Blood Bowl 2 – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano


Blood Bowl 2 offre un interessante mix di sport, fantasy e strategia, si stratta di un titolo basato sul gioco da tavolo creato da Jervis Johnson per Games Workshop e si propone come sequel del videogioco dedicato al Blood Bowl uscito nel 2009. Lo sviluppatore Cyanide Studios ha cercato di prendere il meglio dal primo capitolo correggendo le imperfezioni emerse in questi anni e introducendo alcune sfiziose novità.
Ma questo titolo è all’altezza del nome che porta? Ecco la nostra recensione di Blood Bowl 2.

Botte e strategia

Blood Bowl 2 è essenzialmente un gioco strategico a turni, due squadre si affrontano su un campo diviso in caselle con lo scopo di portare la palla nell’area di touchdown avversaria e hanno la possibilità di effettuare anche passaggi in avanti. L’idea di base, quindi, è proporre un titolo che riprenda a grandi linee le regole del football americano introducendo però alcuni elementi che finiscono per rendere le partite completamente uniche e diverse da quelle che possiamo vedere in NFL. Cosa rende il Blood Bowl uno sport originale e diverso da tutti gli altri? Per rispondere a questa domanda potremmo sottolineare il fatto che la morte di un giocatore in campo sia solo uno spiacevole inconveniente, oppure potremmo soffermarci sul fatto che è perfettamente ammissibile picchiare violentemente un avversario senza apparente motivo. Ciò che conta, però, è che Blood Bowl 2 riesce a divertire con il suo tasso di violenza elevato, i suoi personaggi sopra le righe (a partire dai commentatori), i suoi stadi ricchi di spettatori assetati di sangue e i suoi strani arbitri.
A questo punto si potrebbe pensare che una partita di Blood Bowl sia una semplice scazzottata in cui vince chi picchia più forte, ma non lasciatevi ingannare. In questo gioco l’astuzia, l’abilità nel posizionamento e la gestione dei propri uomini sono decisamente più importanti della semplice forza bruta. Il titolo offre un livello di sfida più che soddisfacente, mettendo alla prova il giocatore e costringendolo a valutare i rischi legati a una determinata azione. Tutto questo è possibile grazie ad un’intelligenza artificiale decisamente migliorata rispetto al passato che cerca costantemente di ottenere posizioni di vantaggio: le squadre nemiche non sono perfette e può capitare di vederle commettere errori, ma quest’eventualità è piuttosto rara e generalmente l’IA si comporta in modo più che degno.
All’inizio della partita l’arbitro lancia una moneta e, nel caso di un risultato a noi favorevole, abbiamo la possibilità di scegliere se iniziare in attacco o difesa. A questo punto non ci resta che schierare i nostri “uomini” nel modo migliore possibile e dare il via alle danze: nel caso in cui non abbiate mai giocato a Blood Bowl potreste avere qualche difficoltà a capire i vari meccanismi, ma fortunatamente la prime partite della campagna svolgono in modo eccellente il compito di insegnare le basi al giocatore. La vittoria in uno scontro fisico è decisa dal lancio dei dadi, per aumentare le nostre possibilità dobbiamo valutare le statistiche del giocatore con cui stiamo attaccando e posizionare in modo ottimale gli altri membri della squadra (per esempio circondando il giocatore avversario). Le azioni come il passaggio, la corsa in mezzo alle linee nemiche o la ricezione invece non sono decise da un lancio di dadi, le percentuali di successo variano a seconda del giocatore utilizzato e della situazione in cui ci troviamo. Saper scegliere se e quando rischiare una determinata azione è fondamentale dal momento che se falliremo il nostro turno terminerà istantaneamente e l’iniziativa passerà al nostro avversario.
Ogni singolo membro delle due squadre ha determinate statistiche che ci indicano la sua abilità nel ferire l’avversario, nell’incassare i colpi e non solo: tenere conto di questi numeri è importante perché ci permette di mettere l’uomo giusto al posto giusto.
In questo gioco non ci vuole solo abilità: è necessaria una buona dose di fortuna per uscire indenni da determinate situazioni e avere successo in certe azioni, ma è anche vero che il titolo non sarebbe così bello se non fosse anche un po’ imprevedibile. L’altra faccia della medaglia, però, è la frustrazione che emerge vedendo azioni ben costruite e ragionate rovinate da un semplice lancio di dadi sfortunato: quando si gioca contro l’IA è facile pensare che questa stia “barando” ma, dopo un’analisi più attenta, ci si rende presto conto che spesso il nostro avversario è abile a mettersi nelle condizioni migliori per vincere, non è semplicemente fortunato. Per riassumere potremmo dire che avere la sorte dalla propria parte è importante, ma saper gestire la propria squadra come si deve è decisamente più determinante ai fini del risultato finale.

La scalata verso il successo

In Blood Bowl 2 troviamo tre modalità di gioco principali: la classica partita amichevole, “play in a league” e la campagna. Tra i vari contenuti offerti dal titolo la modalità storia era quella che inizialmente ci incuriosiva di più e non siamo rimasti delusi. Il giocatore si trova a dover gestire una squadra allo sbando e ha il compito di portarla alla gloria e alla vittoria, superando avversari e difficoltà di ogni genere. Le prime partite sono un ottimo tutorial come detto sopra, ma le cose si fanno davvero interessati quando vengono disattivati i vari aiuti per i principianti e possiamo metterci alla prova contro avversari appartenenti ad ogni razza. Nel corso delle partite in modalità campagna, inoltre, possono verificarsi alcuni avvenimenti assolutamente unici (che non intendiamo anticiparvi) in grado di rendere i match interessanti e particolari. La longevità di questa modalità è a parer nostro più che sufficiente e crediamo che i giocatori si divertiranno nell’affrontare la loro “carriera”.
La modalità “play in a league” è probabilmente la più interessante del gioco: grazie ad essa abbiamo la possibilità di creare da zero un nostro team scegliendo tra le varie razze e possiamo affrontare avversari controllati dall’IA o umani. I tornei da giocare in single-player non sono molti e riteniamo che “play in a league” riesca a sfruttare al massimo tutto il suo potenziale nel momento in cui ci si getta nel multiplayer online, iscrivendosi in una delle leghe presenti e sfidando i team creati da altri utenti. Non è finita qui però: in “play in a league” la nostra squadra crescerà vittoria dopo vittoria, i singoli giocatori aumenteranno di livello e otterranno abilità particolari, potremo acquistare nuovi giocatori o vendere quelli già in nostro possesso sul mercato e ci troveremo a gestire gli sponsor e lo stadio. In questa modalità possiamo costruire passo dopo passo la squadra dei nostri sogni e questo è estremamente stimolante e spinge il giocatore a migliorarsi sempre di più per essere competitivo.
In Blood Bowl 2 ci viene anche data la possibilità di acquistare alcuni bonus da sfruttare in partita, come un guaritore per soccorrere i giocatori infortunati o gli utilissimi re-roll, che ci consentono di ripetere un numero limitato di volte un lancio di dadi o un’azione che è risultata fallimentare.
Nel titolo sono presenti otto razze giocabili (orchi, skaven, nani, chaos , tre razze di elfi e i bretonniani), sfortunatamente i Lizardmen e i Wood Elves sono stati inseriti sotto forma di bonus pre-order e non sono disponibili per tutti: non condividiamo questa decisione e riteniamo che includerli nel gioco base avrebbe offerto possibilità maggiori ai giocatori.
La varietà proposta in Blood Bowl 2 è più che buona, ogni razza ha punti di forza e debolezza specifici e vanta giocatori assolutamente unici (non solo dal punto di vista estetico). Il lavoro migliore, a parer nostro, è stato fatto con i nani: allegri bevitori di birra caratterizzati davvero bene, sempre pronti a riempire di botte il primo avversario che capiti a tiro.
Veniamo ora a uno degli aspetti che ci ha convinto maggiormente in Blood Bowl 2: la personalizzazione del team. Nel gioco abbiamo la possibilità di rinominare tutti i membri della squadra, scegliere il nostro motto, il colore della divisa, il nome dello stadio, degli schemi e possiamo perfino decidere il taglio di capelli e l’aspetto dei nostri giocatori. Cyanide Studios ha fatto un buon lavoro in questo senso, il giocatore è portato naturalmente ad affezionarsi ai suoi ed è davvero deprimente vedere uno dei propri uomini morire dopo un’azione o magari ritirarsi dopo anni di onorata carriera.
Lo stadio oltre ad essere rinominato può anche essere aggiornato e potenziato: partita dopo partita, upgrade dopo upgrade, ci troviamo a giocare in un’arena che sentiamo davvero come nostra anche se i vari aggiornamenti hanno un costo non indifferente.

Che stile!

Blood Bowl 2 non si prende mai troppo sul serio, il titolo è ironico e divertente e riesce a sorprendere più volte il giocatore. Jim e Bob, i due presentatori della TV ufficiale dedicata al Blood Bowl, sono ben realizzati e accompagnano il giocatore prima, durante e dopo la partita. In modalità campagna il loro ruolo diventa ancora più importante: sono loro che ci spiegano senza essere mai banali la storia raccontata nel gioco e spesso tra le loro frasi sopra le righe possiamo anche trovare qualche suggerimento su quali azioni compiere.
Dal punto di vista tecnico non ci si può lamentare: lo stile grafico del titolo è perfettamente adatto al contesto, gli stadi sono ben realizzati e pieni di vita e rispetto al primo Blood Bowl sono stati fatti grandi passi in avanti. Non stiamo parlando di un gioco tecnicamente perfetto: nel corso della nostra prova ci siamo imbattuti in diversi bug minori ma siamo convinti che questi verranno corretti in tempi brevi con una serie di aggiornamenti.
Più che buono anche il sonoro, con musiche ed effetti che rimangono nella testa del giocatore. Sfortunatamente il titolo non è né doppiato né sottotitolato in italiano e richiede una buona conoscenza dell’inglese, vi invitiamo a tenere conto di questo aspetto prima di acquistarlo: nel corso delle prossime settimane potrebbe arrivare una traduzione dalla community, ma fino ad allora il gioco resta sconsigliato a chi conosce poco e male l’inglese.


Conclusione

Blood Bowl 2 è un titolo interessate, divertente e stimolante che riesce a mettere alla prova il giocatore. A volte può essere un po’ frustrante ma stiamo comunque parlando di un prodotto di qualità, tra le note negative dobbiamo segnalare la mancanza della lingua italiana e la decisione di inserire i Lizardmen e i Wood Elves come bonus pre-order.  Lo stile ironico del gioco, la nuova  campagna e la modalità “play in a league” permettono al titolo di superare il suo predecessore e siamo sicuri che i fan di questo particolare “sport” passeranno ore e ore tentando di creare la squadra perfetta.

Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!

Articolo a cura di Redazione Player.it

Account redazionale di Player.it, con questo account verranno proposti editoriali, speciali e post condivisi dall'intera redazione, inoltre, in questo profilo c'è l'intero archivio di articoli di games.it

Rock Band 4: altri brani si aggiungono alla lista

Mobile Games: il consiglio del giorno – Maleficent Lampi di Gemme