Yoshi’s New Island – Recensione


La saga di Super Mario è sicuramente una di quelle che vantano una miriade di compagni e comprimari quasi all’altezza del vero protagonista. Questa nuova esclusiva per Nintendo 3DS è dedicata a Yoshi, il simpatico draghetto verde che ancora una volta sarà chiamato ad aiutare Mario e Luigi dispersi in un colorato mondo pieno di pericoli.



recensione di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori

La storia del gioco, semplice e dai tratti fanciulleschi come la buona parte dei titoli Mario, vede una cicogna recapitare due neonati alla famiglia sbagliata. L’uccello è costretto a tornare indietro ma durante il tragitto viene attaccato da Bowser Jr. e compagni che rapiscono Baby Luigi mentre Baby Mario precipita su un piccolo pianeta sconosciuto. Il baby idraulico però non rimarrà a lungo solo perché il pianeta su cui è caduto è quello degli Yoshi che si prenderanno cura di lui aiutandolo a ritrovare il fratellino perduto.
Le meccaniche della “nuova isola” di Yoshi sono semplici e con forti richiami alle avventure passate. Siamo di fronte ad un titolo che punta tutto sulla fondamenta storiche della serie piuttosto che provare a fare quel passo verso la novità, magari sfruttando le potenzialità offerte dal 3DS. Il nostro draghetto verde, che verrà sostituito da un compagno di un altro colore alla fine di ogni livello, è in grado di saltare, planare, produrre e lanciare uova il tutto in un mondo platform che viene superato con un facilità disarmante per qualsiasi tipo di giocatore. Sembra proprio che il target della serie sia stato spostato verso un pubblico ancora più giovane, un baby-pubblico a cui difficilmente è concesso di perdere. Proprio come negli ultimi “New Mario”, quando Yoshi viene colpito dai nemici non si incorre nel classico Game Over bensi il piccolo Mario finisce in una bolla fluttuante dando il tempo a Yoshi di riprendersi e riacchiapparlo comodamente.

Le uova, che seguiranno il draghetto come una lunga coda, vengono generate da simpatici cubetti sorridenti oppure semplicemente mangiando i nemici. Pur essendo di colori diversi gli ovetti che Yoshi si porta dietro hanno tutti le stesse caratteristiche (purtroppo) e potranno essere sparati dal giocatore per eliminare nemici, attivare interruttori o raccogliere i numerosi collezionabili che lo studio di produzione ha nascosto nel gioco. Proprio gli oggetti da collezione sembrano essere la parte più impegnativa del gioco, tanto che gli sviluppatori hanno scelto di dedicare l’intero schermo inferiore a questi ultimi, eliminando la classica mappa esplorativa e sostituendola con un contatore dei collezionabili raccolti. La cura riposta nella ricerca e nei piccoli enigmi ambientali che nascondono gli oggetti da collezione non sembra essere stata rimessa nell’avventura del draghetto che può essere terminata in una manciata di ore senza alcuna difficoltà. Perfino i boss sanno di già visto e molti di essi non richiedono altro che qualche salto in testa per essere sconfitti. La linearità dei mondi di gioco viene spezzata solo da alcuni minigiochi, situati di solito a metà livello e che sfruttano il giroscopio del 3DS. Questi mini-passatempo vedono il draghetto trasformarsi, di volta in volta, in un mezzo di trasporto diverso: un vagoncino, un aeroplano, una mongolfiera ecc… sempre intento a trasportare Baby-Mario lontano dai pericoli e a raccoglie il collezionabile posto alla fine del minigame.

L’unica altra sezione che, seppur in minima parte, riesce a diversificare un livello dall’altro è quella con i nemici giganti, che potranno essere ingoiati dal dinosauro e trasformati in enormi uova da lanciare per distruggere gli elementi dello scenario vicini, come i classici tubi verdi o le rocce.

Il livello grafico si distacca invece dal passato per proporre un’atmosfera dal sapore di tempera e pastelli. Il mondo di gioco è stato disegnato e colorato a mano e rimane nettamente in contrasto con i modelli poligonali dei personaggi e di alcuni elementi ambientali come piattaforme sospese e mattoncini. Il titolo rimane comunque luminoso e colorato ma con un comparto tecnico inferiore agli altri titoli in circolazione, anche la modalità stereoscopica risulta sottotono senza fornire molte soddisfazioni vista la quasi totalità di elementi e scenari bidimensionali.

Sul fronte multigiocatore Yoshi New Island propone una specie di modalità sfida: Ultimando i mondi dell’avventura sarà possibile sbloccare dei minigiochi per due giocatori che potranno essere affrontati anche con una sola copia del gioco. La console ospite infatti potrà collegarsi alla rete per scaricare i dati di gioco necessari che verranno attivati dalla console con la cartuccia di gioco. I minigame multiplayer non sono altro che delle varianti, a 2 giocatori, dei minigiochi nascosti all’interno dell’avventura e non aggiungono praticamente nulla di più all’esperienza di gioco.

Yoshi New Island è un titolo che rimane fortemente ancorato ad un passato poco funzionale alle aspettative future. Gli sviluppatori del piccolo dinosauro hanno puntato a creare un gioco fortemente basato sulla sicurezza dei suoi predecessori senza provare a sbilanciarsi con grandi scelte a livello di gameplay. Le innovazioni sono poche e non coinvolgono il giocatore che rimarrà abbastanza spiazzato dalla facilità del titolo. Il livello tecnico non regge il confronto con gli altri giochi in circolazione e la grafica fatta di matite colorate non fa che confermare il target bambinesco del titolo. Yoshi new Island è un regalo gradito da fare ai più piccini che magari devono ancora fare le prime conoscenze con il Nintendo 3DS ma visto il ritmo d’apprendimento dei bambini di oggi, non ci metteranno molto a terminare l’avventura principale e a lanciarsi su un qualsiasi altro titolo Mario.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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