Stacking: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Per Stacking, il nuovo titolo sviluppato da quel genio di Tim Schafer, avrei voluto sviluppare una introduzione di tutto rilievo, visto che si sta parlando di uno di quei giochi che nessun appassionato di tale nome dovrebbe lasciarsi sfuggire. Eppure, ora che ho finito il gioco, le uniche parole che mi vengono in mente sono: capolavoro e, a quando un seguito?

MATRIOSKE DIGITALI
Per chi si fosse perso la presentazione del gioco o anche qualche voce di corridoio riguardante questo bellissimo titolo, sappiate che Stacking presenta una realtà giocabile da film muto dell’ottocento con una caratterizzazione grafica davvero innovativa per il periodo in cui viviamo: controlleremo difatti una piccola Matrioska che dovrà salvare la sua famiglia di spazzacamini da un creditore senza cuore. Benché lo stile grafico scelto potrebbe trarre in inganno più di un palato, sappiate dunque che Stacking non è un videogioco comico o divertente, almeno non in linea di massima, ma che invece tratta temi abbastanza scottanti anche per la società di oggi che tanto si proclama, civilizzata. La definizione artistica, per di più, passa dal notevole impatto visivo al dramma di alcuni passaggi e personaggi – e forse i più fragili di cuore, potrebbero farsi scendere qualche lacrimuccia.

DENTRO LE MATRIOSKE
Lasciando da parte la bella storia che guida il giocatore e che merita di essere scoperta giocandoci e non spoilerando sulla trama, parliamo del gameplay. Benché di base possa sembrare semplice, Stacking è l’ennesimo gioco che si nasconde dietro ad un gameplay quasi banale per poi diventare tremendamente profondo. Il giocatore, come detto sopra, sarà chiamato a impersonare una piccola Matrioska di nome Charlie che ha fin da subito la capacità di “possedere” altri personaggi. In pratica, dovremo indossare due o più Matrioske per risolvere degli enigmi confezionati ad arte: un esempio lampante potrebbe essere l’aprire un cancello ma per farlo occorre trovare il guardiano e indossare il suo involucro per passare alla stanza successiva. Ovviamente, ogni Matrioska nel mondo di Stacking avrà un ruolo fondamentale e anche tattico per cui, servirà una certa abilità nel risolvere gli enigmi. Per farvi un altro esempio, sappiate che nel gioco potrete impersonare Matrioske mascoline che serviranno per difendervi dagli attacchi nemici o indossare l’abito di una ballerina per distrarre le guardie a guardia di una porta. Insomma, un gameplay cosi semplice ma geniale che diventerà da subito una vera droga per portare a termine il gioco. Sfruttando particolari bambole, per di più, potrete sbloccare dei comportamenti negli NPC che influenzeranno l’andamento della storia: struttura narrativa aperta che non è stata pre programmata dagli sviluppatori ma che varia a seconda delle partite e dei giocatori. Insomma, per un prodotto del genere, ci si chiederebbe come mai il titolo sia finito nella sezione Arcade del Live di Microsoft che non confezionato nei negozi (noi però lo sappiamo, continuate a leggere) – dove fra le altre cose, sarebbe stato bello comprare anche solo per fini di puro collezionismo.

MATRIOSKE NEGATIVE
Stacking non è, purtroppo, un prodotto perfetto. Due sono i problemi principali che affliggono questa piccola perla: prima di tutto la sua longevità è fissata sulle cinque ore di gioco, davvero pochine per quello che ha da offrire il gioco – sfruttando meglio la storia, forse i programmatori potevano tranquillamente arrivare alle 7 o 8 ore ma cosi non è stato. La seconda bruttura riguarda una struttura del divertimento che parte slanciata per poi soffrire del suo fascino dopo la terza ora di gioco. Gli enigmi, benché divertenti e alle volte anche ostici, non crescono di difficoltà e anzi fanno l’esatto contrario andando a morire lentamente verso la fine dell’avventura di Charlie.

Detto questo però, Stacking è indubbiamente uno di quei prodotti che non hanno le mezze stagioni: potrete amarlo alla follia o cestinarlo dopo poco tempo. Il concept di base è geniale, si trovano personaggi drammaticamente divertenti e si naviga in un mondo davvero suggestivo sul piano visuale: però, qualcosa in fase di progettazione è andato storto e per colpa di una scarsa difficoltà generale e di una longevità non eccelsa, il titolo si perde irrimediabilmente quel punteggio che poteva essere davvero più elevato. Se però riuscite ad andare oltre a questi due difetti, sono sicuro che vi innamorerete di Stacking e ve lo godrete per quello che è davvero dall’inizio alla fine: una piccola genialata.

Votazione finale: 8,3/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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