A Neighborville, ogni mattina, una pianta si sveglia e sa che dovrà correre più veloce dello zombie o sarà divorata.
A Neighborville, ogni mattina, uno zombie si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della pianta o sarà masticato.
A Neighborville ogni mattina, non è importante che tu sia una pianta o uno zombie, l’importante e che inizi a giocare al nuovo brillante capitolo di Piante vs. Zombie: La Battaglia di Neighborville!

Ricette alternative: come prendere il meglio da titoli dello stesso genere e creare un gioco migliore

Benvenuti ad una nuova puntata di “C’è un morto vivente nella mia insalata” oggi vi parleremo di come preparare una macedonia di successo miscelando insieme zombie, frutta, gnomi, verdura, robot, fiori e taco. Tutto quello che dovete fare è prendere tutti questi elementi e versarli in un contenitore abbastanza grande, tipo un parco dei divertimenti. Legare il tutto con un impasto di sparatutto bio, aggiungere delle belle cucchiaiate di multiplayer evo, una bella grattugiata di modalità storia, e per finire, un pizzico di collezionabili.

Come veri cuochi esperti, i ragazzi di PopCap Games sono partiti dalla ricetta di base di PVZ, un tower defense 2D per PC e dispositivi mobile, e l’hanno trasformato in uno sparatutto tridimensionale capace di offrire le stesse dinamiche di un caposaldo del genere come Call of Duty. PVZ Garden Warfare 1 e 2 erano infatti dei veri e propri sparatutto online a 360 gradi conditi però con il folle e irriverente stile a cui questa battaglia tra piante e zombie ci ha abituato ormai da diversi anni. Il mondo della cucina videoludica è però sempre in fermento e visto l’affermarsi di numerosi Battle Royale anche la ricetta di PVZ è stata aggiornata per quello che possiamo (ma non dobbiamo) considerare come il terzo capitolo della serie Garden Warfare e che prende però il nome di: La Battaglia di Neighborville.

 

Probabilmente ve ne sarete accorti: il mondo dell’intrattenimento è in lotta per il nostro tempo. Dai servizi che offrono in streaming montagne di serie tv e videogiochi a quelli che comprendono nell’abbonamento ore e ore di musica. I videogiochi stessi non fanno differenza e da prodotto finito e stand alone sono diventati delle esperienze, veri universi ricchi di cose da fare con eventi giornalieri, tonnellate di modalità, sfide sempre differenti e poi oggetti, oggetti e oggetti! Insomma, tutte cose che ti metti lì che vuoi giocare un’oretta e ti trovano 3 giorni dopo che sei ancora all’inizio a personalizzare il tuo eroe.

È proprio come entrare in un parco divertimenti dove paghi il biglietto e puoi accedere a tutte le attrazioni principali, se vuoi puoi anche comprarti il cappellino al negozio di souvenir o salire sulle montagne russe con il tuo migliore amico. PVZ: La Battaglia di Neighborville è proprio questo, solo che al posto del cappellino puoi comprare nuovi sgargianti coni da mettere in testa agli zombie e sulle montagne russe ci sali con tutti i giocatori del mondo. In sostanza, un titolo che mette insieme il meglio di COD e Fortnite creando una nuova ricetta davvero unica.

Essere una pianta o uno zombie? L’importante è divertirsi

La metafora appena usata del parco divertimenti non potrebbe essere più calzante come in questo caso: PopCap Games estende al massimo il concetto di hub e ne La Battaglia di Neighborville inserisce un vero e proprio parco giochi chiamato Divertilandia. Questa zona è un’area condivisa dell’hub di gioco in cui le 2 fazioni possono dare sfogo alla loro voglia di distruzione senza regolamenti, modalità, obiettivi da raggiungere ecc.

Piante vs. Zombie La Battaglia di Neighborville Recensione

All’interno degli hub di ognuna delle 2 fazioni, invece, troviamo vere e proprie stazioni di potenziamento, di personalizzazione e di raccolta premi, oltre che un pratico camerino che permette di switchare comodamente tra una fazione e l’altra. In queste zone è possibile organizzare il proprio personaggio tra una partita e l’altra personalizzandolo con skin, gadget e una serie di miglioramenti in grado di ripristinare più in fretta le abilità, bonus velocità, punti esperienza plus e tanti altri ancora.

Questo permette una grande personalizzazione dell’impostazione di gioco e che bilancia ogni tipo di esperienza, da chi preferisce correre in campo e scaricare il caricatore in faccia ai nemici a chi preferisce agire nell’ombra e colpire in maniera silenziosa. La scelta del ruolo è, infatti, molto importante e il gioco stesse divide i personaggi di ogni fazione in attacco, difesa e supporto.

Zombi spaziali e Piante kung-fu

Come ogni buon Piante vs. Zombie che si rispetti, anche qui troviamo delle novità sul fronte dei personaggi. Ne La Battaglia di Neighborville infatti ci sono ben 3 nuove aggiunte per ogni fazione, alcune davvero assurde ma di cui è impossibile non innamorarsi.

Piante vs. Zombie La Battaglia di Neighborville Recensione

Per gli zombie abbiamo: L’eroe degli anni ’80, una sorta di versione palestrata di Steve di Stranger Things, che combatte con un arco-stereo e che sarà una gioia per gli amanti dei combattimenti a distanza; L’Elettropattinatrice un personaggio davvero fastidioso da abbattere, veloce e letale nel combattimento, capace di scappare in pochi secondi diventando una scia luminosa e infine il Cadetto Spaziale, una sorta di zombie volante (o planante) difficile da colpire e capace di fornire una buona difesa per la squadra.

Anche le piante però non sono da meno e aggiungono alla loro squadra: Quercia e Ghianda, una coppia capce di switchare tra la velocità di ghianda e la forza bruta di Quercia. Se invece volete qualcuno in grado di infiammare il combattimento c’è la Bocca di Drago, ottima nella mischia e che risulta anche parecchio veloce svolazzando in giro per spostarsi. Infine, il fungo che non vorreste mai trovare sulla vostra pizza, il Berretto da Notte. Questo ninja silenzioso esperto di Fung-Fu può muoversi nell’ombra grazie alle sue abilità e diventare invisibile agli occhi dei nemici tanto da avvicinarsi ed eliminarli con potenti attacchi fisici. Difficile d padroneggiare ma letale se usato bene.

Naturalmente tornano anche le vecchie glorie del giardino come la Sparasemi, il Girasole o la Masticazombi e anche i personaggi più indimenticabili del cimitero come il Capitano Barbamorta, il Fuoriclasse o il Super Zomb, per un totale di ben 20 personaggi tra cui scegliere.

Un varco per combatterli tutti e una città da salvare

Nei precedenti titoli dell’universo PVZ, sia le mappe di gioco che l’hub chiamato Il Cortile, erano pieni di segreti da scoprire e missioni da portare a termine. Ne La Battaglia di Neighborville le cose cambiano, o meglio, rimangono le stesse ma si ampliano e si spostano per offrire una completa esperienza PVP online e una vera e propria modalità storia.

Modalità Storia: Qualcuno prenda quei dannati gnomi!

Si avete letto bene, nel gioco c’è una modalità storia, ricca di segreti, missioni, oggetti e che può essere giocata anche in multigiocatore. Questa modalità è in realtà una grande mappa chiamata Centro Città in cui, oltre alle folli missioni della storia, dovremo raccogliere anche diversi collezionabili, tra cui gli Gnomi che servono a…beh, raccoglieteli e scopritelo! Inutile dirvi che la mappa è inoltre zeppa di tesori nascosti e oggetti per personalizzare gli eroi (pensate ad un numero eccessivamente grande, fatto? La quantità degli oggetti di personalizzazione è sicuramente il triplo!).

Piante vs. Zombie La Battaglia di Neighborville Recensione

Non vi basta il Centro Città? Potete sempre farvi un giretto su Monte Scosceso oppure tra la vegetazione di Bosco Bislacco per scoprire altre 2 mappe-storia ricche di altrettante missioni e cose da fare (Zombie Yeti segreto incluso!).

Modalità Multiplayer-PVP: Ho visto pannocchie arse vive da austronauti nonmorti in preda ad un attacco di disco music

Attacco, difesa, questo ha un abilità che fa aumentare gli hp quando colpisci…aaaah ma quanto è carino questo girasole con gli occhiali? Prendo lui!

Quante volte vi è capitato di dire una frase del genere? A me sempre e forse è proprio per questo che non eccellerò mai negli Esports ma solo nello “Spara finché non hai finito tutte le dannate munizioni!”. Ora, se come me siete campioni della seconda disciplina smettete di leggere e andate a combattere per Neighborville. Se invece amate la competizione sportiva il gioco risulta meno attraente, soprattutto per via dello sbilanciamento di caratteristiche di alcuni personaggi. Inoltre, nonostante il matchmaking sia fulmineo, spesso vi ritroverete contro avversari dal livello troppo alto e contro cui il vostro abile fungo ninja viene istantaneamente trifolato.

 

Tutte cose che andranno ritoccate nel tempo, come il gunplay che a volte risulta impreciso mancando i bersagli oppure lasciandovi stecchiti anche se il colpo vi ha palesemente mancato.

Essendo un’esperienza continua e in contatto con il mondo esterno, gli aggiornamenti non tarderanno ad arrivare e per il momento ci sono ben 6 modalità multiplayer in cui divertirsi tra cui il classico deathmatch a squadre e la sua variante ad eliminazione 4 VS 4, Supremazia Erbosa, che è una specie di re della collina ma con la mappa in espansione, la modalità orda con l’immancabile boss finale e un’arena per 24 giocatori che si sfidano in una grande battaglia campale (una specie di mini Battle Royale).

Commento finale: siamo solo all’inizio

Valutare come gioco Piante vs. Zombie: La Battaglia di Neighborville è complesso. Come dicevamo nella recensione, questo non è più solo un videogame ma un vero e proprio universo a 360 gradi che cresce e si espande di settimana in settimana offrendo continuamente nuove cose da fare o eventi da affrontare (come quello a tema Halloween che si sta svolgendo proprio in questi giorni). Un vero e proprio servizio, quindi, che intrattiene il giocatore e gli offre una continua alternativa di divertimento. Il voto che trovate qui sotto, infatti, tiene conto di quello che viene offerto oggi, al momento dell’uscita. Potremo definirla una valutazione del “pacchetto base dell’esperienza”: La Battaglia di Neighborville è uno sparatutto divertente con tante modalità, tanti personaggi, tantissime cose da fare e da sbloccare. Certo c’è un gunplay leggermente imperfetto e qualche personaggio sbilanciato, ma sono cose che andranno limate con il tempo. Purtroppo non c’è innovazione, ma inglobare tutto il meglio dell’offerta sparatutto odierna, senza riuscire ad innovarla, è per forza un male?

5/5 (4)

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