Pokkén Tournament DX – Recensione


Articolo a cura di Samuele Zaboi


Ormai è passato più di un anno dal debutto di Pokkén Tournament per Wii U e il gioco ora approda anche su Nintendo Switch nella sua forma più completa e perfetta. Nuovi Pokémon, nuovi modi per lottare oltre all’immancabile possibilità di impugnare i vostri Joy-Con per sfidarvi ovunque vogliate e con chi desideriate.
Ecco a voi Pokkén Tournament DX.


Le novità in campo

La versione Switch del gioco che unisce il mondo Pokémon con quello di Tekken non è un mero porting della versione Wii U, di cui vi ricordiamo la nostra recensione QUI. Nato per le sale giochi nipponiche, questo ibrido ora può anche beneficiare della caratteristiche peculiari della nuova console di casa Nintendo: libertà di movimento e di interazione con tutti, sempre e in qualsiasi logo.
La storia dei Pokémon, così come quella della classica serie videludica che ha fatto la fortuna di molte generazioni si console portatili, è sempre stata incentrata sulle lotte e i combattimenti tra le famose creature realizzate dal maestro Tajiri. Pokkén Tournament DX riesce così a raccogliere la quintessenza del mondo Pokémon grazie anche a un’ottima fruibilità. Non dovrete essere dei provetti giocatori di picchiaduro per avere la meglio nel gioco e ancora meno per potervi divertire per ore e ore.
Procedendo con ordine, in Pokkén Tournament DX avrete a disposizione diverse modalità con cui cimentarvi: dal classico tutorial fino alla campagna single player, rinominata Lega Ferrum. Qui, percorrendo una scalata tra quattro leghe, sarà possibile affrontare anche la modalità storia con il misterioso MewTwo Nero (uno dei Pokémon giocabili tra l’altro): Non mancano inoltre le sfide giornaliere, con cui guadagnare punti abilità, e le sfide in multiplayer, sia in locale che online o addirittura anche via wireless. Insomma, ce n’è proprio per tutti. Non va dimenticata infine la possibilità di effettuare battaglie 3vs3 dove si dovrà sconfiggere gli avversari, uno alla volta, per ottenere così la vittoria.
Diverso il discorso per quanto riguarda i Pokémon utilizzabili: è vero che il numero di lottatori è aumentato rispetto alla versione Wii U, salendo a più di 20, ma nel complesso la scelta non è poi così ampia come ci si aspetterebbe da un titolo picchiaduro. Inutile fermarsi sulla scelta dei Pokémon (era proprio necessaria la presenza di due Pikachu?, ndr), problema già riscontrato nella versione per Wii U. La vera novità in questo senso è la presenza di Decidueye, oltre alla presenza immediata di Darkrai, Empoleon, Croagunk e Scizor. Le nuove entrate non mancano nemmeno nei Pokémon di supporto grazie all’arrivo della coppia Litten-Popplio.

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Pokkén Everywhere

Il gameplay, estremamente intuitivo, si sposa alla perfezione con la natura di Switch: dopo aver scelto la vostra combinazioni di comandi preferita, vi troverete a vostro agio nel campo di battaglia. Oscillando tra le due fasi di gioco, Panoramica e Duello (la seconda più simile alla classica visuale dei picchiaduro), la bontà di Pokkén Tournament DX la si nota anche per l’assenza di difetti tecnici o imperfezioni durante il gameplay, che scorre fluido anche nella versione portatile della console della grande N. Spettacolari ovviamente le super mosse, utilizzabili solo quando sarà attivata l’Ultra Risonanza, una speciale barra che verrà caricata attraverso attacchi e combo.
Da apprezzare sicuramente gli scenari dove vanno in scena le lotte, con dettagli di contorno gradevoli, segno di un’attenzione costante per ogni aspetto del gioco: spettatori umani e altri Pokémon si alterneranno e faranno da pubblico a queste sfide, per dare il degno contorno alle sfide di Pokkén Tournament DX. La longevità, considerando solamente la modalità “storia”, non è eccessiva e alla lunga, specialmente nell’ultima lega, tutta la struttura dell’avventura diventa estremamente ripetitiva, quasi annoiante. Vero però che il cuore del gioco, come ogni picchiaduro, risiede nella possibilità di fare lotte su lotte contro amici e altri utenti, in locale o in multiplayer.
Non va dimenticato infine che per ogni sfida sarà possibile ottenere dei gettoni che potranno essere investiti nello shop del gioco, dove si potranno acquistare e sbloccare nuove divise e personalizzazioni per il proprio alter ego. Degno di nota infine la realizzazione di ogni Pokémon: ogni lottatore avrà le proprie mosse (compresi i due Pikachu, ndr), le proprie movenze e, naturalmente, i propri attacchi.
Durante questa fase di test abbiamo avuto modo di provare anche la componente online, naturalmente non ancora popolata di molti giocatori. In queste sessioni di gioco non è stato riscontrato alcun  problema e il gameplay è rimasto fluido senza il minimo problema o imperfezione. Resta ancora da valutare il sistema online quando i server saranno maggiormente occupati da utenti.

Commenti finali

Pokkén Tournament DX conferma e migliora quanto di buono visto su Wii U. La versione definitiva del gioco per Switch è un titolo consigliato a chi non ha mai avuto modo di provare la versione “old gen” ma anche se avete già avuto modo di lottare con Lucario o Charizard l’edizione per Switch saprà offrirvi qualcosa in più.
Un gameplay intuitivo e un’ottima componente grafica fanno di Pokkén Tournament DX un ottimo titolo, anche per chi non si è mai approcciato a fondo con i titoli picchiaduro.

 

Articolo a cura di Redazione Player.it

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