One Piece Unlimited Cruise SP 2 – Recensione


Recensione di Giovanni Ferlazzo

Quello di One Piece Unlimited Cruise SP 2 è un argomento molto delicato. In Giappone, la riedizione dei due episodi della serie su Wii è stata proposta in un unico pacchetto, comprensiva quindi sia di Treasure Beneath The Waves sia di Awakening of a Hero. Giustificando la discutibile scelta con l’assenza di spazio nelle cartucce del Nintendo 3DS per inserire le lingue della versione europea, Namco Bandai ha avuto la non brillante idea di dividere la collection in due parti: la prima, One Piece Unlimited Cruise SP è stata pubblicata lo scorso anno, la seconda, protagonista di questa recensione, arriva alla fine di luglio. Il problema? Entrambi sono venduti a prezzo pieno. E non solo.

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L’offerta non si presenta certo nel migliore dei modi, visto che costringe gli appassionati europei, a differenza dei “colleghi” nipponici, a sborsare due volte la stessa cifra per una collection che sarebbe dovuta arrivare in un unico pacchetto. Senza contare che non si sta mica parlando di un titolo nuovo, ma del porting (peraltro neanche tanto riuscito) di due vecchi giochi per Wii, i quali non brillavano di certo per qualità ludiche, tecniche e…commerciali.

Prima di tutto perché la politica discutibile era già iniziata all’era della console casalinga Nintendo: One Piece Unlimited Cruise 2 arrivò come vera e propria seconda parte del primo gioco, invece che come un sequel. Ragion per la quale le novità inserite erano davvero poche, se non praticamente nulle, e non riescono di conseguenza ad aggiungere pepe a una minestra insipida che può conquistare solamente i fan accaniti di Rufy e soci.

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Sì, perché bisogna dare atto agli sviluppatori di Gambarion di aver realizzato un tie-in comunque in grado di rispettare tutti i piccoli dettagli del manga e anime di Eiichiro Oda: scenari, personaggi, filmati e anche le singole espressioni del viso sono rispettate al millimetro, in modo che gli appassionati della saga possano in ogni caso apprezzare un titolo che rispecchi in pieno la filosofia di una serie che ogni giorno conquista milioni di fan. Questo però non nasconde le magagne di un gioco claudicante da un punto di vista ludico, e di fatto, se si associa il tutto alle becera operazione commerciale di Namco Bandai, la valutazione complessiva non può che essere negativa.

Compito del giocatore è quello di muoversi nella varie isole a disposizione, battendo gli avversari a suon di combattimenti per migliorare le proprie capacità, mandare avanti la trama e conquistare nuove abilità. Possono essere controllati alcuni tra i principali protagonisti della serie, e bisognerà essere bravi a gestire i vari elementi della ciurma, perché la trama a un certo punto potrebbe richiedere di affrontare dei boss con personaggi che magari sono stati trascurati e quindi non saranno abbastanza forti per affrontare il nemico.

Questo richiede all’utente una certa pazienza, di fronte a un sistema di combattimento che troppo presto diventa banale e ripetitivo. Non c’è una vera profondità alla quale aspirare, e con il passare delle ore si finisce generalmente per fare le stesse cose alla medesima maniera: gli avversari minori, che rappresentano gran parte degli scontri che si affronteranno, non offriranno mai nulla di nuovo e considerato che l’incontro dei nemici avviene in maniera casuale, si capisce che solo veri appassionati della serie riusciranno ad arrivare ai momenti finali e ai titoli di coda.

Il tutto nonostante non manchino le idee originali, ma gli sviluppatori non sono stati abbastanza bravi da amalgamarle alla perfezione all’interno della struttura di gioco, che principalmente non offre alcunché per garantire sessioni ludiche lunghe quanto divertenti. Se all’inizio l’entusiasmo travolgente dettato dalla semplicità e dall’immediatezza di One Piece Unlimited Cruise SP 2 probabilmente conquisterà, con il passare delle ore si avrà subito la sensazione che non cambi nulla, e all’ennesimo combattimento casuale si avrà molto probabilmente la voglia di uscire dal gioco, togliere la cartuccia, spegnere il 3DS e riprenderlo in un secondo momento. Se non addirittura mai più.
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One Piece Unlimited Cruise SP 2 diventa una vera e propria d’amore per gli appassionati, costretti a destreggiarsi con meccaniche di gioco mal progettate pur di arrivare alla fine delle avventure con i propri personaggi preferiti: il finale suggerisce inoltre che un terzo episodio potrebbe effettivamente farsi, ma se le basi sono queste forse sarebbe meglio pensarci su due volte. Anche tre.

Insomma, il gioco non è granché già di suo ma il porting non aiuta: il 3D è veramente scarso e poco influente in termini di coinvolgimento, così come le altre caratteristiche peculiari della macchina, praticamente inutile. Il comparto grafico non brillava già ai tempi del Wii e non è stato fatto niente affinché apparisse solo leggermente migliore sulla console portatile. Un lavoro che sembra sia stato realizzato in fretta e furia, giusto per fare il pacchetto, dividerlo in due e spedirlo in Europa in tempi differenti, a prezzo
pieno. Per ogni metà.

One Piece Unlimited Cruise SP 2 è di conseguenza un titolo consigliabile solo ed esclusivamente ai veri appassionati della serie e a chi non avesse giocato già lo stesso gioco su Wii. Tolte queste due attenuanti, il prodotto di Namco Bandai non offre spunti interessanti. La struttura ludica non funziona e non diverte, il porting come si è detto non brilla per qualità e la mossa commerciale di divedere in due gioco nato palesemente per essere uno soltanto è un grave precedente che si spera non si ripeterà in futuro, con l’auspicio di rivedere certamente la serie su 3DS, ma è in ben altra veste, per favore.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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