DIRT Showdown: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

A un anno esatto di distanza da DIRT 3, Codemasters torna in pista con un gioco di corse che fa dell’arcade il suo piatto forte. Showdown è l’esaltazione pura di chi vuole mettere le mani su un titolo spensierato, veloce e assolutamente fuori di melone. Il mio consiglio è dunque questo, se siete fra quelle persone che si aspettavano un nuovo capitolo simulativo/rallystico o semplicemente di quelle persone con la fregola sotto al naso, questo non è il gioco che fa per voi.

LAMIERE ROVENTI
Showdown è un gioco tiratissimo tant’è che a livello di gameplay e di controlli è stato semplificato all’inverosimile per garantire uno stile di guida ancora più “facile” dei precedenti giochi di casa Codemasters. Per di più, oltre ad essere stato rosicato all’inverosimile, per la prima volta in un gioco Codemasters, viene aggiunta la possibilità di utilizzare la nitro per far furore con la macchina controllata. Ma non è finita qui perché in Shodown, addirittura, ci si potrà cimentare nel caro Destruction Derby che da molti anni a questa parte, stranamente, è stato scansato a priori dai giochi di guida a parte per qualche raro caso di tutto rispetto come i due ottimi capitolo di FlatOut (Bugbear): senza contare quel capolavoro chiamato appunto DD, realizzato da casa Reflections (quelli di Driver San Francisco, esatto)  nell’ormai lontano 1995!!!

Tornando in carreggiata, Shwodown si divide in pochi ma equilibrati eventi che sono le gare normali e quelle dedicate alla distruzione degli avversari che si dividono a loro volta nelle Arene, nelle corse a 8 dove con piste strette e incroci da caos assoluto, il divertimento è certosino. Abbiamo poi delle sfide chiamate Knock Out dove le macchine si sfidano all’ultima ruota su di una piattaforma sospesa e si fanno punti buttando di sotto le macchine avversarie o distruggendole. Per ultimo, in Eliminator, viene buttata fuori dalla corsa l’ultima macchina in gara. Ovviamente non è finita qui perché se le precedenti opzioni di gioco erano dedicate al DD, veniamo ora a quelle più classiche. Abbiamo Hoonigan che sarebbe il nuovo nome per la vecchia modalità Gymkana che tanto aveva fatto presa con Dirt 3…non dico precedente capitolo perché, sottolineo, Showdown è uno spin-off slegato dalla serie. Abbiamo poi la Street Pro Domination che è una gara in cui l’obiettivo sarà stabilire il miglior e minor tempo di gara fra sezioni del tracciato – anche questa modalità l’avevamo già trovata in Dirt 3. In ultimo (che abbondanza), troviamo le gare testa a testa dove conta tecnica (si fa per dire) e velocità. Insomma, il piatto è davvero ricco di cose da mangiare e credo che difficilmente anche solo una modalità di gioco potrà farvi storcere il naso se non fosse che già quelle dedicate al DD, vi ruberanno interi pomeriggi di divertimento cronico.            




EASY MAN!!!

Come dicevo sopra, il modello di guida di Showdown è stato sostanzialmente rivisto per permettere a tutti di poter prendere una macchina in mano e correre nella spensieratezza più assoluta. La guida risulta dunque tamarra e spettacolare, dimenticandosi anche dei settaggi di vettura e dei danni che saranno solamente estetici – ripeto che si tratta di un arcade. Fra le cose che invece non mi sono andate molto a genio a livello di “semplificazione”, segnalo che a schermo non sarà presente neanche una mappa della pista che andremo ad affrontare cosi come mancherà il riferimento alla velocità dell’auto…oddio, si corre tanto però se ne sente la mancanza. Sono state incluse invece le icone della salute (ebbene si, cosi capite a che livello di danno siete stai coinvolti), le posizioni (questo immancabile, ovviamente) e la barra della nitro che si ricarica in maniera automatica eseguendo le manovre più spettacolari. Riguardo al gameplay importato dai giochi precedenti, rimangono le differenze di guida fra una classe di macchina e l’altra cosi come rimane invariato il comportamento delle vetture su diversi tipi di terreno quali fango, ghiaia, asfalto, sabbia e neve. In ultimo, rimangono anche i livelli di difficoltà che però non è che influenzano tanto il gioco in se stesso quanto la tenacia degli avversari controllati dal computer: tanto che a livello di difficoltà massima, diventa un vero incubo e l’IA sembra averci giurato estrema vendetta. Assolutamente perfetto il bilanciamento fra facile medio e avanzato che garantisce davvero una linea netta di facilità o difficoltà…cosa che non sempre avviene per davvero nei titoli arcade e nell’IA avversaria.

ROBA CHE NON CONVINCE
Showdown è un titolo spassoso e molto semplificato come ci si aspetta da un arcade ma alcune cose stonano. Prendiamo ad esempio la parte grafica: il gioco non è assolutamente brutto anzi, siamo in linea con la produzione di Dirt 3 ma il problema sta qui dato che il motore grafico (sempre il solito EGO Engine di casa) non pare cambiato di una virgola in un anno di sviluppo. L’impatto visivo pare sempre ottimo ma se si va a cercare il pelo nell’uovo si scorgono anche dei tracciati semi riciclati da Dirt 3 con effetti di luce e cose mosse in secondo piano che ci rimandano al precedente gioco. Insomma, dato che Codemasters stupisce sempre e le differenze grafiche da Dirt 2 al 3 erano davvero evidenti, qui mi sarei aspettato lo stesso salto di qualità che invece viene meno. Altro fattore un po negativo riguarda gli scontri e la loro dinamica che non sempre risultano cosi “realistici”. Adesso, capisco che si tratta di un arcade ma se due macchine si scontrano a piena velocità in un frontale mi aspetto un busso enorme che invece non viene considerato tanto che le macchine sembrano farsi più danni quando colpite invece da dietro o di lato. Per carità, massimo divertimento però poco enfatizzato. Buona anche tutta la parte dedicata al sonoro con musiche prese di peso da brani di origine rock e elettronica. Il gioco è tutto in italiano e doppiato più che bene.  

BUONO MA NON ECCELLENTE
Dirt Showdown è sicuramente un bel gioco di corse arcade che ha dalla sua una tonnellata di eventi da disputare, un sacco di macchine da sbloccare e che vi darà molte ore di divertimento senza grandi grattacapi, contando anche tutta la parte dedicata l’online. DS mi ha esaltato abbastanza anche se ha dalla sua dei difettucci che potevano essere evitati ma rimane comunque un gran bell’arcade. Rimane un gioco consigliato che magari non passerà alla storia come il titolo più originale al mondo ma le sue ore di divertimento le garantirà appieno.

VOTAZIONE FINALE 8/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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