Normalmente, le riedizioni in alta risoluzione servono a donare una grafica al passo con i tempi a titoli molto datati, in modo da renderli appetibili ad un pubblico sempre più abituato a grafiche d’impatto e a dettagli curati. Tomb Raider: Definitive Edition per PlayStation 4 e Xbox One,  arriva invece a pochi mesi di distanza dalla sua versione old-gen, affiancato dai DLC e facendosi forte di un comparto tecnico rivisto per dare il meglio sulla nuova generazione di console.  Com’è andata la nostra prova? Scopriamolo insieme con questa video review, che diversamente dal solito, lascerà più spazi a gameplay non commentato, per poter apprezzarealcune fasi di gioco e la la nuova resa visiva al meglio.

Il titolo Crystal Dynamics si dimostrò già nel marzo 2013 un prodotto altamente spettacolare, sia in ternini di pur aazione, sia per il comparto grafico stesso, che vantava già un’ottima modellazione poligonale, textures apprezzabili e scenografie dal grande impatto emozionale. Con la Definitive Edition il lavoro del team s’è soffermato sul rendere ancora più spettacolari elementi come questi, e possiamo affermare con certezza che l’obiettivo è stato colto. Già dalle prime fasi di gioco le migliorie sono visibili. Superata la prima caverna che fa da prologo all’avventura, è possibile da subito osservare il nuovo aspetto di Lara con una splendida visuale in controluce. Ci siamo soffermati nell’osservare le textures e la modellazione poligonale della protagonista, che sebbene fossero già di alta qualità in passato, con questa Definitive Edition si mostrano ancor più realistici. Dal sangue sparso sul corpo, che è possibile rimuovere semplicemente a contatto con l’acqua, alla lucentezza degli occhi, fino ai dettagli della pelle, tutto appare estremamente curato. Migliorata nettamente anche la resa dei capelli, qualcosa di sempre difficilmente replicabile nel mondo videoludico e che ha visto il team particolarmente impegnato nella loro nuova resa, che pur non abbattendo del tutto la barriera della credulità, si dimostrano sufficientemente realistici e molto più inclini a reagire con credibilità agli spostamenti di Lara  ed al vento, cosi come all’illuminazione in termini di riflessi.


Nonostante avessimo già completato Tomb Raider nella sua precedente incarnazione, rivisitare la sperduta e spaventosa isola ci ha divertiti, ed abbiamo particolarmente apprezzato il moverci nelle fasi notturne e nelle caverne, apprezzando un’illuminazione coinvolgente, dettagli curatissimi come acqua, sempre più naturale, e gli effetti fuoco che per quanto all’analisi ravvicinata mostrino sempre fiamme bidimensionali, sanno rendersi perfettamente credibili grazie a bagliori ed un effetto fumo dettagliato. Questi ed altri, sono elementi che traggono vantaggio direttamente dalla versione PC di Tomb Raider, che rispetto alle versioni console old gen seppe già staccarsi qualitativamente grazie a tecnologie come StressFX, e che ora si vede superata da questa Definitive Edition anche perché, e ce ne dispiace, la versione PC non pare essere destinata ad ottenere alcun update. Considerata la capacità di calcolo dei recenti hardware PC, applicando gli stessi update qualitativi ricevuti dalla versione per console next-gen, avremmo potuto godere di un ulteriore sorpasso qualitativo, mentre al contrario, gli estimatori del gioco su PC, dotati di hardware estremamente prestanti, dovranno purtroppo accontentarsi, vedendo gioire i giocatori console per una rivisitazione decisamente emozionante a livello visivo.

Sebbene abbiamo approcciato con scetticismo la produzione Crystal Dynamics, al fronte di una manovra che c’è parsa fin troppo commerciale pensata per sfruttare il lancio delle nuove console piuttosto che una sincera volontà di ricerca in ambito grafico e tecnologico, siamo stati ricatturati dalla interessante storyline e dal ritmo intenso dell’azione su schermo, reso ancor più coinvolgente da un comparto audio anch’esso migliorato. Sulla versione PS4 da noi testata, anche l’altoparlante posto sul controller diventa parte importante degli update di questa definitive edition: trasmissioni radio, menu e rumori delle armi, sono tutti suoni che  vengono riprodotti anche dal controller, regalando un ottimo feedback. Proprio dalle armi vengono le soddisfazioni più grandi, giacché sparando, ricaricando e cambiando arma, si ottiene una risposta audio complementare a quella proveniente dal televisore o da impianti audio surround, con una sensazione di tridimensionalità ottima. Allo stato attuale, considerando la scarsa concorrenza in termini di lineup PS4 in questo senso, il titolo Crystal Dynamics si dimostra quello che meglio ha saputo sfruttare tale possibilità in maniera semplice, intelligente e coinvolgente.

Andando ad analizzare il comparto tecnico con dati statistici, il titolo porta su schermo momenti di relax dove apprezzare scenari statici dai panorami mozzafiato, cosi come minuti di incessante azione rocambolesca, il tutto a 1080p e 60 FPS nel caso di PS4, mentre si ferma a 30 quella Xbox One. Non manca qualche leggero calo di framerate, percepibile solo ad un occhio particolarmente attento, ma per quanto riguarda la versione PS4 da noi testata si parla di eventi al limite della percezione. Più deludente la resa della fisica, che sembra trasposta del tutto dall’edizione passata. Fatto salvo per i capelli, che come dicevamo risultano effettivamente più veritieri, gli elementi dello scenario mantengono inalterati i pro e contro dell’edizione old gen, con risultati altaneanti che vedono alternarsi dinamiche perfette, ad eventi persino buffi come pesanti casse che se colpite rotolano per metri, o nemici che nel tentativo di interagire con l’ambiente vengono sbalzati sulla distanza.

Alla prova dei fatti, ci sentiamo di consigliare Tomb Raider: Definitive Edition senza alcuna remora, a qualunque giocatore non avesse ancora affrontato l’ultima avventura di Lara Croft, tenendo però in considerazione che la stessa è giocabile, con i medesimi contenuti ma con una minore qualità visiva, sulle console old-gen ormai a metà prezzo. Per quelli che invece avessero già vissuto l’ultimo capitolo della saga, il secondo giro potrebbe essere del tutto accessorio, sia per la scarsa rigiocabilità del titolo in se’, sia per la mancanza di novità, migliorie estetiche a parte, che giustifichino un secondo acquisto a prezzo pieno, a cosi poco tempo dal rilascio originale.

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