore

Titan Quest Anniversary Edition

La prima metà del primo decennio dei duemila è stato un periodo particolare per il mondo dei videogiochi computer, un periodo in cui molte aziende hanno provato a tirare fuori dal cilindro un videogioco che potesse fungere da gioco alla Diablo, nel tentativo di bissare il successo del capolavoro Blizzard (che sarà rimasterizzato a brevissimo, a detta delle informazioni date dall’azienda nel suo ultimo evento online).

TItan Quest compare proprio in questo periodo e pone il gameplay da action rpg hack and slash all’interno di un setting nuovo per il genere: quello dell’antica grecia. Via i patti con i demoni e l’high fantasy di Sacred e benvenuti centauri, satiri e altri bestioni di greca origine. Le abilità saranno legate alle divinità, i personaggi che compariranno all’interno della storia saranno legati alla narrativa ellenica: tutto avrà quel flavour che tanto ci fece impazzire all’epoca tra un Titan Quest o un Age Of Mithology.

Ecco, Titan Quest Anniversary Edition è ancora quel gioco con l’aggiunta di tutti le espansion-, pardon, i DLC usciti nel tempo. Per una decina di euro ci sarà possibile riportarci a casa Immortal Throne, Ragnarok e Atlantis che andranno poi scaricato singolarmente da dentro il gioco per evitare di pesare troppo sulla memoria del nostro smartphone. I DLC aggiungono nuovi contenuti da esplorare, boss da massacrare, loot da trovare con forza e coraggio, aggiungendo al tutto una maestria extra che ci permetterà di giocare utilizzando i poteri delle rune.

Il grosso del gioco, in sostanza, è rimasto perfettamente uguale: dalle cinquanta alle settanta ore di gioco sono contenute nell’offerta di Anniversary praticamente nessuna differisce dall’idea di Hack and Slash che il Titan Quest originale poneva sul mercato. Se siete dei nostalgici questo è il gioco che potrebbe fare per voi.

Tutti in Grecia a massacrar cose

Titan Quest Anniversary Edition

Come è stato il passaggio dal grande schermo del computer al piccolo schermo del cellulare?
In primis partiamo con dei dati tecnici: la prova del gioco è stata effettuata per una ventina comoda di ore su di un telefono android: uno smartphone Xiaomi Mi9T (esatto, quello con la fotocamera pop up) è stato il campo di battaglia per il motore grafico del titolo. Il telefono in questione è un dispositivo di fascia media di un paio di anni fa ma regge benissimo il colpo, mostrando sporadici cali di frame rate all’interno delle sezioni più incasinate con decine di nemici a schermo e qualche abilità di troppo utilizzata.

Quindi tecnicamente possiamo dire che il videogioco si difende bene: pur non mostrando niente di particolarmente esagerato a livello tecnico il gioco ha uno stile grafico che rende l’esperienza gradevole, riportando in poligoni l’immaginario greco senza lesinare troppo in dettagli o in particolari.
Chiaramente dobbiamo ricordarci fin da subito di star giocando ad un titolo con qualche anno sul groppone e che la grafica, per quanto rimasterizzata voglia essere, sempre da quella base proviene.

Quello che sicuramente farà storcere il naso ad un grande numero di giocatori è l’interfaccia, adattata non in maniera perfetta agli schermi piccini dei telefoni cellulari. È plausibile pensare che i ragazzi di Handy Games abbiamo pensato di usare il rasoio di occam come soluzione all’annoso problema del quanti tasti metto a schermo perché, all’atto pratico, per interagire con le circostanze il giocatore a disposizione un singolo tasto.

Lo stesso tasto ci permette di attaccare, raccogliere il loot, interagire con gli npc, interagire con i mercanti ed utilizzare interruttori.
Capiamo bene che l’interazione si complica in maniera praticamente parallela al complicarsi della situazione a schermo, portandoci a conclusioni tragicomiche come l’impossibilità di attaccare il giusto nemico o di lootare il giusto oggetto.
Attaccare gli avversari, per inciso, non risulta semplicissimo specie nelle situazioni più complesse con un nemico evocatore su schermo: questo perché la scelta del bersaglio da attaccare è automatica e pertanto risulta difficile gestire la priorità degli attaccati.

Se vogliamo prendere un oggetto specifico quello che possiamo fare è cliccare a schermo esattamente dove compare il nome dell’oggetto: una pratica non sempre semplicissima, viste anche le ridotte dimensioni degli smartphone. Sarebbe stato più intelligente utilizzare delle soluzioni con delle liste o inserire il selettore di rarità di loot per la raccolta automatica da qualche parte a schermo (invece di nascondere il tutto nelle opzioni).

Fatemi farmare un po’.

Titan Quest Anniversary Edition

Tutto il resto del titolo può essere valutato senza nemmeno dover prendere in esame l’impianto degli smartphone. Il gameplay hack and slash, presupposti i dati di cui abbiamo parlato sopra, resta terribilmente efficace da plurimi punti di vista.
Titan Quest ancora oggi è divertente e sarà in grado di donare a tutti gli appassionati di diablolike una lunga serie di soddisfazioni, specie se si preferisce l’approccio ad elevata personalizzazione dato dalla presenza delle rune e degli incavi, un po’ come in Path Of Exile.

Concordiamo tutti nel dire che uno smartphone non è esattamente lo strumento più comodo per giocare a titoli del genere, specie senza un’interfaccia utente rifatta ad hoc per l’occasione ma ci teniamo a sottolineare come, per il prezzo a cui viene proposto, il titolo in questione è divertente e longevo, perfetto per fare compagnia al giocatore durante lunghi viaggi in treno o metropolitana.
Non sembra nemmeno essere uno di quei giochi che divora la batteria dello smartphone, quindi meglio ancora.

Unica cosa: a tutto questo bel panegirico andrebbe aggiunto un voto in più, un voto netto, se e solo se gli sviluppatori si decidono a regalarci il supporto ai controller.
Con quelli moltissimi dei problemi si risolverebbero in volata e l’esperienza di gioco finirebbe per migliorare in maniera importante.

Titan Quest Anniversary Edition è il videogioco perfetto se si ha una di quelle voglie pazze di diablolike mentre ci si ritrova sul treno. Il titolo porta il gameplay action rpg del capostipite made in Blizzard all’interno di un ambientazione di stampo greco ellenico, mettendo vagonate di mitologia sui bancali di loot che accompagneranno il giocatore dall’inizio alla fine dell’avventura. Rispetto all’originale la trasposizione risulta imperfetta, con qualche ingenuità in relazione all’interfaccia utente che si potrebbe risolvere con una delle prossime patch mentre tecnicamente si ha a che fare con un gioco abbastanza solido anche su dispositivi con qualche anno sulle spalle. Il risultato finale è un bundle economicamente imbattile, perfetto a chi si vuole approcciare al titolo ed piacere nel giocare con lo smartphone. Gli amanti di mouse & tastiera, ovviamente, non hanno ancora motivo per cambiare idea.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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