Final Fantasy XIII-2 – Recensione


Articolo scritto da Federica Comparone e Alessio Arciola

ff-xiii-2-coverNonostante l’iniziale successo di critica e vendite di Final Fantasy XIII, questo capitolo della lunga serie di Square Enix è ricordato come uno dei migliori e allo stesso tempo dei peggiori Final Fantasy di sempre. Non è bastata la grafica da urlo e una storia ben costruita per far accettare ai fan i gravi difetti che quel capitolo aveva. Con un certo timore ci siamo dunque avvicinati a Final Fantasy XIII-2, sequel di quel XIII tanto amato e tanto odiato. I consigli dei fan saranno stati ascoltati, o Square Enix è andata dritta per la sua strada? Scopritelo in questa nostra recensione.


Final Fantasy XIII-2 – Time Travel Trailer dalla GamesVideoTV

CHI NON HA CAPITO ALZI LA MANO

Final Fantasy XIII-2 è il diretto sequel del XIII. La nuova avventura riparte esattamente da dove si era concluso il precedente capitolo, di conseguenza ritroveremo tutti i personaggi di FFXIII, solo che questa volta a tirare le retini del nostro sequel non sarà il gruppo di eroi che ha purificato Cocoon, ma sarà la dolce e all’apparenza minuta, sorellina di Lightning, Serah, insieme alla prima novità evidente ovvero un personaggio dal passato misterioso di nome Noel e un simpatico Mog. E fin qui tutto bene, ma basta poco per cominciare a notare che la lunga trama di Final Fantasy XIII-2 soffre di un grande difetto, ossia la complessità. Tanto ampia quanto ingarbugliata, in vari momenti la storia del gioco ci farà vivere paradossi e controsensi difficili da comprendere e in alcuni casi anche da digerire. Tutto ciò è dovuto principalmente alla presenza di Noel Kreiss e di una delle caratteristiche alla base del gioco, ossia la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio. Questa abilità, se così vogliamo definirla al momento, intreccia i destini e la storia in modo assai complesso, lasciandoci poi con un finale che non è per nulla un finale, dato che è talmente aperto da farci quasi pensare che serva il secondo DVD per proseguire nella storia.

Ma cerchiamo di fare un breve sunto, ovviamente senza spoiler. L’avventura di Final Fantasy XIII-2 ci porta a tre anni di distanza dagli avvenimenti di Final Fantasy XIII. Nessuno si ricorda cosa è successo, nessuno eccetto la piccola Serah che, dopo aver convinto Snow a cercare Lightning conoscerà Noel Kreiss, un uomo che proviene da un futuro lontano in cui gli umani sono praticamente estinti. Noel ha raggiunto il mondo e il tempo di Serah per riportare la giovane ragazza dalla sorella perduta. Da qui parte l’avventura che poi andremo ad affrontare controllando la coppia Serah e Noel sul pianeta Gran Pulse – il luogo sarà sempre lo stesso, a mutare attraverso varchi temporali sarà invece il tempo.

 
IL MEGLIO SENZA IL PEGGIO

Come accennato precedentemente, dal punto di vista del gameplay ciò che è variato maggiormente rispetto all’anno scorso è la linearità, scomparsa del tutto in XIII-2 grazie alla caratteristica del viaggio spazio temporale gestito dall’Hystoria Crux. Questo sistema non fa altro che gestire svariati portali che, una volta sbloccati attraverso la raccolta di artefatti sparsi in giro, ci consentiranno di trasportarci non solo da una parte all’altra di Gran Pulse, ma anche da un tempo ad un altro. Questa novità ha permesso inoltre di rimuovere del tutto il backtracking dato che potremo teletrasportarci da un punto ad un altro del mondo in qualsiasi istante e tornare successivamente al punto in cui abbiamo interrotto la nostra avanzata senza alcun problema.

Ad aiutarci con i portali, o per meglio dire con la raccolta degli oggetti invisibili ed artefatti, ci sarà Mog, una creaturina portata nel nostro tempo da Noel che ci indicherà di volta in volta gli oggetti, i mostri e che per noi raccoglierà oggetti irraggiungibili distruggendo oggetti o passandoci oltre. Migliorata anche la varietà del gameplay vero e proprio, composto per la maggior parte da combattimenti, ma ora con tante e variegate quest secondarie non più ridotte ad una caccia al mostro, collegate alla possibilità di interagire con i personaggi presenti, un area che ricorderà agli appassionati di questa saga il Casinò “Golden Saucer” di FFVII, la “Serenidipity” che vi  permetterà di affrontare delle divertentissime corse tra Chocobo arricchite dalla possibilità di allevare la vostra creatura. Sono presenti svariati minigiochi e puzzle, oltre a percorsi alternativi che ci permetteranno una maggiore esplorazione dei fantastici scenari creati da Tetsuya Nomura – e non finisce qui dato che alcuni contenuti verranno aggiunti da Square Enix attraverso specifici DLC. Sono tornate le città e anche la possibilità di vendere ed acquistare oggetti attraverso Chocolina, una venditrice sopra le righe che come noi sfrutterà i portali per vendere e acquistare merci un po’ ovunque nello spazio e nel tempo.

Ciò che preme maggiormente ai fan è tuttavia il sistema di combattimento e tranquillizzatevi, anche questo è stato rivisto e migliorato rispetto a FFXIII. Si avrà che fare nuovamente con la barra ATB e la scelta della combinazione migliore degli Optimum per creare strategie di attacco letali. Le abilità e i personaggi stessi possono essere potenziati attraverso il menu/mappa Crystarium e i punti Crystarium dove possiamo selezionare classi specifiche che ci daranno accesso ad abilità differenti. Da qui avremo modo di pianificare sino ad un massimo di sei diverse strategie di attacco personalizzabili e grazie al sistema denominato Paradigm Shift, selezionarle rapidamente in battaglia in modo tale da avere a disposizione una tattica già studiata per la tipologia di mostro che dovremo affrontare – fondamentalmente bisogna ragionare le tattiche sulle debolezze principali dei nemici e di volta in volta selezionare la tattica che utilizza colpi che toccano quei punti deboli. Ciò che salta però all’occhio è la possibilità di essere affiancati in battaglia da un mostro catturato in uno scontro precedente che seguirà esattamente lo stesso sviluppo delle abilità dei due protagonisti. Ogni volta che sconfiggeremo un mostro potremo acquisirlo raccogliendone il cristallo – cristallo che possiamo poi decidere di vendere o di tenere con noi per utilizzarlo a nostro vantaggio. Ogni personaggio può avere sino ad un massimo di tre mostri selezionabili e questi mostri possono essere potenziati utilizzando degli oggetti o fondendo più creature insieme. Questa personalizzazione ci permette di creare di volta in volta mostri sempre nuovi, con abilità e potenza in continua crescita e che con il passare del tempo diventeranno tanto utili quanto necessari sul campo per poter portare a casa una vittoria contro uno dei grandi boss presenti in giro per il mondo.

Niente da eccepire dal punto di vista della longevità. La trama scorre via in venti ore o qualcosa più se non si è abili giocatori di J-RPG. Oltre cento invece le ore necessarie per poter completare Final Fantasy XIII-2 al cento per cento con tutte le quest secondarie, gli oggetti da raccogliere e i livelli da riavvolgere per vedere tutti e nove i finali che i ragazzi di Square Enix hanno ideato per la loro ultima opera.

NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO…

Dopo la trama decisamente incasinata, è nel comparto tecnico che risiede il secondo vero difetto di Final Fantasy XIII-2. Se i personaggi graficamente sono ineccepibili, stessa cosa non può esser detta per le ambientazioni che vivono una vera e propria doppia vita. In alcuni momenti gli scorci regalati dagli sviluppatori ci lasceranno a dir poco shockati dalla loro pulizia e bellezza, in altri casi invece lo shock resterà, ma per il netto calo di dettaglio e pulizia generale. Per il resto, tecnicamente parlando l’opera di Square Enix è a dir poco perfetta, l’IA si comporta sempre in modo egregio anche se il livello di difficoltà non è mai troppo complesso e non siamo incappati in bug vistosi o problemi durante le tante ore trascorse davanti alla televisione.

Un vero e proprio sogno invece il comparto audio, tanto per il doppiaggio quanto per le musiche, quest’ultima vera e propria chicca del titolo con brani che ricorderemo e racconteremo ai nostri nipoti che ci diranno che siamo vecchi e pure un po’ rimba.

CONCLUSIONE

Final Fantasy XIII-2 in conclusione è un netto miglioramento rispetto al passato. La rimozione di alcune delle caratteristiche meno amate dai fan e l’ampliamento di quelle più amate insieme ad un mix di nuove funzioni permette a questo nuovo capitolo di elevarsi se confrontato a FF XIII. Non si tratta però di un titolo perfetto dato che l’estrema complessità della trama e un comparto tecnico a volte ballerino tolgono all’opera di Square Enix ciò che gli serviva per elevarsi a capolavoro vero e proprio.

Che siate amanti o meno della serie tuttavia, Final Fantasy XIII-2 è un titolo consigliabile ad occhi chiusi. I perfezionisti avranno un centinaio di ore a disposizione con cui divertirsi, mentre quelli meno votati al completamento al 100% o morte si potranno comunque godere un vero e proprio J-RPG.

VOTO: 8.8 SU 10



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Articolo a cura di Redazione Player.it

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