Alice in Wonderland: Recensione

Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il gioco è disponibile per PC, WII e DS, la versione testata è quella per PC

In parallelo con l’uscita al cinema della nuova pellicola diretta da Tim Burton, poteva mancare nei negozi di tutto il mondo l’uscita del videogames ufficiale di Alice in Wonderland? La risposta è scontata e quindi eccoci qui a parlare ancora una volta di un prodotto che, per nostra fortuna, si discosta leggermente da molti altri tie-in di scarso successo: il gioco ufficiale del film, diverte e ammalia con una bella grafica e un gameplay tutto sommato abbastanza buono.

ALICE? SEI CRESCIUTA…
Il tempo passa per tutti, anche per i personaggi delle fiabe immaginarie.
Alice è diventata grande, sono passati la bellezza di dieci anni dalle sue prime avventure nel mondo fantastico – eppure sembra, fin dalle prime battute del gioco, che di quella sua avventura, proprio non ricordi nulla, come se avesse perso la memoria. Il plot alla base del gioco (film) è di quelli più banali ma tutt’altro che banale è lo svolgimento e il ritrovare un mondo fantastico che è cresciuto, è cambiato con il corso del tempo e lo ha fatto nel peggiore dei modi.

Il “sottomondo” è ormai governato dalla Regina Rossa che ovviamente non poteva essere una sovrana buona, altrimenti sarebbe stato assai banale, tornare indietro per liberare un mondo incantato.

Per quanto concerne il gameplay, il gioco targato Disney è in definitiva un mix di avventura, puzzle e combattimenti in tempo reale, dove dovremo andare a controllare personaggi diversi di modo da tessere la storia cardine.

Potremo dunque controllare il Bianconiglio, che ha la capacità di manipolare il tempo (ad esempio per fermare delle porte che sbattono o freddare i nemici) – il leprotto Marzolino, che riesce a spostare gli oggettiil Cappellaio Matto, che può rimettere a posto la realtà distorta dalla Regina Rossa – lo Stregatto, che possiede la buona capacità di rendere visibile le cose che sono invisibili e per ultima troviamo la stessa Alice.

Come in altre produzioni, i personaggi a corredo potranno essere usati una volta per uno ma scelti a seconda delle situazioni che si presenteranno al giocatore. Vi è dunque un minimo di tattica nella scelta ma non vi preoccupate, il gioco è altamente semplice da risolvere che dubito rimarrete bloccati da qualche parte per risolvere un determinato enigma tempistico (con il Bianconiglio) o di forma (con il Cappellaio Matto).

Fra l’altro, tutti i personaggi si possono difendere anche a suon di mazzate, questo perché nel mentre che si risolvono degli enigmi, gli eserciti della Regina Rossa ci delizieranno mettendoci i bastoni fra le ruote – l’azione è dunque ben amalgamata con le sezioni puzzle e qualche volta capita anche di dover risolvere un enigma mentre si tengono a bada i soldati: la quantità degli enigmi è poi ben superiore a quello che mi aspettavo, cosa che però influisce parecchio invece sull’esplorazione, abbastanza ristretta – vero buco nell’acqua per un gioco che forse se avesse lasciato di più le briglie sciolte al giocatore, ne avrebbe giovato e non poco.

Molte sezioni infatti risultano troppo strette e andarsene in giro trovando le solite pareti invisibili che bloccano a se stesso un bel panorama, risulta abbastanza seccante.

SOTTOMONDO DI COLORI
Per un gioco del genere non mi sarei aspettato nulla di davvero emozionante sotto il profilo tecnico ed in effetti, Alice in Wonderland non regala nulla di davvero esaltante: si vive di alti e bassi, di buoni effetti visivi e di una buona modellazione generale del mondo di gioco e dei personaggi, senza andare davvero oltre.

Alcuni scenari ad esempio, rendono tantissimo mentre altri sembrano buttati li per fare contorno, quasi come se lo stesso “sottomondo” stia cadendo a pezzi.

Eppure, quando si raggiungono le porte del castello della Regina Rossa, gli occhi verranno deliziati da un putiferio di colori, effetti e modellazione degli ambienti davvero notevole (sempre per il genere, si intende).

Altra cosa davvero strana, riguarda i filmati di contorno che sono realizzati in qualità scadente ma forse è colpa della versione console che come sempre non regala il buon comparto tecnico che può permettersi un PC.

Passabile anche il sistema audio, tutto e tradotto nella nostra lingua ma nulla da far gridare al miracolo.

MERAVIGLIOSAMENTE IN DUE
Alice in Wonderland è dunque un prodotto che vive in parallelo con il film, come poi capita a tutti i giochi legati alle pellicole, non aggiunge nulla di nuovo sotto il sole ma non porta neanche noia.

Storia e gioco scorrono via piuttosto bene e la possibilità di finire il titolo con un amico, non è certo scontata ma anzi aggiunge un punto in più alla votazione finale.

Insomma, Alice in Wonderland è consigliato a quelle persone che magari non hanno potuto vedere la pellicola di Burton e vogliono passare un paio di pomeriggi con un gioco tranquillo e senza problemi: ci sono alcuni puzzle molto ben riusciti e altri abbastanza semplici da risolvere, senza contare gli scontri per nulla complicati a livello di gameplay.

Votazione finale: 6.9/10