NBA 2K17 – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano 


 

“Quella non è una stoppata, è una gioconda!”

Con questa curiosa espressione di Flavio Tranquillo si è chiusa di fatto la stagione NBA 2015-2016 ma ora è quasi il momento di ricominciare e, con il nuovo anno, arriva come sempre anche un nuovo capitolo della famosa serie NBA 2K. Questo franchise è riuscito a guadagnarsi un’enorme fiducia da parte dei giocatori e anche l’edizione dell’anno scorso, nonostante qualche problema di troppo legato alla carriera, ha convinto praticamente tutti. A questo punto, trovandosi di fronte NBA 2K17, le prime domande che vengono in mente al giocatore sono piuttosto evidenti: il livello è quello dell’anno scorso? La qualità è calata? Quali sono le reali novità di questo capitolo?

Oggi siamo qui per cercare di rispondere a questi interrogativi, consapevoli che il nuovo anno non sarà facile da affrontare dopo l’addio di Duncan e del Mamba ma, al tempo stesso, curiosi di scoprire i possibili sviluppi di una stagione ricca di colpi di scena.

 


Palla a due

 

Partiamo subito dal gameplay, il vero cuore e motore di questo NBA 2K17. Chi ha giocato ai precedenti capitoli si sentirà subito a casa, i comandi di base non sono stati stravolti ed è ancora possibile controllare l’azione in modo eccellente. Per riuscire realmente a essere dominanti, specialmente alle difficoltà più elevate, è necessario anche quest’anno conoscere bene gli uomini a propria disposizione per sapere cosa pretendere da loro e cosa invece chiedere ad altri. 


La gestione degli schemi è stata leggermente semplificata rispetto al passato ma resta comunque di una complessità mostruosa per un neofita: non crediamo sia giusto criticare il team di sviluppo per questo, spiegare certe combinazioni con tutte le relative variabili in modo semplice è praticamente impossibile e, di conseguenza, l’unico modo per padroneggiare i movimenti di squadra da usare in partita è ricorrere ad allenamenti e partite di prova. L’interfaccia di selezione dello schema, comunque, è stata resa più intuitiva e questo facilita sicuramente le giocate nei momenti più concitati.

Anche in questo NBA 2K17 la curva di apprendimento non è leggera (anzi) ed è necessaria parecchia pratica per capire come muoversi e come fare una partita degna di questo nome. Il tutorial presente all’interno del titolo è ottimo ed è sicuramente molto utile, ma non è di certo sufficiente per memorizzare tutto quello che c’è da sapere. Il gioco, come da tradizione, è tremendamente complesso ed è adatto sia a una semplice partita la sera con gli amici sia per gli amanti della tattiche e delle sperimentazioni in ambito cestistico. 

Per quanto riguarda le principali novità introdotte in questo nuovo capitolo della serie relativamente al gameplay possiamo citare una migliore fisica del pallone, una gestione più realistica e credibile dei contrasti tra i giocatori, un nuovo sistema di combinazione dei movimenti in grado di rendere tutto l’insieme più fluido e non solo. La fatica ora ha un impatto decisamente maggiore sulle prestazioni dei nostri atleti e, di conseguenza, siamo costretti a gestirli al meglio nel corso della partita con timeout e sostituzioni. Avere una panchina profonda e di qualità è più importante che mai in questo nuovo capitolo della serie ed è probabilmente la strada più semplice per il successo. 

Anche i rimbalzi sono stati modificati con lo scopo di ricreare le vere e proprie lotte sono canestro tipiche delle partite reali: in passato capitava molto spesso di vedere semplicemente il difensore saltare aggiudicandosi nel 90% dei casi un rimbalzo pulito, mentre ora gli scontri sono molto più serrati e il posizionamento è sempre più importante. 

Naturalmente tra le novità introdotte troviamo anche molte nuove animazioni e movimenti, anche se come ogni anno gli sviluppatori hanno utilizzato nuovamente animazioni già viste in passato. Certe mosse, certi gesti e certe esultanze sono state prese di peso da 2K15 e 2K16 e messe in 2K17, ma non è certo la prima volta che accade nella storia della serie.

In conclusione possiamo affermare che il gameplay proposto in questo nuovo NBA 2K17 è eccellente: le novità introdotte non sono particolarmente evidenti a un primo sguardo ma col tempo emergono e rendono il gioco al tempo stesso più profondo e intuitivo rispetto al passato.


Il presidente della pallacanestro

 

La modalità più amata negli ultimi anni dai giocatori di NBA 2K è probabilmente la carriera e, dopo averla provata a fondo, siamo pronti a darvi il nostro giudizio sulla versione 2K17. 

Partiamo subito da una doverosa premessa: la strada intrapresa in 2K16 con Spike Lee è stata abbandonata, gli sviluppatori hanno preferito ripartire da quanto visto in NBA 2K15 con una “trama” forse meno avvincente ma più solida. I toni fortemente drammatici del passato sono quasi del tutto spariti e ci troviamo a vestire i panni di “Pres”, giocatore liceale prodigio che deve farsi strada fino agli anelli NBA.

La storia proposta in NBA 2K17, se così possiamo definirla, ci ha convinti e rappresenta sicuramente un enorme valore aggiunto in grado di spezzare la monotonia tra una partita e l’altra. I personaggi presenti sono ben caratterizzati anche se forse un po’ troppo stereotipati in alcuni frangenti e, inoltre, abbiamo finalmente la possibilità di fare scelte specifiche in grado di dare una direzione precisa alla nostra carriera virtuale. 

Da un certo punto di vista siamo un po’ sorpresi da questo cambio di rotta così brusco rispetto all’anno scorso e sicuramente avremmo gradito una trama un po’ più originale e affascinante, ma il lavoro fatto dagli scrittori per NBA 2K17 è comunque ottimo e le scene, come sempre, sono state realizzate in maniera eccellente e con un doppiaggio di alta qualità.


Parlando della struttura vera e propria della carriera, invece, gli sviluppatori sono partiti dal modello di NBA 2K16: anche questa volta ci troviamo a dover gestire i giorni di riposo e abbiamo la possibilità di partecipare agli allenamenti, stringere accordi di sponsorizzazione per guadagnare denaro, partecipare a eventi per aumentare il numero dei nostri tifosi e molto altro ancora. Le varie attività proposte sono sicuramente più integrate tra loro rispetto a quanto visto in passato e si può passare da un allenamento a un evento con naturalezza senza avere troppi problemi. Nel nostro tempo libero, inoltre, possiamo usare il nostro cellulare per conversare con gli altri personaggi del gioco e controllare i Social Media, un’aggiunta non essenziale ma sicuramente piacevole.

Per quanto riguarda la creazione del giocatore il team di sviluppo ha cercato di semplificare le cose rispetto al passato, proponendo modelli chiari con statistiche precise e offrendo diverse combinazioni per ogni ruolo. Le scelte che facciamo sulla corporatura, sull’ampiezza delle spalle e sulla larghezza delle braccia hanno un reale impatto in partita e di conseguenza vanno prese in considerazione. Gli allenamenti, mai così importanti come quest’anno, ci permettono di aumentare il nostro potenziale e ci consentono, col tempo, di guadagnarci il posto in rotazione e stringere rapporti con i compagni di squadra. 

Il negozio per attributi, cartellini e animazioni, infine, è stato completamente rivisto anche se questa sua nuova veste non ci ha convinti molto: probabilmente era più intuitivo in passato, ma dopo un po’ di tempo ci si abitua senza problemi. 

Modalità per tutti i gusti

 

Anche quest’anno la serie NBA 2K propone un sacco di modalità in grado di appassionare e intrattenere tutti i fan della pallacanestro. Oltre alla carriera di cui abbiamo appena parlato, alla partita rapida e all’allenamento abbiamo infatti MyGM, MyLeague e due novità: Start Today e Playoff.

MyGm ripropone anche quest’anno la formula base vista in 2K16: in questa modalità vestiamo i panni di un GM NBA e abbiamo il compito di portare una squadra al titolo nel breve o nel lungo periodo. Rispetto al passato le possibilità di personalizzazione della lega e della squadra sono aumentate notevolmente e ora abbiamo addirittura la possibilità di far passare, in accordo con gli altri team, variazioni al regolamento. Le modifiche eventualmente approvate non stravolgono il gioco (dimenticatevi il famoso tiro da quattro punti) ma possono avere comunque un impatto e abbiamo apprezzato veramente molto questa novità. Anche lo strumento di creazione del proprio team, con divisa, palazzetto e logo, è stato reso più semplice e intuitivo e naturalmente possiamo sempre fare affidamento sull’enorme quantità di materiale prodotto dalla community. Quest’anno, inoltre, abbiamo anche la possibilità di espandere la lega arrivando fino a 36 squadre (naturalmente così facendo ci sono delle variazioni al calendario) e possiamo nuovamente personalizzare completamente la lega variando le squadre presenti e i giocatori.

Questa grande possibilità di personalizzazione di cui abbiamo appena parlato è presente anche in MyLeague, un’altra modalità già vista l’anno scorso in cui ci troviamo a dover gestire tutta la lega: possiamo modificare una quantità veramente impressionante di parametri e abbiamo una libertà sicuramente molto maggiore rispetto a quella vista in MyGm.

Per quanto riguarda le novità, come abbiamo detto, abbiamo Start Today e Playoff. La prima modalità ci permette di iniziare una stagione nel corso dell’anno partendo dal punto in cui la squadra che selezioniamo si trova nella realtà. La seconda, invece, ci permette di affrontare tutti i Playoff e ci consente di personalizzarli a nostro piacere. 

Queste due aggiunte non propongono niente di particolarmente interessante e non sono certo la punta di diamante del titolo, ma rappresentano comunque una gradevole novità.

Parlando di online, invece, la modalità più importante è anche quest’anno MyTeam. Il sistema di base è lo stesso degli altri anni: il giocatore deve costruire la squadra dei suoi sogni sbustando carte presenti in pacchetti acquistabili con la valuta ottenibile in-game o con denaro reale.

La personalizzazione per quanto riguarda la propria squadra è sempre eccellente ma, tralasciando l’introduzione di MyTeam NBA Blacktop (in pratica una serie di 3 contro 3 che ci consente di ottenere premi speciali dopo ogni partita) le innovazioni proposte sono piuttosto marginali. Sono presenti sfide di pochi minuti da completare, sono sparite le carte con i rating dinamici per favorire le carte momentum ed è stata introdotta la meccanica “duo dinamico” che ci permette di ottenere un boost combinando certi giocatori. 

Oltre a MyTeam fanno il loro ritorno in questo NBA 2K17 anche alcune vecchie modalità molto apprezzate come Play Now Online, My Park, e Pro Am, riviste e migliorate per l’occasione senza particolari stravolgimenti.

La ricerca della perfezione

 

NBA 2K17 è un gioco tecnicamente ottimo, gli sviluppatori non hanno deluso nemmeno quest’anno e i giocatori sono più credibili che mai. Il team si è concentrato molto sulle arene cercando di riprodurre al meglio gli effetti di luce nei diversi palazzetti e proponendo registrazioni audio specifiche per ogni singola arena. 

Sfortunatamente il lavoro non è stato altrettanto buono con l’intelligenza artificiale e ci è capitato più volte nel corso delle nostra prova di imbatterci in bug minori di poco conto, ma siamo certi che questi verranno risolti rapidamente con i prossimi aggiornamenti (come accaduto negli ultimi anni).

Per quanto riguarda la telecronaca il lavoro svolto è sicuramente eccellente, mentre per la colonna sonora i brani proposti offrono una varietà di genere più marcata rispetto al passato. Nulla da dire per quanto riguarda gli effetti audio e le voci dei giocatori, l’atmosfera nelle partite è credibile e gli sviluppatori hanno curato veramente moltissimo i dettagli.

 

Conclusione

 

NBA 2K17 è un altro eccellente gioco di basket, un degno seguito del predecessore che, ne siamo certi, riuscirà a tenerci impegnati per molto tempo. Le novità proposte sono piuttosto interessanti e migliorano una formula già collaudata senza stravolgerla: siamo certi che i veterani della serie apprezzeranno le idee degli sviluppatori e approfitteranno delle nuove possibilità offerte per sperimentare nuove soluzioni e combinazioni.

In conclusione NBA 2K17 è sicuramente consigliato, crediamo che sia un titolo imperdibile per tutti gli appassionati di pallacanestro.  

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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