Duke Nukem Forever: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Esce Duke Nukem Forever. Da ieri nei negozi di tutto il mondo.
Miracolo. Dopo 12 anni di attesa, finalmente è uscito il gioco  più chiaccherato, deriso o atteso dell’universo.

Impossibile non gridare al miracolo dopo tutti i problemi che la 3D Realms ha avuto nel corso degli anni per l’uscita sul mercato di questo benedetto titolo.

DNF è il gioco che doveva essere perfetto: la sua lavorazione è stata, credo, una delle più sofferte in assoluto con continui cambi di direzione e di motori grafici. La storia ha però un lieto fine e dopo 12 anni di attesa, stringo in mano un capolavoro. Ebbene si, DNF per me è un gioiello di gioco che non pretende nulla dal giocatore come non pretende davvero nulla sul piano grafico ma che nasconde al suo interno una caratteristica vincente: il personaggio di Duke Nukem.

Duke è unico nel suo genere, non esiste un altro personaggio minimamente simile nel mondo dei videogiochi. Il bello del gioco sono le sue battute tamarre e oscene – sessuali all’inverosimile ma mai davvero volgari, diciamo mascherate più che bene per strappare la risata.

Purtroppo però, bisogna fare i conti anche con la realtà e se personalmente questo diventa il mio gioco dell’anno, bisogna ammettere due cose: il titolo non è graficamente all’altezza del 2011 e la sua ottimizzazione non è delle migliori.

LE ARMATURE SONO PER LE FIGHETTE
Con questa bellissima frase detta dal grande Duke Nukem, iniziamo a parlare del gameplay.

DNF è un gioco vecchia scuola ma infarcito, per l’occasione, di qualche elemento puzzle a metà strada fra l’uso del cervello e quello della fisica. Principalmente lo scopo principale di DNF è quello di uccidere tutto quello che si muove a schermo (la battuta è ben diversa ma non posso replicarla pena la censura eh eh eh).

Il gioco è assolutamente lineare, senza stare li a ragionare su strade alternative o altre diavolerie del genere: si entra in una zona, si combatte per uccidere tutto quello che i programmatori hanno pensato di mandarci contro e si prosegue con la zona successiva.

Alle volte però, capita di imbattersi in qualche puzzle pensato per staccare la tensione dai combattimenti.

Nulla di davvero complesso (non è Portal 2) ma che comunque riesce a fornire una buona mescolanza di situazioni di gameplay.

Ovviamente si parla del Duca e quindi tutti i puzzle sono puntati sull’irriverenza del personaggio: per farvi un esempio concreto nelle prime fasi del gioco dovremo trovare una batteria per riavviare il reattore della Duke Caverna (si chiama proprio cosi) ma questo elemento si trova in una stanza chiusa…come fare? In pratica, dall’esterno, controllerete una macchinetta radiotelecomandata che seguira un percorso fintanto non recupererete il pezzo.

Altro esempio di puzzle con l’uso della fisica è il volteggiare una grù con attaccata una enorme palla d’acciaio (immaginatevi la battuta), per far venire giù un muro e quindi proseguire con il gioco. Ripeto, nulla di davvero nuovo, esaltante o difficile ma sono pezzi che staccano dall’azione frenetica dei combattimenti e che riescono in un modo o nell’altro anche a fare ridere…sempre che non siate proprio delle persone super serie.

Altra particolarità del gameplay è che ad un certo punto, Duke recuperà un Jetpack e delle mine a contatto: con il primo si aggiunge la modalià del volo mentre con le seconde, si potranno fare delle stragi non indifferenti visto che le suddette mine si potranno attaccare direttamente anche ai mostri (oppure agli altri giocatori nel multiplayer).

Come dicevo sopra, gli schemi sono intervallati da micro aree di gioco che si concludono quasi sempre con il Boss di turno…anche qui l’irriverenza del personaggio è maestra e oltre allo scontro, aspettatevi sempre una sorta di “fatality” oscenamente divertente per dare la morte al malcapitato di turno. Queste fatality sono spesso eseguibili tramite dei comandi predeterminati – brutto o bello che sia, i quick time event sono diventati una moda che anche Duke Nukem Forever non poteva implementare al suo interno: difficile dire se dopo 12 anni di programmazione, scene del genere erano state pensate alla base o meno. Per concludere, sappiate anche che Duke non ama le armature e come si diceva poco sopra, se nei giochi moderni la vita si rigenera costantemente, anche qui succede la stessa cosa ma anzichè chiamarla vita la si chiama Ego.

Fondamentalmente però questo Ego (o vita che dir si voglia), cresce con il passare del tempo ma è il modo come cresce a diventare oggetto di risata e genialità. Nel gioco ci saranno nascosti dei punti interattivi che potranno essere usati per “pompare” l’ego – giocare al biliardino digitale, pomparsi i bicipiti, fare la panca per gli addominali, schiaffeggiare mammelle (bhe dai, mammelle si può dire) e via di questo passo, aumenterà la nostra vita…lo scopo diventa dunque combattere e nel mentre trovare questi piccoli segreti di modo da crescere costantemente di energia.

Fra il negativo invece segnalo una cosa che proprio non mi è andata giù per quanto riguarda le armi trasportabili.

Se non ricordo male, in DN3D, il Duca poteva portarsi una vagonata di gingilli di distruzione mica da ridere…come mai qui ne possiamo trasportare solamente 2 per volta? Capitemi, sicuramente la manovra è stata fatta per dare un pizzico di credibilità ma alla stregua di questa scelta, altre soluzioni di gameplay non hanno proprio senso. In questo caso invece, ottimo il fatto che potremo rubare le armi dai cadaveri degli

Alieni ma la scelta di solo due gingilli per volta, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

CARPE NUKEM
DNF è la massima espressione di un gameplay vecchia scuola che si sta perdendo nel tempo: pensato sull’esaltazione delle battute tamarre del Duca a favore degli scontri ma anche dei puzzle game disseminati nel gioco.

Vedendo il nuovo titolo di Gearbox in quest’ottica, posso dire senza vergogna che ci troviamo per le mani un gran bel pezzo di gioco. Vedendolo nell’ottica del 2011 invece, ci sono molte piccole cose che non convincono per davvero ma che comunque soddisfano: il gameplay è bene o male sempre la stessa minestra riscaldata da anni e anni di videogiochi tutti più o meno uguali eppure in DNF ci sono delle toccatine di genio e di ricercatezza che altri giochi non hanno.

Per fare due esempi lampanti che però non c’entrano nulla con il gameplay direi il fatto che il giocatore veda il suo corpo – negli FPS moderni ancora ci si ostina ad imbracciare un’arma in un corpo invisibile.

Oppure, quando si sale le scale, si vedrà l’animazione delle braccia che salgono le scale – anche qui, quanti sono gli FPS moderni in cui si sale con l’arma imbracciata? Sciocchezze, direte voi ma sono sciocchezze che contano per il sottoscritto ed è giusto segnalarle.

Passiamo ora alla parte semi dolente, la grafica.
Spezzo subito la lancia: DNF è dotato di un motore grafico davvero datato e altalenante. Datato perchè ormai in giro si è visto davvero di meglio, da Crysis 2 al motore di The Witcher 2 (ok, non è un FPS ma il discorso è la grafica). Altalenante perchè a seconda degli schemi, ci troveremo ad ammirare texture e modellazione generale ben diversa.

Se per gli ambienti interni la cura generale del gioco è abbastanza buona, il tallone d’Achille lo si trova nelle scenografie esterne (Las Vegas nel pezzo all’aperto è assolutamente indecente) prive di una ricercatezza nei dettagli che oggi pare impensabile non pensare. Stessa cosa per quanto riguarda gli effetti secondari come fumo o esplosioni…scordatevi le belle particelle viste in Crysis 2.

Anche la distruzione di alcuni oggetti è talmente tanto minimale da risultare quasi ridicola…anche qui, il bel motore grafico di Red Faction Armageddon, è tutt’altro mondo.

Oltre a questo, la modellazione generale dei personaggi e le texture lasciano il tempo che trovano senza esaltare per davvero. Cosi come l’ottimizzazione del motore grafico pare essere assolutamente ballerina: a risoluzioni poco elevate (1440×900) e con l’anti aliasing e le ombre disattivate, il gioco gira abbastanza fluido ma quando si passa a risoluzioni superiori con tutte le opzioni in “massimo”, il gioco tende a rallentare brutalmente anche su una macchina ben messa come prestazioni.

Ci sono poi sporadici freez del gioco che durano uno o due secondi (magari prima di una scena predeterminata) che diventano alla lunga assai fastidiosi.

Capiamoci, se siete fan del Duca, forse queste cose passeranno non in secondo ma in terzo piano e giocherete con DNF anche in 800×600 con tutto al minimo (forse no? Chissà…).

Il problema principale è che dopo 12 anni di programmazione questo gioco doveva uscire ma è ben lontano da essere il gioco perfetto. Gearbox, dal fallimento di 3D Realms, ha cercato di abbellire un titolo che sicuramente non era pronto per niente.

Che sia giusto o sbagliato far uscire un gioco abbellito leggermente per l’occasione lo lascio decidere a voi, quello che conta è che il carisma del Duca o per meglio dire le sue tamarrerie (stupidate), ci sono tutte ed è questo che conta.

MULTI DUKE
Temevate che il DNF non ci fosse il multiplayer? Mettetevi il cuore in pace…perchè non c’è.

No scherzo. Al di la del fatto che essendo uscito da poco non ho potuto testare al 100% alcune situazioni, posso dire che nel gioco ci sono ne più ne meno le medesime modalità che tutti bene o male conosciamo: abbiamo il Duke Match (detto anche Death March) e la versione a squadre.

Il Cattura la Pupa (cattura la bandiera con la pin-up di turno) e Saluta il Rè. Si sale di livello come accade nei vari giochi di guerra moderna e cosi facendo si sbloccano armi e gadget per abbellire La Tana del Duca ma anche il Camerino del Duca…dove ci si potrà cambiare di pettinatura, provare le varie magliettine tamarre e addirittura modificare gli occhiali.

La Tana del Duca è invece la parte relax del gioco in cui vagherete senza una vera meta all’interno degli appartamenti del Duca che si vedono all’inizio del gioco.

Qui si sbloccheranno tutta una serie di giochi o mobilio vario man mano che crescerete di livello nel multiplayer. Si, se ve lo state chiedendo, ci saranno anche le Pupe da tallonare ah ah ah.

TEMPO DI SPACCARE…(qui va aggiunto quello che vi pare)
Assegnare una votazione davvero corretta al gioco del Duca non è cosa facile, credetemi.

Fosse per me (difatti è cosi), DNF sarebbe il gioco dell’anno, con una votazione di 10 pieno. Perchè al di la della grafica passabile e poco ottimizzata, ci troviamo per le mani il Duca, offensivo e tamarro come ce lo ricordavamo 12 anni fa – chi ovviamente ha avuto la fortuna di giocare a Duke Nukem 3D e relativi primi giochi (io c’ero e ne vado orgoglioso). Però non siamo tutti nonni dei videogiochi e credo che le nuove generazioni che del Duca non conoscono nulla, reagiranno in maniera diversa.

Tagliamo la testa al Toro, vale la pena di comprare Duke Nukem Forever? Per me, assolutamente sì, ma avete letto la recensione e saprete scegliere da voi se un gameplay vecchia scuola e una grafica passabile valgono più o meno di un personaggio tamarro e carismatico all’inverosimile e di un gioco Vintage divertente, lungo e assolutamente irriverente.

Votazione reale: 8,1/10
Votazione personale: 10/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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