WRC 2 FIA World Rally Championship 2011: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Come accade sempre più spesso in svariati campi, anche nei videogiochi sembra che per decretare la bellezza di un gioco, si guardi quasi solamente l’aspetto tecnico. Questa bruttissima moda porta a bistrattare giochi che hanno dalla loro delle potenzialità notevoli ma che vengono messi da parte in favore di titolo più pompati del mercato videoludico. Questo discorso vale moltissimo per il nuovo gioco di casa Milestone: WRC2. Il titolo in questione è un gioco che, graficamente parlando, sarebbe da cestinare completamente perché se dovesse reggersi solo per l’aspetto tecnico, farebbe una grossa figuraccia. Eppure, come già accaduto per l’anno passato, il gioco offre una giocabilità abbastanza godibile e mette dalla sua qualche apprezzabile novità.

APPASSIONATI DI RALLY
Metto in chiaro da subito una cosa, se provenite dalla passata stagione del gioco, le novità introdotte in questo secondo capitolo sono davvero poche. Di nuovo, potremo dire che Milestone ha studiato un sistema di customizzazione più serio della carriera e ha aggiunto qualche disciplina in più come i nuovissimi Super Special. Andando con ordine, dopo il filmato introduttivo, il menù principale si apre sulle voci della scelta Carriera, Partita Singola, Scuola di Rally, Hot Seat, Multiplayer e Il mio WRC. Prima di procedere sulla Carriera che è la vera essenza di WRC2, soffermiamoci brevemente sul resto delle modalità. In Partita singola, potremo buttarci da subito in qualsiasi modalità del gioco, dai Rally classici alle prove speciali, scegliendo una grande quantità di vetture di varia cilindrata. La Scuola di Rally altro non è se il solito tutorial che ci insegna i rudimenti di base e quelli avanzati della guida su sterrato che ben si differenzia da quella su pista. Hot Seat è la sfida fra amici che corrono tutti sullo stesso computer, prima gareggia uno poi l’altro per decretare chi realizza il miglior tempo. Abbiamo poi il multiplayer dove si gareggia sugli stessi percorsi del gioco ma contro altri giocatori umani sparsi nel globo. Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole.

Anche la scelta delle varie classi di macchine non cambia di una virgola dalla passata stagione ma, essendo un gioco su licenza, non mi stupisce più di tanto. Le macchine sono divise per categoria e per cilindrata, si parte con quelle del WRC di marca Citroen (DS3), Ford (Fiesta) e Mini (Cooper e Countryman). Si prosegue con la classe 2000 del SWRC con Ford (Fiesta 2000), Abarth (Grande Punto) e Skoda (Fabia). Quelle a trazione integrale della categoria di PWRC con Subaru (Impresa), Mitsubishi (Lancer Evo) e Citroen (DS3). Il campionato monomarca del FIA WRC con solo le Ford e si finisce con due grossi eventi come il WRC GROUP B con le macchine degli anni 80 come la 205, la Lancia Delta, l’RS2000, la BX4 o la Renaul 5GT e la categoria della vetture Super Classiche nel WRC SAFARI con la scelta della Celica, Evo 3, Escort 1600, la 504 e altre. Sappiate che non ho potuto citare ovviamente tutte le macchine presenti nel gioco ma vi basta per capire che la scelta è davvero ampia. Oltre alle macchine, cambiano poco anche i tracciati che però rimangono comunque moltissimi, ben 13 con altri 5 Super Special che vi porteranno in giro per il mondo a visitare il Portogallo, la Giordania, l’Italia (con anche il Rally di Sardegna), l’Argentina, la Germani, la Finlandia, l’Australia e altre nazioni che lascio il piacere di scoprire da soli. Insomma, il piatto è bello ricco e difficilmente vi annoierete a correre in svariate parti del mondo.

Detto questo, passiamo alle novità che offre la Carriera vera e propria.
Di base potrete scegliere un mezzo iniziale facente parte solamente del campionato WRC quindi si parte con un auto di bassa cilindrata che servirà per vincere i primi stage di gioco ma poco altro. Tutta la parte della customizzazione del mezzo è stata ampliata non solo sulla preparazione della macchina ma anche sullo sviluppo tecnico, gestibile tramite l’utilizzo dell’officina che sulla chiusura di vari contratti con gli sponsor. Oltre alla schermata di modifica del mezzo, Milestone ha studiato il modo di migliorare tutto il reparto legato agli sponsor che quello meccanico legato all’officina dove potrete scegliere direttamente il vostro Ingegnere Capo e relativi meccanici del team. Anche per gli sponsor bisognerà scegliere un Team Manager che sia all’altezza delle aspettative della scuderia e che sia in grado di chiudere ottimi contratti con svariati sponsor – questi ultimi pagheranno di più o di meno anche a seconda di dove visualizzarete il loro logo sulla macchina. Se questa parte di customizzazione sembra una fesseria, sappiate che diventerà molto presto il vero cuore pulsante di WRC2 perché è grazie agli sponsor e alla ricerca di nuovi componenti che potrete migliorare su pista, sia come prestazioni che come guadagni – soldi fra l’altro che dovrete utilizzare non solo per comprare macchine più performanti ma anche per pagare tutto il vostro Team a fine stagione. Ebbene si, avete capito bene, tutta la carriera di WRC2 è legata a filo doppio sia per quanto riguarda la bravura nel correre che quella di gestione del Team meccanico che quello degli Sponsor. Ovviamente, se pensate che Sponsor e meccanici non siano importanti, sappiate questo: alla fine di ogni stagione dovrete guadagnare soldi per pagare tutto il team. Se malauguratamente non avrete fondi a sufficienza, dovrete cercare di raggiungere determinati obbiettivi di sblocco fondi o centellinare podi che non avete raggiunto. Iin parole povere, non potendo pagare il Team, non proseguirete con la carriera e dunque con il gioco. Trovo che questa pensata sia davvero ottima in un settore di giochi che sta diventando davvero troppo facile da portare a termine.

 

NOTE DOLENTI
WRC2 è un gioco che offre davvero molto ai nuovi giocatori che sia affacciano per la prima volta nella spesa del gioco ma bisogna valutare che il titolo arriva anche da un precedente capitolo e che, proprio per questo, non ha subito grossi cambiamenti. Ancora meno per quanto riguarda grafica e giocabilità anzi. Per quanto riguarda la fisica dei mezzi, non stupisce ma anzi, stranisce. Le differenze di guida fra un mezzo di classe WRC da uno di classe superiore sono davvero poche in fase di guida. Addirittura, passare a guidare una vettura come una Ford Fiesta e prendere in mano una Lancia Delta mi ha lasciato assolutamente sbigottito per la gestione praticamente identica della guida dove nel secondo caso, non essendo un auto moderna, doveva essere un filino più complicata da controllare. La difficoltà si nota pochissimo anche con la scelta di macchine a trazione anteriore o posteriore. Stranamente, questa differenza di gameplay, mi ricordo che era fortemente più marcata nel primo WRC. Migliorato notevolmente l’uso del freno a mano che se nel primo WRC era quasi un incubo dover utilizzare, qui risulta molto più fluido da controllare se si effettua una derapata controllata. In ultimo, bruttini i danni e gli incidenti, che sempre per la fisica non vivono di grande splendore anzi, alcuni incidenti sono a dir poco ridicoli da vedere.

Altro fattore poco convincente riguarda il piano grafico.
Diciamoci la verità, il lavoro fatto da Milestone convince davvero poco e sembra anche peggiore di quello visto nel 2010 con il primo WRC. I modelli delle macchine non convincono (orrendi i cruscotti) per assenza di dettagli e poligoni che si rifanno anche sui danni durante il gioco. Troppo poco convincenti anche le texture dei tracciati che a volte sono poverissime. Idem per la realizzazione davvero grossolana dei centri abitati che sembrano un copia incolla continuo delle case. Orrendi ad esempio, tutti gli stage ambientati a Berlino (percorsi urbani) che ci riporta indietro nel tempo come visualizzazione scenica. Poco curati anche gli effetti di luce e di conseguenza le rifrazioni sui mezzi. Buona invece la sporcizia delle carrozzerie quando le auto entrano in contatto con acqua, terra o fango. Da rivedere completamente gli effetti di luce che sporcano ancora di più un motore grafico già non esaltante di suo. Oltre a questo, segnalo un fastidioso effetto pop-up delle texture quando si corre su tracciati aperti – per nostra fortuna molto più aerosi del primo gioco con colline o montagne che si perdono nell’orizzonte. Non convincono i danni e le macchine sembrano avere un fastidioso effetto collage con gli sfondi. Insomma, se si dovesse vedere WRC2 solo sul piano grafico, il gioco potrebbe entrare in competizione con prodotti solamente di qualche anno addietro, non di certo del 2011.

Ottima invece la parte audio, davvero molto curata. La riproduzione del rombo dei motori ad esempio, è registrata direttamente nelle sedi dei vari team e questo potrà far piacere ai veri appassionati che si aspettano il massimo. Buona anche la voce del co-pilota nelle corse rallystiche che ci fornisce con estremo dettaglio ogni informazione possibile sul tracciato.

SE NE RIPARLA IN WRC3
WRC2 è un lavoro strano: un gioco che aggiunge davvero molto poco all’ottimo lavoro fatto nel 2010 sul primo WRC. Un titolo che non ha saputo evolversi in meglio se non per qualche buona pensata come l’ottima modalità carriera. Anche sul fronte tecnico, inutile girarci troppo attorno, quello che si vede a video non può competere assolutamente con i giochi attuali. Anche sul fronte della giocabilità, le cose sembrano peggiorate per favorire (mi viene da pensare) una commercializzazione più ampia. Mi piacerebbe conoscere il futuro e sapere che verso la fine del 2012 uscirà un WRC3 nettamente superiore a questo. Per ora, ci siamo persi per la strada quello che poteva essere un ottimo gioco.

Votazione finale: 7,5/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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