Recensione My Hero One’s Justice 2

my hero one justice 2

I videogiochi su licenza sono delle brutte bestie.
La storia da ragione a questa definizione: durante il corso del percorso del medium videoludico, i videogiochi su licenza animata hanno sempre avuto problemi a raggiungere i picchi qualitativi altrimenti anche abbastanza comuni per il resto delle produzioni

Partiamo subito con il dirlo: My Hero One’S Justice 2 non è il videogioco che cambierà per sempre il mondo dei picchiaduro.

Esso è un anime game, onesto e con un sacco di belle cose, niente per cui il resto del mondo si strapperà i capelli. Nella sua dignità il titolo propone un enorme numero di contenuti al giocatore, lasciandolo in balia di un gameplay che però sa di compitino fatto a metà.

Midoriya, All Might e tutta la compagine realizzata da Horikoshi ci accompagneranno durante il corso di questo piccolo viaggio; vediamo insieme se My Hero One’s Justice 2 è il videogioco che fa per voi.

Un quirk chiamato More Of The Same.

My Hero One’s Justice 2 è un picchiaduro ad arena 1 vs 1 legato al brand di My Hero Academia, popolare manga/anime shonen realizzato da Kōhei Horikoshi.

Il titolo è stato sviluppato da Byking, software house nipponica già autrice del primo capitolo e legata principalmente allo sviluppo di altri videogiochi su licenze animate.

Il prodotto è letteralmente un more of the same del primo capitolo della saga che si preoccupa di aggiungere personaggi, situazioni e scenari di gioco, facendo avanzare la modalità storia sino ai giorni nostri.

Se il primo capitolo della saga seguiva lo svolgimento della narrativa sino a metà della terza stagione dell’anime, con lo scontro tra All Might ed un importantissimo Villain, il secondo My Hero One’s Justice si preoccupa di traghettarci da quel punto sino alla conclusione della quarta stagione.

In questo percorso il titolo si arricchisce di numerosi nuovi personaggi, sia eroi che villain. Tra i Big 3 del liceo Yuei, tutti i villain dell’arco narrativo di Shie Hassaikai e così via; il gioco si è arricchito di nuovi stage, di nuovi costumi e di altre personalizzazioni estetiche che sono relegate alla sezione negozio del menù principale.

Rispetto al primo capitolo della saga in sostanza le differenze sono minime: stavolta esiste una divisione tra i capitoli filmati e quelli giocabili, dove i primi si preoccupano di raccontare la storia unicamente attraverso delle sezioni che accostano dialoghi a screenshots mentre i secondi lasciano spazio al gameplay vero e proprio.

La durata della campagna non è particolarmente esaltante: gli ottanta capitoli si completano in più o meno cinque ore di gioco ma se si vuole puntare al completismo tra oggetti sbloccabili e fazione da interpretare la durata finirà per non rappresentare più un problema.

Potenziata anche la modalità missione che ci vede nei panni di Midoriya a capo di un agenzia in grado di completare differenti missioni. All’interno della modalità missione il giocatore dovrà navigare su di un tabellone cercando di prevenire la distruzione della città, abbattendo di volta in volta gruppi di avversari progressivamente più potenti. Nel farlo sarà nostro compito tenere conto dell’integrità degli ambienti che di turno in turno verranno danneggiati degli avversari, senza dimenticare la salute del nostro gruppetto di eroi.

My Hero One’S Justice 2 prevede molte più missioni da completare rispetto all’originale, con ancora più eroi da arruolare ed un piccolo frangente ruolistico che permette al nostro gruppo di potenziarsi attraverso l’equipaggiamento di oggetti; niente per cui strapparsi i capelli, sia chiaro, ma queste caratteristiche rendono la modalità piacevole da giocare e dona, al giocatore, la possibilità di variare il suo stile di gioco attraverso la combinazione degli eroi e degli equipaggiamenti.

Cos’è sta melassa?

Oltre alla modalità storia e alla modalità missione sopra citate, il titolo prevede una modalità arcade classica, una modalità allenamento, una modalità online (gradevole, di cui parleremo meglio dopo) ed una modalità scontro libero con cui provare i personaggi o picchiare i nostri amici.

A livello contenutistico, esattamente come il primo capitolo della saga, questo My Hero One’s Justice 2 mostra i muscoli. Le cose da fare sono molteplici e la longevità del titolo, specie se si gioca con spirito completistico, si attesta sulle decine di ore di gioco.

Il problema principale della produzione è però legata al succo, al gameplay, al picchiarsi in modo reciproco con amici ed avversari. Il gameplay di My Hero One’s Justice 2 è praticamente identico a quello del primo capitolo e soffre delle stesse gravi mancanze.

Il sistema di combattimento di My Hero One’ Justice 2 è piuttosto semplice.

Il nostro personaggio, accompagnato da due personaggi di supporto,richiamabili al caricamento di un apposita barra, combatte contro un avversario ed i suoi personaggi di supporto. Al tasto quadrato è associato l‘attacco base, ai tasti triangolo e cerchio sono associate delle tecniche legate al quirk (al potere speciale del nostro eroe). Ogni eroe può bloccare gli attacchi avversari (al costo dello svuotamento progressivo di una barra) e può utilizzare attacchi potentissimi sacrificando cariche di una barra denominata Plusultra.

Messa così il gameplay potrebbe non risultare nemmeno malaccio: le possibilità offensive ci sono, quelle difensive anche.
Il problema è principalmente legato alla scarsissima sensazione di controllo che si ha in un titolo del genere. Nonostante l’intelligente mossa di posizionare la telecamera sull’avversario invece che sul personaggio (mossa azzeccata che permette al giocatore di sapere sempre dove attaccare), il combattimento di My Hero One’s Justice risulta floaty nel migliore dei casi e confusionario in tutti gli altri.

La strategia più conveniente resta sempre quella del button mashing sul tasto dell’attaco normale, solitamente legato a combo di maggiore lunghezza che permettono di tenere l’avversario in volo per più tempo rispetto agli altri attacchi. Gli attacchi legati ai quirk, anche nelle loro varianti, solitamente hanno animazioni che lasciano scarso controllo al giocatore e che poco aggiungono alle proprie strategie.

Giusto per non farci mancare nulla, il sistema di movimento in sé e per sé, non fa gridare al miracolo e si fa ricordare per una velocità di movimento per eroe assolutamente insufficiente. Muoversi velocemente vorrà dire scattare e con lo scatto si dovrà salutare un pezzetto della propria barra Plusultra.

Muoversi dinamicamente o lentamente attendere l’arrivo delle mosse speciali?
Non esattamente una scelta interessante, specie considerato il gameplay anti-strategico del titolo.

Come ci vestiamo oggi?

Ecco una raccolta di costumi ridicoli applicabili al nostro Midoriya

Il gameplay diverte per un paio d’ore e poi lascia spazio a sensazioni più agrodolci, tra il questo si poteva fare meglio ed il alla fin fine le animazioni sono fighe.
Un piccolo contentino viene dato al giocatore dalla possibilità di distruggere gli scenari; questo aumenta la spettacolarità degli scontri e aumenta la varietà di terreni su cui è possibile muoversi. In certe occasioni sarà possibile anche correre sulle pareti per avere la meglio sui propri avversari ed il divertimento aumenterà.

Il gameplay zoppo lascia davvero l’amaro in bocca perché il livello tecnico del titolo, pur non facendo gridare al miracolo, sa il fatto suo.
Le animazioni degli attacchi speciali sono meravigliose e le coreografie per gli attacchi più potenti lasciano spesso senza fiato; la resa a schermo dei personaggi è fedele e fa passare in secondo piano la povertà poligonale degli scenari.

Dal punto di vista del puro graphic design il gioco è una gioia per gli occhi, con un’ interfaccia utente sbarazzina, dei menù molto navigabili ed uno stile meraviglioso, a metà tra i graffiti urbani e le scritte ipercinetiche del fumetto nipponico.

Il comparto sonoro del titolo è apprezzabile, con una OST incentrata sul suono della chitarra elettrica che shredda e imita le melodie orchestrali di pezzi come You Say Run o You Can Become A Hero (che in ogni caso fanno capolino nel titolo, state tranquilli). Il compitino è fatto.

La nostra prima partita online si è tramutata in una sconfitta.

Spendiamo qualche parola sul comparto online del titolo.
Il netcode ci è sembrato abbastanza solido, non presentando problemi durante le nostre prove e non abbiamo mai avuto particolari problemi a trovare partite, complice anche la presenza di altri redattori e della gente che ha acquistato il gioco al day one durante le nostre ultime prove. La modalità online, durante il corso dei prossimi mesi, si arricchirà con eventi a tema che daranno accesso a cosmetici esclusivi. C’è il potenziale necessario per aumentare la longevità del titolo per tutti gli appassionati, senza dover necessariamente acquisire altra playerbase.

Completando missioni, completando la storia, giocando online e sostanzialmente facendo qualsiasi cosa il gioco ci ricompenserà continuamente con oggetti cosmetici da applicare o sul nostro badge da eroe o sui nostri personaggi preferiti. In My Hero One’s Justice 2 la personalizzazione del proprio eroe è a livelli altissimi, con decine di costumi differenti ed un sacco di accessori inutili che faranno la gioia di tutti quei giocatori dotati di creatività. Molti costumi sono acquistabili anche attraverso il credito in game e potrebbero aggiungersi altri contenuti attraverso la presenza di DLC.

My Hero One’S Justice 2 è un perfetto esempio di videogioco more of the same. Prende la struttura del primo capitolo, la mantiene intatta applicando qualche miglioria quà e la e aggiungendo, nel frattempo, nuovi personaggi, nuovi stage e nuovi costumi. Il titolo non ha un gameplay destinato a diventare memorabile, complice il sistema di movimento e la struttura delle mosse, ma riesce a essere divertente e a soddisfare gli appassionati della saga. Se cercate un buon videogioco sulla vostra saga preferita questo potrebbe essere il titolo che fà per voi, se cercate un buon picchiaduro tridimensionale vi consigliamo di andare a cercare altrove.

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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