Sonic Boom: Fuoco & Ghiaccio – Recensione


Articolo a cura di Gianluca “DottorKillex” Arena


A rimorchio di una serie televisiva che ha riscosso un buon successo tra i più giovani, dopo l’orripilante Rise of Lyrics, ecco che Sonic e compagnia tornano con Sonic Boom Fuoco e Ghiaccio, titolo sviluppato da Sanzaru Games e in arrivo, solo su 3DS, il prossimo 30 settembre.
La recente carriera videoludica del porcospino più amato di tutti i tempi è vissuta di alti e bassi, alternando prodotti di qualità, comunque distanti dai capolavori dell’epoca a 16 bit, ad altri che hanno lasciato parecchio amaro in bocca alla nutrita fanbase.
Pur non potendolo considerare un titolo canonico della serie, vista anche l’assenza del Sonic Team al timone, come si comporta quest’ultimo titolo su licenza?
Scopriamolo insieme.

Baffi, panza e problemi

Non avendo trovato né una donna che lo sopporti né un hobby che lo coinvolga, quel simpaticone baffuto del Dr. Eggman continua a passare le giornate ad escogitare malefici piani di vendetta contro Sonic, odiata nemesi sin dal primo capitolo della serie.
Stavolta, sembra aver trovato la chiave di volta: la Magnite, un minerale dalle potenzialità straordinarie che, però, sembra avere effetti collaterali di non poco conto sui robot che lo stesso scienziato pazzo impiega per estrarlo.
Accade così che D-fecto, il modello più avanzato tra questi ultimi, esca completamente d senno, smettendo di rispondere ai comandi del suo padrone e utilizzando la Magnite per potenziarsi e diventare più veloce e performante di Sonic.
Dal canto suo, il panzone baffuto continua imperterrito sulla sua strada, creando un esercito di robot potenziati capaci di mettere i bastoni tra le ruote al nostro eroe blu preferito: nemmeno a dirlo, toccherà a Sonic e al suo team sventare questa doppia minaccia.
La squadra comprende Amy, Knuckles, Tails (sic!) e Sticks, oltre al porcospino blu, e, una volta sbloccati tutti i personaggi (cosa che avverrà già dopo un’oretta di gioco al massimo) si potrà passare da uno all’altro in tempo reale, alla sola pressione dello schermo tattile di Nintendo 3DS.
Il livello recitativo e il plot non verranno ricordati dai posteri, ma bisogna considerare che il target del prodotto è comunque molto giovane, se è vero che questo episodio si rifà direttamente alla serie televisiva omonima, riprendendone personaggi, temi, character design, come Ryse of Liric e Shattered Crystal prima di lui.
Le sequenze animate che accompagneranno la progressione nei livelli non sembrano sfruttare le sequenze animate della serie TV, e la loro realizzazione ne risente, con animazioni legnosette e una sincronia labiale che lascia a desiderare.
Pochi platform, però, sono rimasti impressi per la componente narrativa, ed è sul gameplay che lo sguardo degli appassionati del genere , verosimilmente, si rivolgerà.

Buone idee senza salvagente

I ragazzi di Sanzaru Games avevano partorito, sulla carta, una serie di buone idee cui, però, non sono riusciti a dare seguito, con il risultato che queste annegano in un mare di piccole problematiche e di soluzioni di game design poco brillanti.
Serve a poco, ad esempio, mettere il giocatore ai comandi di una squadra variegata, con personaggi dotati di abilità uniche, se poi lo si costringe a passare da un personaggio all’altro in maniera forzata in determinati punti dei livelli, quando invece, nella stragrande maggioranza dei casi, impersonare Sonic offre vantaggi tangibili in termini di velocità d’esecuzione e di godibilità dei ritmi di gioco.
Discorso simile può essere fatto anche per la possibilità di richiamare, tramite i dorsali, la forza del ghiaccio o del fuoco, così da aprirsi la via tra blocchi da sciogliere o solidificare zone acquatiche: la libertà paventata durante i primissimi stage diventa presto un miraggio, con il giocatore chiamato, semplicemente, ad attivare il potere corrispondente in prossimità delle zone in cui esso è richiesto, senza mai un guizzo d’inventiva o la reale possibilità di risolvere i basici puzzle ambientali in una maniera che non sia quella prevista dal team di sviluppo.
Il dispiacere per l’occasione persa cresce se si pensa che, nei livelli in cui funziona, Sonic Boom Fuoco e Ghiaccio riesce a riportare alla mente spaccati di un passato remoto ma glorioso, in cui i platform aventi Sonic come protagonista sfrecciavano sugli schermi delle console Sega ma non solo, mescolando piattaforme e velocità come nessuno mai.
A causa di un level design incostante, che comprende livelli ben pensati ma anche altri decisamente piatti, queste emozioni si provano per troppo poco tempo per consigliare senza riserve l’acquisto del prodotto, a meno di non regalarlo ad un ragazzino in età scolare, che potrebbe soprassedere sull’estrema linearità dell’esperienza, sulla ristrettezza del bestiario nemico e sull’esiguità del livello di sfida, veramente ai minimi storici per un titolo con protagonista Sonic.
La magra consolazione di aver realizzato il miglior titolo su licenza del franchise Sonic Boom non può bastare, insomma, perché, sebbene il risultato finale sia lungi dall’essere ingiocabile o afflitto da numerosi bug (com’era stato, invece, con i due precedenti episodi), si fa comunque fatica a bollarlo come qualcosa in più di un platform sufficiente, con più bassi che alti, che restituisce la chiara impressione che si sarebbe potuto fare di meglio.

Rimandato a settembre

A livello puramente visivo Sonic Boom Fuoco e Ghiaccio tradisce valori produttivi non certo stellari, sebbene non manchi qualche spunto positivo: il target molto giovane della produzione può infatti spiegare la grande quantità di colori accesi a schermo e un design abbastanza tondeggiante degli scenari, ma non certo la loro pochezza in termini poligonali e la grande ripetitività che caratterizza l’orda di robot che Eggman ci vomiterà contro.
In più di una circostanza, anche a diversi stage di distanza l’uno dall’altro, ci imbatteremo in reskin di avversari già affrontati, con pattern di attacco solo leggermente modificati, che rendono il confronto con i nemici uno dei momenti meno gratificanti della produzione, anche perché solo una manciata di essi richiederà un corso d’azione diverso dal “lo punto e lo faccio secco”.
Cionondimeno, bocciare in toto la produzione significherebbe ignorarne anche i lati positivi, tra cui la stabilità del motore di gioco, un paio di effetti piacevoli da vedere e la discreta varietà di ambientazioni, sebbene, ovviamente, le zone ghiacciate e quelle vulcaniche siano preponderanti.
Paradossalmente, nonostante il prodotto sia indirizzato ai più giovani, potrebbero essere i veterani del medium, e cioè quelli che ripetevano gli stessi stage ossessivamente pur di guadagnare qualche centesimo di secondo, ad apprezzare la struttura dei livelli e il fattore velocità che caratterizza molti di essi, che si prestano ad essere rigiocati numerose volte per migliorare il tempo di completamento.
Volendo trarre delle conclusioni, insomma, pur avendo giocato, su 3DS, a titoli indirizzati ad un pubblico giovane ben più curati esteticamente (dagli Inazuma Eleven al recente Yo-Kai Watch), crediamo che il lavoro svolto da Sanzaru Games sotto questo aspetto sia più che sufficiente.


Commento finale

Ideale per chi ha nipoti, figli o fratellini minori patiti di giochi a piattaforme (o della serie animata da cui Sanzaru Games ha tratto ispirazione), Sonic Boom Fuoco e Ghiaccio si rivela però inadeguato se approcciato dai fan un po’ più stagionati del porcospino blu, alla ricerca di un titolo vario e, magari impegnativo.
Qualche buona idea c’è, ma la realizzazione finale fatica ad elevarsi dalla sufficienza, il che, su una console ricca di titoli a piattaforme di grande valore come 3DS, può quasi essere vista come una colpa: valutatene attentamente l’acquisto, e occhio alle aspettative.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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