Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Un tempo c’erano dei generi ben definiti: RTS, FPS, RPG, GDR, Arcade, Simulazione, Hack’n’slash, Picchiaduro e chi più ne ha più ne metta. Poi hanno iniziato a mischiare tutto per vedere che genere di ibrido ne sarebbe saltato fuori ed ecco che ci troviamo a combattere orde aliene mentre badiamo all’inventario e alla crescita del personaggio oppure combattiamo mostri assetati di sangue mentre controlliamo dei compagni virtuali che si scambiano oggetti da un inventario all’altro. Insomma, un minestroni di generi che non si sa neanche più come definirli. E Borderlands a che genere appartiene? Facile, al genere dove bisogna sparare ad ogni cosa che si muove sullo schermo!!!

PUNTA, SPARA E RACCOGLI
Poco prima dell’uscita nei negozi di Borderlands ho pensato che sarebbe stato un clone di Fallout 3. All’uscita mi sono ricreduto nel senso che il paragone con il titolo di Bethesda proprio non può reggere: non perché i due titoli non abbiano punti in comune ma perché questo nuovo gioco ad opera dei Gearbox si pone più verso la strada degli FPS che non quella degli GDR.
In poche parole potremo definire Borderlans come un gioco in cui si sceglie un personaggio e si ammazza tutto quello che si muove a schermo ne più ne menoovviamente le sfaccettature sono ben differenti, cosi come l’aggiunta di missioni principali e secondarie, l’uso di un inventario per mettere armi e oggetti e la crescita di noi stessi in quanto personaggi giocanti.
Altra differenza con Fallout 3 potrebbe essere il confronto con la storia alla base dei due giochi: F3 era molto ben sceneggiato e realizzato, Borderlands si lascia assaporare ma non si riesce mai, fino in fondo a scoprirne davvero il sapore perché alcune volte risulta insipido e altre troppo dolce. Non che questo debba per forza essere una cosa negativa ma uomo avvisato mezzo salvato.

L’ambientazione di Pandora poi, non è che regali nulla di veramente innovativo – sempre di terre desolate e selvagge si parla. Capita qualche bella radura erbosa o qualche panorama di montagna ma siamo davvero su una desolazione abbastanza stantia. Quello che mi sarei aspettato di trovare era un pianeta alieno davvero emozionante e particolare, dal design più ricercato e gradevole e invece sembra di scorrazzare in una pianeta misto Nevada misto Egitto. Letta cosi potrebbe sembrare che l’ambientazione di Borderlans sia da trascurare e invece, proprio per tutta questa desolazione, qualcosa di buono si salva e si riesce comunque ad apprezzare il lavoro svolto per la costruzione degli schemi visti come un unico grande livello da scoprire man mano che si sbloccano missioni secondarie e non. Fra l’altro, il gameplay del sigle funziona davvero a meraviglia e raramente vi capiterà di annoiarvi o non sapere come procedere: purtroppo segnalo però una certa ripetitività di fondo che però può tranquillamente essere trascurata se si accetta da subito la situazione del punta, spara e uccidi tutto quello che si muove a schermo – insomma se non avete nulla da fare, continuate per qualche metro e avrete sicuramente un altro obbiettivo per le mani.

BUONI SI NASCE, CATTIVI SI DIVENTA
In Borderlands potremo scegliere di giocare con quattro personaggi ben definiti.
Soldato, Sirena, Cacciatore e Tank avranno caratteristiche differenti anche nella loro personalizzazione di base e nei loro “poteri”. Per fare un esempio, posso dire che il Tank (lo dice il nome stesso) è quello grosso e cattivo, capace di entrare in una modalità furia che spaccherà tutto quello che lo circonda.
Il soldato è invece capace di schierare una torretta mitragliatrice che ci metterà sia in una posizione di difesa o di copertura a seconda della tattica scelta per abbattere i nemici. Ancora, la Sirena può diventare invisibile e il cacciatore può richiamare un falco per aiutarlo nei combattimenti. Effettivamente non ci troviamo per le mani nulla di veramente nuovo ma quello che caratterizza maggiormente i personaggi è il carisma, davvero ben realizzato e nessuno dei quattro può essere messo primo o ultimo nella classifica amicizia, nel senso che risultano tutti ben amalgamati fra loro senza eccessivi alti o bassi.

Anche l’esperienza segna dei punti abbastanza importanti.
Fra l’altro, essendo principalmente un gioco basato sull’uccidi tutto quello che si muove a schermo, il livellamento del personaggio conta anche l’arma impugnata che diventerà sempre più potente man mano che si sale di livello. So che anche in altri giochi, man mano che si cambia livello si trovano armi sempre più potenti o simile ma in Borderlands l’arma che ci portiamo appresso risulta essere davvero il fulcro del gioco: raggiungere la possibilità di una maggiore portata di fuoco, minor rinculo, attacchi secondari più potenti etc deve essere una delle priorità a cui badare per sopravvivere dall’inizio alla fine nel mondo di Pandora.

TERRE SELVAGGE?
Una delle cose che non ho proprio gradito in questo gioco è l’intelligenza artificiale.
Chiariamoci, essenzialmente si parla di un titolo in cui si devono raggiungere delle zone missione, uccidere ogni cosa che si muove a schermo e cercare altri obbiettivi nelle aree circostanti o meno. Purtroppo i nemici non sono mai troppo furbi o intelligenti e ancor di più, tendono a mettersi proprio davanti al mirino dell’arma puntata – qualche tattica difensiva se non proprio d’attacco, avrebbe sicuramente giovato a questo gioco. Difatti, se devo essere sincero, anche a livello scenico si poteva davvero fare di più e alcune location come fabbriche abbandonate o canion, potevano davvero essere delle trappole mortali dannatamente divertenti e fioriere di nemici – purtroppo questo succede in parte nel senso che i nemici alle volte sono parecchi numerosi ma non è la quantità a farne la qualità. Il vero senso di difficoltà lo si prova solamente con l’affrontare nemici sopra la media, i classici Boss di fine livello difatti regaleranno una sfida ben più alta che non quella di affrontare mille mostri mutanti insieme.

CEL-SHADING, ANCORA?
Devo essere sincero, quando Gearbox ha annunciato un cambio radicale della parte grafica del gioco non ero del tutto sicuro del risultato che ne sarebbe venuto fuori. Difatti non tutti i giochi sono portati per essere adeguati ad uno stile più fumettoso ma in questo caso, la scelta stilistica si nota davvero in maniera minimale forse perché il titolo continua ad essere violento al punto giusto. Fra l’altro avremo davanti agli occhi una buona quantità di situazioni estreme o dark, anche per quanto riguarda la palette grafica delle texture che non risulta essere troppo colorata. Anche l’ambientazione generale non è festosa, dunque lo stile da fumetto con colori vivaci non deve regalare a tutti i costi l’allegria in ogni luogo. Stessa cosa per quanto riguarda i personaggi che risultano ben modellati e vestiti. Cosi come il character generale di mostri, mutati e affini – la buona varietà generale può rendere solamente più positivo il gameplay generale. Fra i difetti grafici c’è pero da segnalare un fastidiosissimo pop-up delle texture in lontananza ma anche e soprattutto nel caricamento di nuove aree di gioco che non risultano completamente visibili da subito: errore di programmazione o bug, si spera in una patch per correggere il problema.

BORDERLANDS
In definitiva posso tranquillamente dire che questo gioco ha passato la prova del fuoco, in tutti i sensi. Togliendo il level design generale del pianeta o la scarsa intelligenza artificiale dei nemici, ci troviamo per le mani un gioco comunque gradevole e apprezzabile, divertente e frenetico quanto basta per non passare inosservato quanto altri titoli simili hanno invece avuto la sfortuna di fare. Il pianeta di Pandora non è affascinante o vario come le ambientazioni di Fallout 3 ma la desolazione generale alla “Mad Max” può comunque regalare soddisfazione, soprattutto per gli enormi spazi.
In ultimo, la grande attenzione posta al level design delle armi può regalare davvero delle grandissime soddisfazioni a chi proprio non riesce a staccare le dita dal calcio o dal grilletto delle armi da fuoco: l’enorme quantità di soluzioni da cercare potrebbe rasentare l’euforia di ogni armaiolo in erba.

Votazione finale: 80/100

Requisiti di sistema
Windows XP o Vista
Dual Core da 3GHz
RAM 2GB
SCHEDA VIDEO da 256MB
HD 8GB di spazio libero


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