Destiny : Il casato dei lupi – Recensione


Recensione di Gianluca “DottorKillex”ArenaVersione testata Ps4


Dopo una prima espansione che ha lasciato l’amaro in bocca a molti tra i milioni di giocatori che da mesi si loggano quotidianamente, Destiny si arricchisce di nuovi contenuti con l’arrivo de Il Casato dei Lupi, rilasciato sugli store digitali di Sony e Microsoft lo scorso 19 maggio ma completamente valutabile solo adesso, dopo aver provato le modalità PVE e PVP nella loro interezza.
Passo avanti lungamente atteso o un altro buco nell’acqua?
Scopritelo insieme a noi.

Mutaforma

Destiny è un universo in divenire, lanciato con una quantità di contenuti non commisurata al prezzo e alle attese del grande pubblico ma finemente cesellato di settimana in settimana: dopo il mezzo passo falso compiuto con L’oscurità dal profondo, il DLC di dicembre che tanto aveva straniato la fanbase più affezionata, Bungie dimostra di aver ascoltato molte (non tutte) delle lamentele dei giocatori, muovendo un passo deciso nella giusta direzione, sebbene molto ancora rimanga da fare.
La valutazione de Il casato dei lupi varia quindi molto a seconda del punto di vista: se paragonata al precedente contenuto scaricabile, la nuova espansione meriterebbe applausi, e testimonia il duro lavoro del team di sviluppo per venire incontro all’utenza, ma, presa in sé, rappresenta un prodotto buono ma di certo non eccelso.
Questa analisi si adatta particolarmente bene al comparto narrativo, per cominciare: le cinque missioni che compongono la trama principale del gioco mettono il giocatore di fronte al tradimento di Skolas,  e risultano meglio articolate e strutturate, dai dialoghi ai personaggi secondari (su tutti Petra Venj), finalmente meno bidimensionali che in passato.
Evaso dalla Prigione degli Anziani, Skolas si mette al comando di un manipolo di fedelissimi, seminando morte e distruzione lungo la galassia conosciuta, e starà al giocatore prestare la sua arma a Petra alla ricerca di vendetta.
Intendiamoci, Hollywood è ben lontana: come ampiamente dimostrato già dalla saga di Halo, Bungie non eccelle nel costruire trame interessanti, e dispiace che molto del lore sia ancora affidato al sito internet e alla cura dei giocatori, perché l’universo che si staglia sullo sfondo delle vicende è ricco ed affascinante.
Bastano tre ore o poco più per portare a termine le missioni principali, ma sono tre ore di buona qualità, con un ritmo delle missioni sostenuto e una manciata di nuove armi (una quindicina) a ravvivare il tutto.

La prigione degli anziani

Disponibile al completamento degli incarichi principali, la Prigione degli Anziani è forse l’attrattiva principale di questo DLC: essa consta di arene multiple, in cui tre diversi Guardiani saranno chiamati ad affrontare ondate di nemici per quattro round, prima di fronteggiare un boss durante il quinto.
Se l’idea in sé è tutto fuorché originale, visto che la modalità Orda imperversa negli sparatutto da un decennio ormai, la realizzazione è lodevole: potendo essere affrontata a quattro livelli di difficoltà (28, 32, 34 e 35, con il nuovo level cap fissato a 34), questa modalità offre un livello di sfida sempre adeguato anche ai giocatori più scafati, e viene arricchita da obiettivi secondari che spesso sono di vitale importanza per la riuscita dei match.
I tre livelli di difficoltà più alti saranno modificati da Bungie di settimana in settimana, offrendo sempre qualcosa di nuovo ai giocatori più affezionati, e le ricompense, soprattutto nel caso del livello 35, che aggiunge un ulteriore stage in cui sfidare Skolas in persona, sembrano all’altezza dello sforzo profuso dai giocatori.
Fin qui tutto bene, ma i contro non mancano: inspiegabilmente, il team di sviluppo ha deciso di limitare il matchmaking al solo livello di difficoltà più basso, escludendolo per tutti gli altri.
In un gioco così sociale, questa scelta appare assurda e anacronistica, perché costringe a visitare forum di appassionati alla ricerca di altri Guardiani che condividano gli orari e gli impegni quotidiani: io stesso, durante le fasi di test, ho dovuto far ricorso a questa pratica perché il lavoro mi ha costretto a sessioni negli orari più impervi.
In aggiunta, la distribuzione del bottino, sebbene questo sia di gran lunga più soddisfacente che in passato, ha ancora quella natura randomica che tende a scoraggiare i giocatori meno fortunati, accentuando il grind e il trial and error, probabilmente per tenere più giocatori loggati per più tempo possibile.
Manca all’appello anche una nuova Incursione, e si fatica a capire il motivo anche di questa decisione.

Osiride ti osserva

Bungie non ha dimenticato i Guardiani più competitivi, quelli che preferiscono il PvP: Le Prove di Osiride sono destinate a loro, ogni venerdì e fino al martedì successivo, e comprendono sfide tre contro tre serrate ed estremamente difficili, in cui le differenze di livello ed equipaggiamento tra giocatori possono davvero fare la differenza, così come il gioco di squadra, visto che l’unico modo per rientrare è rappresentato dall’aiuto di un commilitone.
Nove vittorie o tre sconfitte decretano la fine delle ostilità, permettendo di accedere alle sudate ricompense, che, nella maggior parte dei casi comprendono la Luce Eterea, nuovo materiale che consente l’Ascensione degli equipaggiamenti leggendari, che guadagneranno istantaneamente il loro massimo danno (quello massimo assoluto raggiungibile è ora fissato a 365), invece di andare incontro al macchinoso, e criticatissimo, sistema di crescita visto nell’Oscurità dal profondo.
Il fatto che molte delle ricompense provenienti dalle Prove di Osiride abbiano un tema egiziano arricchisce i design dei Guerrieri e li differenzia l’uno dall’altro nelle partite online, ma, come per il PvE, non è tutto oro ciò che luccica.
Anche per questa modalità, infatti, gli sviluppatori non hanno previsto il matchmaking, costringendo ad imbarcarsi  solamente in presenza di due fidati amici, e tagliando fuori tanto i lupi solitari quanto quelli che hanno problemi a connettersi negli orari di maggior afflusso sui server.
In generale, poi, dispiace la mancanza di ulteriori pianeti e il riciclo spesso indiscriminato di ambientazioni già visitate decine di volte dai giocatori più costanti.


Commento finale

A seconda del punto di vista da cui si decida di guardalo, Il casato dei lupi è un grosso passo avanti rispetto al recente passato di Destiny oppure un’aggiunta buona ma non eccellente.
Se da un lato, infatti, Bungie ha dimostrato di non essere sorda alle esigenze dei giocatori, includendo un sistema di crescita dell’equipaggiamento nuovo di zecca e missioni della Storia decisamente più corpose rispetto all’Oscurità dal profondo, dall’altro l’inspiegabile ostracismo nei confronti del matchmaking e il riciclo forse eccessivo di mappe già viste frenano le ambizioni di questo contenuto scaricabile, che rimane comunque consigliato ai fan rispetto a quello che lo ha preceduto.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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