Super Bomberman R – Recensione


Articolo a cura di Gianluca “DottorKillex”Arena


Negli anni, complice la sua arretratezza a livello di infrastrutture online, Nintendo è stata l’unico grande publisher a mantenere vivo il multiplayer locale, puntando su titoli divertentissimi da condividere con gli amici nella stessa stanza e facendo giocare diverse generazioni di padri e figli, fratelli e sorelle, mariti e mogli.

Approfittando di quest’attitudine, Konami ha pensato bene di rilanciare un brand storico in concomitanza con l’uscita di Switch, ed ecco quindi spuntare fuori, nella lista di titoli che accompagnano la console ibrida della grande N, Super Bomberman R, nostalgico ritorno del robottino bombarolo sugli schermi di una macchina sviluppata a Kyoto.

Dopo aver fatto esplodere centinaia di bombe, siamo pronti a dirvi cosa ne pensiamo.


Tutorial mascherato

All’annuncio del titolo, e del prezzo di lancio di poco inferiore ai titoli di punta presenti sul mercato, ci eravamo illusi che Super Bomberman R avrebbe avuto una quantità di contenuti maggiore rispetto alla media delle uscite del franchise e che avrebbe posto attenzione anche al comparto single player, storico punto debole dei titoli con protagonista il piccolo robot bombarolo.

La realtà dei fatti, purtroppo, è diversa: sebbene l’ultima fatica Konami non faccia nulla di meno dei titoli che l’hanno preceduta, allo stesso tempo non aggiunge nulla di più, limitandosi ad offrire una campagna single player corta e poco stimolante, che funge più che altro da tutorial per il multiplayer, vero cuore della produzione.

Lungo una cinquantina di livelli suddivisi in cinque mondi, il giocatore sarà chiamato a salvare la galassia da un manipolo di robot dalle intenzioni poco nobili, dividendosi tra il completamento di stage sempre più complessi e delle cutscene comiche ben realizzate, perfettamente in linea con lo spirito buffo e sopra le righe che ha sempre caratterizzato il franchise sin dai suoi esordi, che si perdono ormai nei meandri della memoria.

Dobbiamo riconoscere una certa varietà di situazioni alla campagna principale, che peraltro può essere affrontata in compagnia di un amico tramite un comodo sistema di drop-in, ma la sua brevità e la relativa facilità con cui può essere portata a termine non giocano a suo favore: a livello meramente contenutistico, Super Bomberman R si rivela quindi inferiore ad alcuni dei suoi avi, rendendo impossibile consigliarlo a quanti non dispongano di amici/fratelli, fidanzati/e, o di una certa passione per le partite in rete contro sconosciuti avversari.


Le meccaniche di gioco alla base del decennale successo della saga tornano intatte, e proprio per questo è un peccato che il titolo non si preoccupi di provare ad allargare il bacino di utenza storico, perché, quando Super Bomberman R riesce ad offrire il meglio di sé, ovvero nelle partite in multi, non si fatica a capire come mai il franchise sia sul mercato dal 1983.

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Frenesia esplosiva

Di certo la parte migliore del prodotto è rappresentata dal comparto multigiocatore, non tanto per l’abbondanza delle modalità (che, invero, latita) o per delle mappe particolarmente elaborate, quanto per l’inossidabile connubio tra semplicità e frenesia che da sempre contraddistingue la serie.

Super Bomberman R non fa eccezione, da questo punto di vista, e propone un totale di venti  stage dedicati in cui sbizzarrirsi, otto dei quali immediatamente disponibili e dodici sbloccabili in un secondo momento, spendendo la valuta in-game guadagnata completando la campagna single player ed ottenendo le valutazioni migliori al termine di ogni livello.

Prima di scendere nell’arena, sarà possibile settare una serie di parametri che aiutano a personalizzare la partita e a bilanciare, per quanto possibile, la competizione tra giocatori dotati di abilità differenti: si può inibire l’uso di determinate abilità speciali, scegliere il posizionamento ad inizio round o affidarsi a quello casuale, settare la durata della partita e così via.

Nonostante queste opzioni garantiscano un maggiore controllo sui match, all’interno dell’economia del gameplay l’aleatorietà conserva ancora un ruolo importante, visto che il raggio delle esplosioni delle bombe può essere ampliato da bonus rilasciati casualmente sul campo di battaglia, causando morti improvvise ed inattese.


Per quei pochissimi che non lo sapessero, infatti, il titolo Konami consiste proprio nel far esplodere tutto ciò che c’è a schermo, dai nemici ai blocchi che limitano il movimento del proprio avatar, scelto tra i fratelli Bomberman.

La possibilità di calciare le bombe appena rilasciate, di mollarne più di una per volta, di scavalcare determinate parti non distruttibili dello scenario sono solo alcuni dei bonus extra rinvenibili durante le battaglie, e la loro distribuzione determina spesso la differenza tra una folgorante vittoria e una rapida sconfitta, un po’ come avviene nel celeberrimo Mario Kart, fatte le debite proporzioni.

Tanto i punti di forza di queste meccaniche quanto le debolezze sono evidenti: imparare a giocare richiede pochissimi minuti, con solo una manciata di regole base da rispettare, e il divertimento sul breve periodo è assicurato, indipendentemente dalla fascia d’età e dall’esperienza videoludica dei giocatori.

Il rovescio della medaglia, ancora più evidente vista la scarsità di contenuti di cui soffre Super Bomberman R, è una generale mancanza di profondità e lo spettro della noia che si allunga sul lungo periodo.

Per quanti provenissero dal passato remoto della serie, invece, bisogna sottolineare come questo episodio, pur buono nel complesso, sia lontano dalle vette che il robottino ex Hudson Soft ha saputo raggiungere, in particolare su PC Engine, Megadrive e Saturn, con quest’ultima versione che conserva un posticino nel cuore di tantissimi nostalgici.

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Latenza latente

Il discorso artistico e quello tecnico vanno scissi, e se per l’uno si passa, inevitabilmente, anche dai gusti personali, per l’altro ci sono una serie di dati di fatto da prendere in considerazione.

Partiamo dall’aspetto artistico: a noi i filmati d’intermezzo, doppiati e molto ben realizzati, con uno stile infantile ma coloratissimo, sono piaciuti molto, e riteniamo richiamino le origini del brand e si integrino alla perfezione nella continuità visiva del franchise.

Nel contempo, però, la scelta di rappresentare le fasi giocate con un’anonima grafica poligonale, con colori molto più slavati e prospettiva in due dimensioni e mezzo, proprio non è andata giù: il risultato è che, se non fosse per il gameplay, immediatamente riconoscibile, Super Bomberman R passerebbe per uno dei mille cloni che hanno affollato il mercato un paio di decadi fa, quando il successo del robottino dell’allora Hudson Soft era all’apice.

Tecnicamente parlando, poi, ci sono alti e bassi: il framerate, inchiodato a trenta frame per secondo, ci ha soddisfatto, balbettando solamente in rarissime occasioni e comunque senza mai inficiare l’esperienza di gioco, ma i test effettuati sulle partite in rete, che, come detto, rappresentano il cuore dell’offerta ludica, non sempre hanno restituito risultati entusiasmanti.

Se è vero che non siamo mai stati disconnessi, va detto che i fenomeni di latenza, al momento di redigere questo pezzo, sono innegabili, e coinvolgono poco meno della metà delle partite che abbiamo avuto modo di effettuare.

Certo, la cosa potrebbe dipendere, in parte, dalla giovanissima età dell’infrastruttura online della console ospite, i cui battenti hanno aperto solo poche ore fa, ma è nondimeno opportuno che Konami metta mano al codice e sistemi il tutto con una patch correttiva.

Nota finale per il comparto sonoro, che, doppiaggio a parte, abbiamo trovato abbastanza deludente: le musichette, soprattutto per le partite in multiplayer, sono snervanti e tendono a ripetersi troppo spesso, con il risultato che, soprattutto se in compagnia di amici, finirete con l’abbassare il volume della televisione.

Commento finale

Super Bomberman R riesce a riportare in auge un brand da troppo tempo in soffitta, regalando le consuete, frenetiche partite multigiocatore e candidandosi, grazie a dinamiche di gioco di facile assimilazione, ad essere un party game perfetto per Switch.

Peccato, allora, che il prezzo a cui viene proposto non sia affatto adeguato alla quantità e qualità dei contenuti e che, al momento di scrivere questa recensione, le partite online soffrano di fenomeni di lag che variano dal fastidioso all’ingiocabile.

Compratelo se siete amanti della serie, altrimenti potreste voler aspettare il primo calo di prezzo.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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