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NFS Hot Pursuit: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Una delle mitologie che mi hanno sempre affascinato, riguarda quella dell’Araba Feniche che rinasce dalle sue ceneri per diventare ancora più bella, splendente e forte.

Credo fermamente che la leggenda dell’Araba Fenice si può accostare alla perfezione agli ultimi giochi della serie di NFS che dalle ceneri di qualche anno passato all’insegna delle poche novità, ha gettato sul mercato prima il bellissimo SHIFT che ricalcava alla perfezione la velocità fatta macchina e le gare adrenaliniche e ora, arriva sul mercato con la riedizione (remake) di HOT PURSUIT in forma sfolgorante.

GUARDIA E LADRI
Il nuovo capitolo della serie di NFS è stato affidato nelle sapienti mani di Criterion Games, quelli di Burnout
per intenderci e qui hanno saputo pienamente cogliere l’essenza principale di quel grande capitolo dal nome di HOT PURSUIT che mi aveva entusiasmato alla follia nel lontano 1998 e che se non sbaglio era il terzo capitolo della serie – di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia.
Prendendo da parte l’emozione che mi coglie nell’affrontare la prima curva a qualcosa come 150Km orari di velocità, vi dico fin da subito che avrete fra le mani il gioco perfetto dedicato al “guardia e ladri”: dunque, la carriera nel gioco è divisa in poliziotti e piloti – con i primi dovrete fermare i secondi e con i secondi, seminare letteralmente i primi stando attenti a posti di blocco e diavolerie varie come la micidiale striscia chiodata.
In pratica, il gioco è tutto qui niente di più e niente di meno ma la vera differenza e bellezza del titolo saranno i modi di guida che dovrete adottare per prendere i panni di poliziotti o di piloti.
La guida dalla parte dei piloti dovrà essere spericolata e veloce, sempre al limite delle vostre possibilità e di quelle della macchina: questo servirà per fare punti e per ingranare carburante per il nitro.
Dall’altra parte, i poliziotti potranno erigere posti di blocco e aiutarsi con le varie pattuglie ma dovranno tenere una guida pulita e cercare di evitare gli incidenti con le macchine del traffico sempre tenendo presente la vostra posizione sulle strade.
Insomma, sembra facile sulle prime ma vedrete che man mano che le piste diventano più difficili, tenere il piede sull’acceleratore sia che si tratti di una gara (con sbirri alle calcagna) o che vestiate i panni della polizia (con cinque pirati da mandare fuori strada), le cose non saranno semplici.

Riguardo al gameplay vero e proprio per quanto riguarda la guida, ci troviamo dalle parti dell’arcade selvaggio e veloce, quello che si deve controllare con nitro e derapate folli in curva.
La velocità delle macchine è ben differenziata fra una marca e un’altra dunque, se con una Subaru riuscirete ad avere una buona tenuta di strada ma andrete a “soli” 200Km orari, state certi che in sella ad una Pagani, raggiungerete anche i 300Km orari con una resa di potenza e di peso della trazione diversa dal precedente modello. Scegliere bene il modello della macchina influirà in entrambe le carriere.
Abbiamo poi una sorta di gadget che potrete usare per bloccare piloti avversari o poliziotti: la striscia chiodata diventa essenziale per far deragliare una pattuglia che sta troppo con il fiato sul posteriore ma sappiate che avremo a disposizione anche un IEM (impulso elettro magnetico), un disturbatore e dalla polizia, il fedelissimo elicottero. Anche qui, questi pochi gadget potrebbero fare la differenza durante una gara perché disturbare una macchina avversario o renderla per qualche secondo cieca con un IEM, vi farà portare a casa la taglia o la vittoria al traguardo.

Buonissimo anche (finalmente) il bilanciamento della difficoltà generale.
La carriera è divisa in 20 scaglioni di progresso e ognuno andrà a sbloccare macchine e piste. Riguardo alla difficoltà vera e propria delle piste, sappiate questo: la prima decina di prove andrà liscia come l’olio e porterete a casa numerose vittorie o taglie – successivamente le cose cambiano, con tracciati ricchi di curve e tediosi ma mai al limite della disperazione. Arrivare fra le prime posizioni e conquistare qualche oro non sarà facile e ci vorrà impegno.


 

AUTOLOG
Passiamo ora alla vera novità del mondo di NFS, l’autolog.
In sostanza si tratta di una sorta di social network (vanno di moda) che mette in competizione i giocatori di tutto il mondo sia per quanto riguarda i piloti che i poliziotti.
Collegandovi avrete accesso ai tempi degli amici o alle sfide locali ma non solo, potrete scambiarvi foto delle gare o mandare messaggi. In verità, non è nulla di originale visto che BLUR, faceva le medesime cose ma è bello che sia stato implementato comunque.

Abbiamo poi la parte dedicata al multiplayer.
Qui nulla di davvero azzardato da segnalare: si organizzano le gare e ci si lancia all’inseguimento di avversari o di piloti.
Si possono organizzare varie squadre e sarà interessante vedere che genere di Interceptor o di piloti, fileranno alla velocità della luce.
Multiplayer sicuramente immancabile ma che non regala grosse sorprese. Fra l’altro, se in gara ci si distrugge il mezzo, potrete entrare nell’abitacolo di un altro pilota per osservarlo come spettatore – anche qui nulla di nuovo sotto le quattro ruote.

WROOOMMM!!!
Avviandoci alla fine della recensione è giusto parlare dell’aspetto tecnico del gioco di Criterion.
La sapiente mano dei programmatori di Burnout si nota fin da subito con macchine realizzate a puntino e piste davvero ricche di dettaglio.

Le gare si svolgono tutte su grandi tracciati da un punto ad un altro quindi aspettatevi anche corse mozzafiato da 10Km l’una. La bellezza di alcuni paesaggi è poi un toccasana per gli occhi, alcuni scenari si estendono a perdita d’occhio con una profondità di campo davvero notevole e offrono una grande varietà di colore.

 

Potremo infatti correre sia sul bagnato che sotto un sole cocente, neve, giorno e notte: nulla è lasciato al caso. Quello in cui eccelle il gioco sono gli effetti dinamici climatici e i riflessi del mondo sulle carrozzerie di serie: realizzate su modelli esistenti. Personalmente, quello che mi ha convinto meno sono i danni alle vetture che dopo un frontale a 160Km non si deformano a dovere. Abbiamo poi i classici detriti a bordo pista e le scintille ma è tutto realizzato puramente per l’alto livello cinematografico.

Ultima nota riguarda il comprato audio davvero esteso come sempre i titoli NFS ci hanno insegnato. Si passa dai brani dance a quelli tecno per poi andare a toccare punk rock e metal. Stupendi anche i suoni delle macchine, delle frenate e gli stridoli delle carrozzerie che si spaccano. HOT PURSUIT è inoltre completamente in italiano.

DAGLI GAS 
HOT PURSUIT è un signor gioco che ci ha lasciato piacevolmente soddisfatti e che sono sicuro darà il meglio di se nei mesi a venire con molti giocatori in rete che si sfidano a guardia e ladri.
Tecnicamente notevole e con un gameplay liscio e divertente, ne consiglio vivamente la spesa a chi vuole guidare (purtroppo virtualmente) grandi bolidi e lanciarsi a velocità folle.
L’unica pecca del gioco rimane la carenza di modalità on-line che si spera vengano aggiunte presto dalla casa di sviluppo ma per il resto, per me straccia davvero un tempo record.

Votazione finale: 8,9/10

Articolo a cura di Redazione Player.it

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