Inazuma Eleven Go: Chrono Stones Fiamma e Tuono – Recensione


Ritorna l’appuntamento annuale con Inazuma Eleven GO, rpg calcistico di Level-5 che quest’anno torna nelle versioni Tuono e Fiamma inaugurando il nuovo filone Chrono Stones!

recensione di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori




VERSIONE TESTATA – FIAMMA

Il grande successo di Inazuma Eleven in patria e ormai anche nel nostro paese ha creato una schiera di fan impressionante tanto da portare gli sviluppatori a lanciare un nuovo capitolo ogni anno. La formula è semplice e il gioco ricorda una versione sportiva di Pokemon in cui i centinaia di calciatori presenti interpretano i piccoli pocket monster in questione con la stessa possibilità di poter essere scambiati, presi in squadra o riposti in panchina. Chrono Stones continua la serie proprio da dove l’avevamo lasciata, ricalcando i successi dei suoi predecessori e provando ad introdurre nuove meccaniche come le armature e i viaggi nel tempo.

E SE LA DE LOREAN FOSSE STATA UN BUS?



Il gioco si apre con l’ormai abituale sigla cantata che caratterizza il franchise, doppiata anche nella nostra lingua con le voci originali del seguitissimo anime. Dopo tutta la fatica fatta per salvare il mondo del calcio, dai malvagi dello scorso episodio, Arion Sherwind si gode qualche mese di meritato riposo in una piccola zona balneare, lontano dal caos cittadino, mentre insegna la sua grande passione, il calcio, ad alcuni bambini sulla spiaggia.
Finite le vacanze Arion non vede l’ora di tornare alla Raimon, il facoltoso istituto della serie, e incontrare nuovamente tutta la sua squadra. Purtroppo però nessuno ricorda più cosa significhi la parola calcio anzi, i vecchi compagni di Arion sono iscritti a club di tutt’altra natura come calligrafia, pittura, poesia, musica, cinema, karate, qualsiasi cosa tranne l’amato calcio del protagonista che sembra essere l’unico a ricordarsi di questo sport oramai perduto. Ci troviamo quindi in un mondo in cui il calcio non è mai arrivato e in cui è la cultura a farla da padrone, come dimostrano i vecchi giocatori intenti a cantare, suonare e dedicare le loro creazioni al povero Arion che sconvolto da questa rivelazione scappa alla ricerca di una spiegazione fino ad incappare nel misterioso Protocollo Omega, una futuristica squadra di calcio che usa il calcio stesso per eliminare questo sport dalla mente dei giocatori del passato. Arion è l’ultimo a ricordare ancora qualcosa sul calcio e deve essere resettato subendo una sonora sconfitta che gli faccia odiare il suo sport preferito per tutta la vita. Mentre Arion è ormai in trappola, un misterioso autobus fuoriesce da un varco temporale e un nuovo eroe, capace di generare una squadra di doppioni, è pronto ad aiutare Arion a far tornare il calcio nel posto che merita nella storia.
La sceneggiatura di Inazuma Eleven Chrono Stones sprofonda le sue radici nell’amore per lo sport elevando il gioco del calcio a cura per ogni problema della vita quotidiana, un universo particolare in cui il rinomato sport è al centro di qualsiasi situazione e non esiste disputa che non possa essere risolta con una bella partita. I tanto odiati “spiegoni” che, nei capitoli precedenti, facevano spesso calare il ritmo della trama, sono stati finalmente diluiti rendendo i dialoghi più schietti e la narrazione incalzante.

CAMPO STEREOSCOPICO



La grafica Cel-shading del precedente episodio è stata abbandonata in favore di una struttura poligonale molto più simile agli ultimi capitoli di Pokemon. Dalle ambientazioni ai personaggi, Level-5 dimostra, ancora una volta, di saper dare il meglio di se con l’hardware di Nintendo 3DS. Il livello di dettaglio è eccellente con scenari ricchi di particolari, tanti colori ed animazioni sempre fluide e scattanti. La modalità stereoscopica del gioco è capace di esaltare le sequenze più dinamiche e le luminose animazioni dedicate alle armature degli spiriti guerrieri. I filmati di gioco sono stati realizzati ad hoc per questo episodio della saga come se fossero parte di un anime a se stante ed è proprio attraverso questi intermezzi che è possibile denotare l’elevata stabilità raggiunta dal 3D. I livelli tridimensionali infatti sono chiari e definiti restituendo perfettamente l’integrità dell’azione anche spostandola su più piani di profondità. Chiude la panoramica tecnica il comparto audio, sempre in linea con la serie che non riesce ancora a superare la pecca portata dalla localizzazione italiana, incapace di stare dietro alle canzoni cantate della saga e dovendo ricorrere a parole tronche e a rime molto spesso forzate.

CHI L’HA DETTO CHE PER AVERE UN’ARMATURA BISOGNA INCENDIARE IL COSMO?



Fulmineeeee di Pegas…emh, di Arion, fulmine di Arion!

Inazuma Eleven Go Chrono Stones non si discosta per niente dai precedenti capitoli, presentando ancora una volta l’ormai rodato gameplay della saga. Con il pennino alla mano si potrà, durante le partite di calcio, toccare lo schermo inferiore per passare la palla, intercettare i giocatori avversari e selezionare le varie opzioni e abilità speciali. Mentre, fuori dal campo, potremo girovagare per il mondo di gioco, risolvendo mini-quest volte ad ottenere potenziamenti e nuovi giocatori.
Le tecniche speciali dei giovani campioni si evolvono ancora e dopo gli Spiriti Guerrieri arrivano le Armature  e il Mixi Max, che possono essere utilizzati solo da alcuni giocatori a patto di avere i punti abilità necessari. La armature sono la diretta evoluzione degli spiriti guerrieri e ricordano un po’ quelle che i Cavalieri dello Zodiaco si faticavano nella scalata verso il Santuario, qui in Inazuma i giocatori potranno fondere il loro spirito guerriero al corpo per generare queste luminose armature che forniscono un notevole bonus in campo potenziando per un determinato periodo le statistiche dei giocatori. Scontrandosi nel possesso palla i giocatori con l’armatura non dovranno nemmeno sforzarsi di evitare l’avversario, basterà scegliere l’opzione “Respingi” per superare indenne il difensore avversario. Nell’evocazione dell’armatura bisogna però tenere conto dell’altra faccia della medaglia in cui il bonus ricevuto, finito il tempo di evocazione, si
trasforma in un malus mettendo fuori combattimento il vostro giocatore per qualche tempo.
Il Mixi Max è invece una tecnica che proviene dal futuro e prevedere di fondere lo spirito di un animale o di un giocatore con il corpo di un’altra persona. Il primo ad utilizzare questa tecnica è Fey che sarà in grado di fondere il suo animo con quello di un T-Rex aumentando le sue caratteristiche in campo, una sorta di via di mezzo tra spirito guerriero e armatura per fare in modo che anche gli altri giocatori possano in qualche modo utilizzare delle trasformazioni speciali altrimenti lo scontro tra le due categorie di giocatori sarebbe del tutto squilibrato, proprio come succedeva in passato. Anche in questo capitolo infatti la personalizzazione della squadra, tramite l’acquisto di centinaia di campioni grazie ai punti carisma ottenibili dalle partite, è penalizzata dalla “costrizione” portata dagli spiriti e dalle armature: nella costruzione di un team il giocatore sarà sempre portato a preferire questo tipo di giocatori che ottengono una forza incomparabile semplicemente utilizzando le loro trasformazioni.



L’avventura al di fuori dalle partite prevede semplici spostamenti nelle mappe di gioco che porteranno il player alla ricerca di Cimeli da inserire nel favoloso autobus del tempo e che permetteranno a quest’ultimo di viaggiare nella storia raggiungendo proprio l’era del cimelio ottenuto per rimettere a posto il gioco del calcio. Qualsiasi battaglia o sfida verrà risolta sul campo da calcio con le meccaniche affrontate poco sopra. Purtroppo, come accadeva in passato, molte delle partite che compongono il gameplay principale, non possono essere giocate fino all’ultimo, anzi, potranno essere combattute solo fino al raggiungimento di un determinato obiettivo come l’entrata in campo di un altro avversario, un gol particolare ecc, fattori che innescheranno delle scene di intermezzo, togliendo al giocatore la soddisfazione di terminare la partita.


I membri della squadra potranno essere comprati dagli NPC che possiedono i mazzi delle Card Amico sparsi per la mappa. Prima di poterli acquistare però il giocatore dovrà incontrarli nelle partite casuali innescate dai calciatori che popolano le location della storia. In Chrono Stones però non basta nemmeno questo, il giocatore dovrà infatti portare a termine altri obiettivi per potersi aggiudicare l’accesso in squadra del calciatore scelto. Questi obiettivi possono variare dal semplice “ Vinci una partita” all’ottenimento di una foto. In particolari luoghi del gioco Arion potrà scattare delle foto che gli verranno richieste dai giocatori, purtroppo questa meccanica, inizialmente interessante, si rivela essere un idea tronca e fine a se stessa che poteva essere integrata a più livelli all’interno del gioco ma viene relegata alla semplice ricerca dei luoghi da fotografare come fosse un comune collezionabile.
Come da tradizione anche questo nuovo capitolo è disponibile in due versioni, Fiamma e Tuono.
La versione da noi testata approfonditamente è Fiamma, possiamo comunque assicurarvi che le differenze tra di esse sono secondarie e riguardano aspetti che non influiscono per niente sulla godibilità dell’avventura: sto parlando di alcune sub-quest leggermente differenti, di calciatori sbloccabili e di spiriti guerrieri/armature che si possono ottenere solo in una versione piuttosto che nell’altra, meccanica molto simile al già citato Pokemon di Game Freak.

COMMENTO FINALE



Inazuma Eleven GO aggiunge il capitolo Chrono Stones alla sua lunga epopea calcistica che questa volta è pronta a muoversi tra le pagine del tempo pur di salvare l’amato calcio dalla scomparsa per mano della misteriosa società El-dorado. L’abbandono della grafica in Cel-Shading verso un migliore e tondeggiante rendering poligonale non fa che denotare la bravura degli sviluppatori, i Level-5, che stavolta sono anche riusciti nel rendere la trama più incalzante ed interessante rispetto a quelle passate. Il gameplay è tuttavia il punto dolente ma allo stesso tempo la forza del titolo: se da una parte abbiamo delle modalità di gioco identiche al passato con dubbie innovazioni che in realtà fungono solo da marginali aggiunte, dall’altra abbiamo la sicurezza di un gameplay rodato e funzionale che i fan hanno imparato ad amare anno dopo anno. Chrono Stones è infatti un appuntamento fondamentale per tutti gli amanti delle avventure calcistiche di Level-5 ma che proprio per la natura che lo caratterizza fa sempre più fatica a trovare nuovi giocatori al di fuori della sua cerchia di appassionati

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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