Xenoblade Chronicles 3D – Recensione


Ed eccoci finalmente giunti a recensire l’unica esclusiva annunciata, almeno per ora, su New Nintendo 3DS che ormai, come da tradizione per questa generazione videoludica, si prepara a portare sul doppio schermo della console portatile un grande JRPG del passato visto precedentemente su Wii.

recensione di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori

Xenoblade Chronicles torna dopo circa 4 anni dall’uscita originale per proporsi al pubblico portatile dopo il grandissimo successo riscosso su gaming casalingo.

SCONTRO TRA TITANI



C’è chi crede che l’universo sia nato da una scintilla, chi creato da un dio misericordioso, in Xenoblade Chronicles il mondo di gioco si sviluppa sui corpi di due giganti che per secoli si sono dati battaglia in una volgare dimostrazione di potere fino a cadere sfiniti e cristallizzati. La vita ha così cominciato a prosperare e su Bionis si è sviluppata la razza degli Homs, l’umanità che conosciamo, mentre su Mechanis si sono evoluti i Mechan, una specie di robot che usano gli Homs come nutrimento e sono dotati di una corazza apparentemente impenetrabile.
Il fuoco ardente che bruciava nella battaglia tra i due giganti non sembra essersi spento e i due mondi, diversi ma comunicanti, non fanno che continuare una guerra per un passato che non gli appartiene alternando sanguinose battaglie a pochi anni di pace in attesa dell’ennesimo scontro. Il giocatore controllerà Shulk, studioso della Monade, artefatto mistico a metà tra spada e croce che ha salvato la razza umana dalla sua completa estinzione. Il ragazzo verrà, suo malgrado, costretto ad intraprendere un lungo viaggio che lo porterà più volte a scontrarsi con la feroce razza dei Mechan tentando di porre fine alle ostilità che hanno generato questa inutile guerra. La portentosa spada del protagonista, sarà anche in grado di prevedere il futuro a breve termine permettendo al protagonista di cambiare il corso degli eventi. Purtroppo la Monade richiede un sacrificio per i suoi servizi consumando l’energia vitale di chi ne fa uso.
Il pesante fardello viene infatti “affidato” a Shulk da Dunban, il precedente portatore, che la Monade ha consumato fino a bloccare a letto con un braccio fuori uso. Il ragazzo lascerà la sua vita da studioso per contrastare la feroce avanzata dei Mechan che stanno invadendo il suo mondo calpestando il futuro degli abitanti della Colonia 9.
La trama vi guiderà attraverso oltre 80 ore di gioco, tra missioni principali e quest secondarie, una longevità davvero impressionante per un titolo portatile.
L’intreccio delle vicende di XC richiama i classici temi dei JRPG che più di una volta ci hanno portato a combattere per la salvezza dell’universo. Nel titolo però ci sono dei personaggi ben caratterizzati, come Reyn o Sharla, che sapranno regalare al giocatore momenti che trascendono il genere di riferimento con alcuni dialoghi che sfiorano l’ambito cinematografico.

UN FENOMENALE UNIVERSO IN UN PICCOLO SCHERMO



Monolith Soft è riuscita a creare un JRPG dalle proporzioni epiche, sia per quanto riguardo lo spessore portato dalla trama e dal gameplay, sia per quel che riguarda la grandezza effettiva dell’ecosistema di gioco. Ricreare il mondo di XC su un hardware molto più limitato rispetto a quello originale deve essere stata una grande impresa eppure i Monster Games sono riusciti ad inserire quel gigantesco universo tra i due schermi del NN3DS quasi senza intaccare la bellezza originaria dell’opera.
Pur essendo un limitato porting della versione precedente rispecchia tutte le caratteristiche che rendevano grande il gioco originario: la libertà di azione, i panorami sconfinati, l’universo che vive e cresce attorno al giocatore, tutte caratteristiche che sono state prese e trasferite nella visione stereoscopica del 3DS sacrificando solo una manciata di NPC. Per quanto riguarda la modellazione poligonale, troviamo invece diversi cali, specie nelle ambientazioni e negli scenari più complessi che risultano più scarni e particolareggiati della versione Wii del gioco. La parte prettamente tecnica è quella che chiaramente ha risentito di più di questo passaggio al mondo portatile tanto che solo coloro che non hanno giocato il titolo originale rimarranno a bocca aperta di fronte agli immensi scenari che vengono restituiti con un livello di profondità pazzesca dall’hardware di NN3DS. I giocatori che hanno già vissuto l’esperienza di XC su Wii invece, si troveranno spesso a notare quel “qualcosa che manca”, mancanza di particolari, cali di vegetazione, e volti molti squadrati che spesso non riescono a restituire le forti emozioni donate dalla parte narrativa del titolo. Nonostante questo il salto tra 3DS e NN3DS si vede eccome, la grafica così avanzata del gioco era impensabile per la precedente versione della console che necessitava di un nuovo hardware per far girare titoli di questa prestanza tecnica. Ad accompagnare il motore grafico troviamo il comparto sonoro, azzeccato e curato nei minimi dettagli e piacevolissimo da sentire attraverso le casse della portatile, i ritmici temi delle fasi di combattimento vi rimarranno spesso in testa. Purtroppo i puristi noteranno la mancanza della traccia audio in giapponese che è uno degli elementi lasciato indietro nella fase di porting. Data la localizzazione audio dell’intera avventura in inglese e vista la quantità di numerosi sottotitoli da leggere, il titolo risulta molto più godibile sulle versioni XL della console. Anche sulla versione base comunque, l’effetto stereoscopico riesce nel dare la giusta esaltazione alle scritte e il testo senza mai stancare l’occhio. Una novità secondaria, introdotta proprio dalla nuova console e che farà felici gli amanti del collezionismo è la possibilità di collegamento con gli Amiibo, le minifigure di Nintendo che in questo caso vanno a sbloccare contenuti extra, come musiche o modelli 3D, senza interagire direttamente con il gameplay.

TRA SPADE, NUOVI PAD E TOUCHSCREEN



Il Combat System è lo stesso del vecchio episodio con un team composto da tre personaggi: l’eroe più i compagni, opportunamente intercambiabili, con i quali sviluppare attacchi, abilità ma soprattutto profondi legami che daranno vita al cuore del gioco. Un ruolo importante è infatti rivestito dalla possibilità di creare e rafforzare, attraverso alcune azioni di gioco, una rete di rapporti interpersonali tra i vari compagni giocabili e anche qualche NPC. Il grado di sviluppo di questa rete viene espresso nel Diagramma Intesa che mostra come sono collegati tra loro i diversi personaggi del titolo, i loro rapporti, gli status emotivi ecc.
Lo sviluppo di questo diagramma non è essenziale ai fini del completamento dal gioco ma può far accedere il giocatore a numerosi contenuti extra, sbloccando missioni nascoste.
Xenoblade Chronicles presenta grandi innovazioni volte a snellire e svecchiare le meccaniche di gioco dei classici schemi JRPG. Ne è un esempio lampante la possibilità di salvare in qualsiasi momento, anche all’interno di un Dungeon, mantenendo la stessa posizione, parametri, oggetti, ecc.. al caricamento successivo. Un elemento chiave del titolo è l’esplorazione, che risulta libera con un enorme quantità di sottomissioni da portare a termine, spesso molto simili tra loro e poco curate rispetto alla trama principale o a quelle legate direttamente ai vari character di spicco ma sicuramente un ottima variante per mettere in pausa, di tanto in tanto, l’avanzamento della trama principale.
I combattimenti del gioco abbandonano i classici scontri casuali che caratterizzano la stragrande maggioranza dei JRPG delle scorse generazioni in favore di una visuale libera sull’universo di gioco in cui i nemici risultano direttamente visibili nel territorio. Alcuni di loro potrebbero attaccare a vista il party mentre altri sono essere pacifici che diventano aggressivi solo per difesa. Gli attacchi basici vengono effettuati in maniera automatica e non vi è alcun cambiamento visivo tra la fase di esplorazione e quella di battaglia. Il giocatore può intervenire in battaglia per controllare la posizione del personaggio principale, spostandolo intorno al nemico, e può avviare l’esecuzione di tecniche o abilità speciali. Una delle tecniche maggiormente implementate nel gameplay è senz’altro l’uso della chiaroveggenza della Monado in grado di prevedere gli attacchi nemici, qualche istante prima che vengano effettuati, dandovi tutto il tempo di schivare o ripararvi anche dall’attacco più devastante.
Per mantenere l’interfaccia visiva presente sulla console casalinga, il team di sviluppo ha preferito non adoperare più di tanto lo schermo tattile della console, che rimane solo un gadget accessorio relegato a semplici funzioni di inventario. Le numerose funzioni del gioco però e di controllo del party hanno portato gli sviluppatori a scegliere di utilizzare in combo il pad della console e la croce direzionale, scelta particolarmente fastidiosa soprattutto per la coordinazione delle dita che nelle fasi più impegnative risulta davvero scomoda. Il gioco offre infine numerose possibilità di personalizzazione dei characters, tra cui la scelta delle varie abilità da sfoderare in battaglia, i lati del carattere dei personaggi da sviluppare grazie al diagramma d’Itesa e anche una modifica esteriore equipaggiando gli eroi con armi ed armature che risultano visibili sia nelle fasi di esplorazione che durante i filmati.

COMMENTO FINALE



Il lavoro di porting svolto dagli sviluppatori è stato immenso, l’universo di Xenoblade Chornicles 3D rispecchia perfettamente quello visto 4 anni fa su Wii inglobando tutta la libertà offerta nei due schermi del NN3DS. Il gioco era un capolavoro all’epoca e lo è ancora con delle forti innovazioni nel panorama JRPG come la possibilità di accrescere l’Intesa tra i personaggi sbloccando nuove sotto-trame e sviluppando abilità condivise a seconda dell’affinità raggiunta. Certo, chi magari si aspettava qualcosa di più di un semplice porting senza novità rimarrà molto deluso, anche perché il titolo continua a risultare molto più godibile nella sua versione originaria. Lo consigliamo solo a chi non ha giocato la “vecchia” incarnazione del titolo o a chi non è mai stanco di vagare nell’universo sconfinato di Shulk e i suoi compagni.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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