MotoGP 20: la recensione con l’intervista e aspettative di un Pro Gamer (PS4)

Attenzione, quella che vi apprestate a leggere non sarà la classica recensione di MotoGP 20 che potrete trovare su tutti i siti specializzati. Nonostante i tantissimi problemi mondiali legati all’emergenza Covid-19, c’è un settore, molto specifico, che non è mai stato importante come oggi, quello degli eSports. Con tutte le discipline sportive tradizionali bloccate, quasi tutte le Federazioni hanno improvvisamente (ri)scoperto le competizioni virtuali. La MotoGP, come la F1 e l’Indycar, non è stata da meno, dando vita ad un divertente evento live con i piloti ufficiali delle varie scuderie intenti a sfidarsi pad alla mano.

In questa recensione del nuovo lavoro dell’italianissima Milestone, MotoGP 20, abbiamo deciso di partire proprio dalla componente eSports, con un’intervista alla giovane promessa delle due ruote virtuali Piero Ricciuti e un prospetto della Pro2Be Esports, la prima agenzia italiana per quanto riguarda il mondo Esports. Abbiamo fatto un’interessante chiacchierata con questo giovane centauro, che farà da warm-up alla recensione vera a propria.

Che altro dire se non… gas a martello!

MotoGP 20: l’intervista al PRO

Piero Ricciuti, 16 anni, giovane promessa italiana della MotoGP eSports. Vive ad Ortona e ha dimostrato un’enorme competitività già negli anni scorsi, proprio a causa della sua giovanissima età non ha potuto partecipare alle finali mondiali dopo essersi piazzato terzo nella fase “pro draft”.

Piero, come è nata la tua passione per gli eSport e per la MotoGP?

“Io sono un grandissimo appassionato di MotoGP sin da quando ero piccolo. A 6 anni, sulla PS2 giocavo già a MotoGP e nel 2015 mi sono fatto regalare la PS4 praticamente solo per questo gioco. Potermi sentire come un vero pilota di MotoGP mi regala da sempre un’emozione incredibile, e poter competere a livello mondiale è un grandissimo privilegio per me”

Quando la tua passione è passata dal divertimento al professionismo?

“Ti posso dire che fin da subito, confrontandomi con i miei amici in lunghe sessioni pomeridiane, ho capito di avere un ottimo feeling con questo gioco. Quando poi, nel 2017, è stata introdotta la modalità eSport ufficiale, ho scoperto che questo feeling non era solo locale, ma mi permetteva di stare sulle prestazioni dei migliori player mondiali. Da quei risultati ho iniziato ad intendere MotoGP come qualcosa più di un semplice gioco, poi è arrivata la mia agenzia, lo Pro2Be Esports che ha creduto in me e ha deciso di inserirmi nella loro scuderia e spero di poter ripagare questa fiducia con numerosi trionfi. Ovviamente devo ringraziare anche la mia famiglia che, dopo un iniziale scetticismo, ha scelto di appoggiarmi pienamente in questa esperienza anche alla luce dei risultati che stanno iniziando ad arrivare. Ovviamente resta sempre ben chiaro che la precedenza deve averla lo studio, come è giusto che sia per un ragazzo della mia età.

Come ci si allena per diventare e restare al top di eSport come MotoGP?

“Ti voglio dire la verità, non è importante allenarsi molte ore consecutive, la cosa più importante è allenarsi con costanza tutti i giorni, per non perdere mai il feeling con il gioco. Ovviamente ci sono specifici allenamenti per la concentrazione che seguo prima degli eventi importanti. Ti assicuro che mantenere alta la concentrazione per lunghe manifestazioni e non lasciarsi condizionare dagli errori che inevitabilmente si commettono sono gli aspetti più importanti per un player come me. Ovviamente c’è anche uno studio dei veri piloti, delle traiettorie che seguono nei circuiti che poi va adattato, di anno in anno, alle varie versioni del gioco che escono e che cambiano sempre, anche in minima parte, l’approccio alle staccate e alla percorrenza in curva.

Da appassionato di MotoGP, c’è un pilota a cui ti ispiri, un idolo e un pilota a cui assomigli?

“Se ti dovessi dire il pilota a cui assomiglio, ti direi Maverick Viñales. Anche a me piace fare quel bel Trick in uscita e mi rivedo molto in lui e come lui, quando sono in gara, ci metto sempre qualche giro a carburare, a entrare in gara. Diciamo che sono un Diesel. Il mio pilota preferito è Romano Fenati, pilota della Moto3 di cui adoro lo stile. In generale tifo sempre i piloti italiani, Morbidelli e Rossi su tutti.

Quali sono le tue aspettative per il nuovo MotoGP 20?

Sicuramente mi attendo un gioco ancora più simulativo e impegnativo rispetto allo scorso anno. Vorrei una fisica delle moto che rispecchi, in modo il più possibile realistico quella delle vere MotoGP, sopratutto per quanto riguarda staccate e utilizzo dei cordoli. Anche per quanto riguarda il lato contenuti, spero che aumentino le modalità e il grado di sfida generale del titolo, in modo da trovare sempre nuovi stimoli anche nell’allenamento quotidiano.

Piero, grazie per la bella intervista, tutto lo staff di Player.it ti fa i suoi migliori auguri per la stagione che sta per cominciare e speriamo di poter presto scrivere dei tuoi successi!

Adesso, cari lettori, andiamo a scoprire se le aspettative di Piero e le nostre sono state soddisfatte nella recensione completa di MotoGP 20.

MotoGP 20: la recensione

I titoli motoristici ufficiali, si sa, sono dei titoli da sempre particolari. Le licenze infatti, li rendono praticamente l’unica scelta percorribile per tutti i fan di una determinata categoria sportiva. Al publisher spetta dunque l’onere e anche l’onore, di sfornare ogni anno un titolo credibile, che sfrutti al meglio questo potenziale di licenze e di contenuti per dare vita ad un titolo divertente, che riesca a coinvolgere appassionati e semplici fan.

Da questo punto di vista possiamo dire che MotoGP 20 centra a pieno il suo obiettivo. La Milestone è riuscita a rinnovare un gameplay già solido, andando ad inserire ulteriori elementi di realismo, senza mai trascurare la giocabilità complessiva. La sensazione è di un titolo che, al netto delle patch che usciranno e che andranno a calibrare ulteriormente l’esperienza di gioco, sa divertire e che richiede una certa quantità di dedizione e passione per essere apprezzato a fondo. D’altronde, l’assenza di qualsivoglia tutorial, rende subito ben chiaro che il gioco non è così immediato per gli ultimi arrivati. Domare quelle bestie a due ruote, imparare staccate, equilibri e trick richiede tempo e impegno, che verranno ampiamente ricompensati se avremo la pazienza di dedicare a questo titolo il tempo che merita.

Una fisica tutta nuova

Le novità più interessanti di questo MotoGP 20 arrivano tutte, o quasi, da un rinnovato gameplay e da una fisica decisamente cambiata rispetto agli scorsi titoli. L’impressione che si ha giocando è che si sia voluto cambiare notevolmente il sistema dell’ingresso in curva e della staccata, che ora risulta molto più punitivo e difficile da calcolare. Vedere la propria moto impuntarsi sull’anteriore a causa di una staccata a limite e ribaltarsi è un’esperienza che capiterà a tutti quelli che erano abituati al precedente gameplay e ad un uso estremo della frenata. Ora la parola d’ordine diventa “dosare”. Dosare la manetta, dosare il freno, dosare le oscillazioni.

Anche il rapporto con i cordoli è decisamente cambiato, con un maggiore realismo nella percorrenza degli stessi che diventano al tempo stesso più sfruttabili e più infidi in alcune situazioni. Nel complesso le sensazioni sono più che buone, nonostante una certa, eccessiva, maneggevolezza delle MotoGP che in taluni frangenti danno l’impressione di essere meno pesanti di quanto dovrebbero. Benissimo l’introduzione di un’usura asimmetrica degli pneumatici, che adesso si consumano differentemente tra centro, spalla sinistra e spalla destra ed è molto interessante l’introduzione delle nuove miscele di carburante, che, assieme ad una nuova funzione di danni all’aerodinamica, aggiunge ancora più realismo e più imprevedibilità al tutto.

La nuova carriera e un tocco di nostalgia

Dal punto di vista dei contenuti il gioco offre la classica carriera offline, la possibilità di giocare singole stagioni, GP o di allenarsi sulle varie piste. C’è poi tutta un’interessante sezione storica che si sblocca giocando, che regala sicuramente emozioni a tutti i fan più datati, potendo scendere in pista con le moto che hanno fatto la storia del Motomondiale. Per quanto riguarda la carriera, è in questa modalità che ci sono le novità più interessanti. Sono stati aggiunti numerosi aspetti manageriali, dalla gestione del proprio staff per trovare contratti, sponsorizzazioni e tecnici capaci che ci accompagnino nella nostra carriera, dalla Moto3 al vertice della MotoGP. Aspetto manageriale che sicuramente farà la felicità di tutti i fan che dovranno essere bravi tanto in pista quanto fuori per arrivare a realizzare i loro sogni di gloria.

Se, da un punto di vista grafico e tecnico si possono muovere davvero poche critiche a questo MotoGP 20, apice tecnico di una generazione di console che riproduce fedelmente moto, piloti e circuiti, attuali e storici e lo fa senza avere praticamente mai cali di framerate, lo stesso non si può dire della solita IA nonostante i tangibili passi avanti compiuti dal team di sviluppo anche sotto questo aspetto. Purtroppo, anche a distanza di anni, risulta incomprensibile essere centrati in piena traiettoria da un pilota che va molto più forte e che, inspiegabilmente, non si sposta per evitare la collisione. Sfumature ovviamente, ma che hanno comunque il loro peso nel giudizio complessivo.

Il Giudizio Finale

MotoGP 20 è un titolo che conferma quanto di buono realizzato in questi anni dalla Milestone, arrivando al degno culmine su questa generazione di console. La fisica, nonostante qualche imperfezione, è stata ulteriormente sviluppata e le novità di realismo sul consumo degli pneumatici e delle miscele di carburante rendono il titolo ancora più completo. La carriera è stata rivista e aggiornata, con l’aggiunta di alcuni aspetti ancora più manageriali che introducono più realismo e molta più profondità all’esperienza complessiva. Il comparto grafico e audio è di primissimo livello e qualche piccola imperfezione nella IA non compromette la godibilità di un titolo destinato a tutti gli appassionati delle due ruote. Unico neo, la mancanza di un tutorial che potrebbe scoraggiare i neofiti o chi si avvicina per la prima volta al titolo e deve entrare nel mood giusto per riuscire a domare queste bellissime motociclette.

Versione provata su PS4 Pro, grazie alla copia omaggio per la stampa fornita da Koch Media.

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Articolo a cura di Mauro Zini

Collaboratore presso Lineadiretta.it e Player.it. Appassionato di libri, cinema, serie Tv e videogiochi. Nerd da quando non era di moda esserlo. Coach di basket e istruttore di minibasket accreditato presso la FIP.

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