République – Recensione


Articolo a cura di Marco Mancini


A circa due anni di distanza dal suo esordio sui dispositivi mobili (seguito poi dallo sbarco su PC), République arriva anche su console. Per la precisione su PlayStation 4. Realizzata da Camouflaj e Logan Games e pubblicata da GungHo Online Entertainment, l’avventura che vede protagonista la giovane Hope intenta a sfuggire ai suoi aguzzini entra nella nuova generazione con alcuni miglioramenti tecnici, pur mantenendo la sua struttura originale. Scopriamo se il lavoro degli sviluppatori sente il peso degli anni o se può permettersi un posto tra le rivelazioni del 2016.

Un po’ Watch Dogs e un po’ 1984

La prima impressione giocando a République è che ci troviamo di fronte ad uno spin-off di Watch Dogs. E forse l’intenzione degli sviluppatori non si discosta più di tanto da questa idea. Il gioco si basa sul concetto di hacking remoto, grazie al quale possiamo guardare in tutte le stanze di un edificio, aprire porte e sbloccare computer sfruttando le telecamere e lo smartphone, comodamente seduti da casa. La differenza sostanziale di gameplay con Watch Dogs riguarda la visuale delle telecamere. Nel prodotto di Ubisoft si saltava da una telecamera all’altra solo per effettuare hacking e controllare il terreno, ma poi il personaggio si muoveva normalmente con la visuale in terza persona e poteva anche combattere e guidare le auto. In République la visuale ci viene offerta unicamente dalle telecamere. Questa caratteristica limita la libertà di movimento del personaggio.

La trama di République sembra uscita da un libro di George Orwell. Hope, la nostra protagonista, è intrappolata in un enorme edificio, la Repubblica, che a detta dei suoi gestori dovrebbe proteggere lei e gli altri “ospiti” dal pericoloso mondo esterno. In realtà non sembra altro che una prigione ipertecnologica nella quale condurre esperimenti su giovani adolescenti. Come nel libro 1984 abbiamo il “Grande Fratello” che ci scruta dall’alto con le mille telecamere sparse ovunque, sfruttabili a nostro vantaggio. E proprio come nel capolavoro di Orwell assistiamo a un tentativo di riscrivere la storia e la cultura, mettendo al bando i libri “proibiti”. Non può però mancare la ribellione, e Hope ne fa parte. Il nostro compito è di aiutarla a evadere dalla République sbloccando le porte e distraendo le guardie comodamente seduti sulla nostra poltrona, sfruttando la tecnologia presente nell’edificio.

Gameplay e struttura del gioco

République è un action stealth, cioè si basa essenzialmente sullo sgattaiolare da una stanza all’altra senza farsi notare dalle guardie. Gli sviluppatori si sono divertiti a infarcire il gioco con tante varianti che rendono la partita più movimentata come la raccolta degli oggetti nascosti (libri vietati, floppy disk di videogiochi e così via). A questi si aggiunge l’interessante sistema della raccolta di informazioni da rivendere ai mercanti informatici, per acquisire nuove abilità.

La struttura del gioco è rimasta quella tradizionale. Sui dispositivi mobili infatti République era uscito sotto forma di episodi, in stile giochi di TellTale Games. Dal dicembre 2013 al marzo 2016 République è uscito in 5 episodi; la versione PlayStation 4 sarà invece retail, ovvero l’avventura resta suddivisa in episodi, ma sono tutti e cinque compresi su disco.


Remaster…ma non troppo

Nonostante il salto dalla tecnologia dei dispositivi mobili del 2013 a quella della console di nuova generazione del 2016, alcune criticità non sono state completamente risolte. In particolare il passaggio da una telecamera all’altra è piuttosto lento, macchinoso, e a volte crea confusione nel giocatore. Cambiando visuale, in particolare quando si entra in una nuova stanza, a volte possono passare anche 5-6 secondi in cui lo schermo rimane congelato prima di riprendere a giocare. Questi blocchi possono risultare frustranti, specialmente nei momenti più concitati come gli inseguimenti.

Altro piccolo punto a sfavore riguarda la lingua. È infatti previsto soltanto l’inglese, sia come doppiaggio che nei sottotitoli, e così se un utente non è molto ferrato con la lingua straniera rischia di non capire molto. Il gameplay è piuttosto intuitivo e si potrebbe anche terminare il gioco senza capire una parola, ma il punto di forza di République è proprio la trama, e sarebbe un peccato perdersi le varie sfumature per un ostacolo linguistico. Speriamo in una patch futura che ci porti almeno i sottotitoli in italiano.

Conclusioni

Nel suo complesso République ci ha decisamente soddisfatti. Graficamente è discreto, il gameplay è qualcosa che farà impazzire gli amanti dello stealth e dei puzzle games (forse un po’ meno quelli che amano i giochi d’azione). Si tratta sicuramente di qualcosa di diverso rispetto al mercato odierno. Se non si considera la stretta somiglianza con il gameplay di Watch Dogs République è un gioco abbastanza originale, un’avventura diversa e un’alternativa ai videogiochi classici. Escludendo i problemini tecnici descritti sopra, possiamo definire eccellente il lavoro di Camouflaj e Logan Games. In definitiva per noi resta un gioco da consigliare.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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