UFC Undisputed 3 – Recensione


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Dopo aver visto la concorrenza scendere in campo, l’accoppiata Yuke’s e THQ, già genitori della tanto amata serie dedicata alla WWE, tornano sul campo offrendo il terzo capitolo di uno dei migliori giochi di combattimento simulativi: UFC Undisputed 3. Invece di semplificare il titolo, con il rischio di renderlo più banale ma allo stesso tempo attraente per un pubblico casual, Yuke’s ha rinnovato il suo titolo aumentando l’offerta e rendendolo ancor più profondo e completo. Ma il passo fatto, è quello giusto? Scopritelo in questa nostra recensione.

TI PICCHIO IN MODI CHE NON PUOI NEANCHE IMMAGINARE

Del gameplay, vero cuore e anima di questo gioco parleremo dopo, prima è importante fare un accenno all’offerta messa sul campo da Yuke’s in UFC Undisputed 3. Oltre alla modalità carriera in cui potremo creare e gestire praticamente ogni aspetto del nostro alter ego, potremo avviare match rapidi, concorrere al Titolo della UFC, una sorta di scalata alla vetta in cui avremo a disposizione solo tre sconfitte – alla quarta bisogna ricominciare da zero. Vincendo poi il titolo, potremo avviare la difesa della cintura, quasi una sorta di modalità orda in cui dovremo affrontare e mandare KO decine di avversari in round continui uno dopo l’altro e senza possibilità alcuna di salvare i progressi. Oltre alla UFC, presente anche la UFM, Ultimate Fights Mode, una modalità “storica” che sulla falsa riga degli scenari dell’ultimo FIFA dedicato ai mondiali, ci consente di rivivere i match che hanno fatto la storia della UFC e modificare sul campo l’esito di quell’incontro o replicarlo passo passo seguendo le istruzioni che compariranno sullo schermo. Vera novità di quest’anno è però la federazione PRIDE, la MMA Giapponese che differisce dalla UFC per regole e tipo di incontri. La particolarità di questa federazione è che dovremo affrontare scontri in sequenza e non avremo dunque tempo per recuperare dagli infortuni – la tattica vincente è dunque quella di subire meno danni possibile cercando di mandare il nostro avversario rapidamente a terra e noi alla vittoria.


UFC Undisputed 3 – Il roster – Video disponibile sulla GamesVideoTV

Torna la già accennata modalità carriera a cui i ragazzi di Yuke’s hanno rimosso del tutto la fase da manager per incentrare tutto su scontri e allenamento. Prima di intraprendere questa modalità tuttavia è importante conoscere già il gioco e il modo che combattere, il nostro alter ego infatti partirà sempre con basse statistiche e nessuna mossa speciale e se non sappiamo muoverci sul ring, ci ritroveremo a terra a pochi secondi dall’inizio del match. Avviata la carriera comunque il primo passo è quello di creare il nostro giocatore attraverso un profondo e completo editor che ci permette di realizzare praticamente ogni nostro desiderio – e ovviamente maggiore sarà la nostra esperienza di gioco e i bonus ottenuti nei match, maggiori saranno i vestiti che potremo indossare, le abilità che potremo acquisire e le mosse speciali da mettere sul campo. Oltre ad affrontare match, potremo sempre firmare contratti che ci renderanno un professionista vero e proprio e tra un incontro e l’altro oltre a farci belli, potremo spendere anche tempo in palestre ad imparare nuove mosse ed allenarci. Lo stesso allenamento non è più solo automatico come in passato, ma ora può essere gestito direttamente attraverso dei minigiochi che renderanno le sessioni di allenamento più divertenti e soprattutto performanti per il nostro personaggio – in altre parole, con l’allenamento automatico la resa in potenza, abilità, tonicità eccetera sarà minore rispetto all’allenamento controllato direttamente.

MAI AVUTI POLPASTRELLI COSI’ MUSCOLOSI!

Ma passiamo al gameplay, che come abbiamo già accennato, è il vero cuore e anima di questo gioco. Rispetto al passato Yuke’s ha aggiunto un’opzione per semplificare il gioco per i neofiti, in altre parole questa opzione rende UFC Undisputed 3 meno simulativo dando ai combattenti una maggiore resistenza ai colpi e limitando l’uso delle leve analogiche per le transizioni. Non è un cambio epocale e ciò non muta comunque l’estrema complessità di un gameplay che risulta essere comunque quasi proibitivo per i neofiti non armati di pazienza e voglia di spendere quasi un’ora nel tutorial che ci consente di comprendere al meglio ogni singolo aspetto del combattimento.

La gestione dei comandi è quella classica, ad ogni tasto del pad corrisponde un arto e attraverso grilletti, tasti direzionali e leve potremo assestare decine e decine di colpi differenti. La gestione dei comandi è complessa, soprattutto per chi non ha giocato i precedenti capitoli della serie, ma una volta padroneggiato lo schema, scendere in campo e mandare KO il proprio avversario sarà divertente e appagante. Fondamentalmente il combattimento sul ring si divide in tre differenti fasi: in piedi, a terra e corpo a corpo. Nel primo caso il combattimento viene gestito tramite il movimento del personaggio, allontanando dall’avversario potremo parare eseguire rapide schivate dei colpi che altrimenti subiti potrebbero mandarci a terra. L’uso delle braccia ci consente di sferrare ganci e diretti, più o meno potenti a seconda del movimento che eseguiremo, mentre con le gambe potremo colpire gambe e torso o eseguire mosse speciali imparate durante le fasi di allenamento nelle palestre – colpi come calci alla testa che ci permettono in alcuni casi di eseguire anche un immediato KO sul nostro avversario.

A tutto questi si aggiunge poi il combattimento ravvicinato attraverso il clinch e le sottomissioni. La prima è una tattica conosciuta soprattutto nel Muay Thai, ma che anche chi guarda i match di boxe a volte nota. Si tratta per l’esattezza dell’abbraccio dei due contendenti, un abbraccio che blocca quasi del tutto l’uso delle braccia, ma che nella MMA, diversamente dalla boxe, consente si sferrare colpi potenti con le gambe alle gambe, torso e con un po’ di fortuna anche alla testa del proprio avversario. Generalmente un buon uso del clinch porta successivamente a spostare il combattimento a terra con la possibilità di eseguire colpi rapidi sopra l’avversario e potenti sottomissioni che ci stancheranno, ma che allo stesso tempo porteranno l’avversario ad arrendersi. Non mancano poi, come accennato, contromosse, parate e schivate che se eseguite con maestria saranno in grado di ribaltare completamente le sorti sull’ottagono, potremmo anche essere feriti e quasi sfiniti, ma la giusta contromossa da eseguire con una rapida transizione e successiva sottomissione, potrebbe cambiare il nostro stato da ovvio perdente e sorprendente vincitore e futura promessa di questo sport.

Indiscutibile la longevità complessiva, con oltre 150 lottatori ampliabili attraverso l’editor e già ad Aprile con nuovi DLC – tra i quali citiamo l’International pack che aggiungerà l’italiano Alessio Sakara e altri colleghi – UFC Undisputed 3 è in grado di farci divertire per interi mesi tra modalità differenti, federazioni, sfide e obiettivi aggiuntivi da ottenere durante i combattimenti. A tutto questo si aggiunge poi un buon comparto multiplayer per scontri fino a quattro giocatori, multiplayer discreto ma che in alcuni casi ci ha fatto dannare per colpa del lag.

DUE ANNI E NON SI SENTONO… QUASI

Dal punto di vista meramente tecnico, UFC Undisputed 3 non aggiunge molto a quanto visto due anni fa, la grafica è stata lievemente migliorata, ma viene mossa sempre dallo stesso motore del secondo capitolo e così fisica, animazioni, volti e tutto ciò che fa da contorno ai match sembra quasi un dejavu per chi ha già giocato i capitoli precedenti della serie. Sia chiaro che non si tratta di un punto negativo dato che la cura nei dettagli era già ottima e questo piccolo miglioramento ha reso migliore una grafica che era già di suo spettacolare – vedere sangue, sudore scendere su muscoli e tendini in piena tensione è veramente qualcosa di grandioso. Rivista anche l’IA nemica, resa meno complessa per il più basso livello di difficoltà, ma migliorata e più reattiva e logica quando ci si impegna a giocare al massimo.

Buono il comparto audio con tracce di sottofondo mai troppo pesanti o fastidiose, grandiosi gli effetti udibili nelle arene, dagli incitamenti ai fischi del pubblico, passando per i compagni e i propri avversari. Ottimo anche il commento, esclusivamente in lingua inglese, curato da due differenti coppie, Rutten-Quadros per la modalità PRIDE e Rogan-Goldberg per i match della UFC.

CONCLUSIONE

UFC Undisputed 3 è senza ombra di dubbio alcuno il miglior gioco di combattimento simulativo in circolazione. Profondo come non mai e ricco di dettagli e filmati. Il grande difetto di questo gioco è che tende a disarmare, ad allontanare chi vuole provare per la prima volta l’esperienza della MMA. Se avete già giocato i precedenti UFC Undisputed e vi sono piaciuti, l’ultima opera di Yuke’s vi farà perdere la testa, se invece siete nuovi al genere, armatevi di tanta pazienza o partite da un titolo precedente della serie.

In conclusione UFC Undisputed 3 è ad un passo dalla perfezione, dal vero e proprio capolavoro, ma non riesce a raggiungere uno status tale a causa di un multiplayer non propriamente stabile e della sua eccessiva complessità, fattore che porta più giocatori ad abbandonare il titolo piuttosto che restarne ammirati e diventarne fan.

VOTO: 9.2 SU 10


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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